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Quali sono le malattie per cui si muore di più al mondo

Sono le Cardiopatie ischemiche le principali cause di morte al mondo con 7,25 milioni di decessi all’ anno pari al 12,8% di tutti i “trapassi”. Lo riporta l’Oms riferendosi ai dati del 2008. Al secondo posto l’Ictus e altre malattie cerebrovascolari pari al 10,8% con 6,15 milioni di morti e al terzo le infezioni delle vie respiratorie con 3,46 milioni di decessi (il 6,1% del totale).
Incredibile la constatazione che la decima causa di morte nel mondo sia rappresentata dagli incidenti stradali con 1,21 milioni di morti all’ anno pari al 2,1% del totale dei decessi.
L’Oms stila anche la classifica delle malattie per cui si muore di più al mondo divisa per fasce di appartenenza delle varie nazioni: “Paesi in via di sviluppo: low income e medium income e quelli sviluppati di cui fa parte l’Italia, High income”.
Si muore ancora parecchio di Aids nel mondo (1,78 milioni di decessi nel 2008), sesta causa per il totale di tutte le nazioni, terza causa di morte nei paesi sottosviluppati.
Nel 2009 l’aspettativa di vita media nel mondo è stata di 68 anni.

Classifica delle malattie per cui si muore di più al mondo (il primo dato sono i milioni di morti, il secondo dato è la percentuale sul totale):
1- Cardiopatia ischemica 7,25 12,8%
2- Ictus e altre malattie cerebrovascolari 6,15 10,8%
3- Infezioni delle vie respiratorie inferiori 3,46 6,1%
4- La broncopneumopatia cronica ostruttiva 3,28 5,8%
5- Malattie diarroiche 2,46 4,3%
6- HIV / AIDS 1,78 3,1%
7- Trachea, bronchi, tumori del polmone 1,39 2,4%
8- Tubercolosi 1,34 2,4%
9- Diabete mellito 1,26 2,2%
10- Incidenti stradali 1,21 2,1%

Paesi sviluppati cause di morte:
1- Cardiopatia ischemica 1,42 15,6%
2- Ictus e altre malattie cerebrovascolari 0,79 8,7%
3- Trachea, bronchi, i tumori del polmone 0,54 5,9%
4- Alzheimer e altre demenze 0,37 4,1%
5- Infezioni delle vie respiratorie inferiori 0,35 3,8%
6- broncopneumopatia cronica ostruttiva 0,32 3,5%
7- Tumori del colon e del retto 0,30 3,3%
8- Diabete mellito 0,24 2,6%
9- Cardiopatia ipertensiva 0,21 2,3%
10- Cancro al seno 0,17 1,9%

Paesi sottosviluppati cause di morte:
1- Infezioni delle vie respiratorie inferiori 1,05 11,3%
2- Malattie diarroiche 0,76 8,2%
3- HIV / AIDS 0,72 7,8%
4- Cardiopatia ischemica 0,57 6,1%
5- Malaria 0,48 5,2%
6- Ictus e altre malattie cerebrovascolari 0,45 4,9%
7- Tubercolosi 0,40 4,3%
8- Prematurità e basso peso alla nascita 0,30 3,2%
9- Asfissia neonatale e trauma della nascita 0,27 2,9%
10- Infezioni neonatali 0,24 2,6%

rapporto completo Oms in inglese

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Zerona Laser, nuovo trattamento per la riduzione del grasso

La medicina estetica fa passi da gigante ed ogni anno propone qualcosa di nuovo. In Italia è appena arrivato il trattamento Zerona laser per la riduzione del grasso, alternativa non chirurgica alla liposuzione. Come avviene per la maggiorparte delle novità in campo estetico anche in questo caso l’invenzione è made in Usa. Zerona laser infatti è il frutto dell’ ingegno di Erchonia, società produttrice fin dal 1996 di dispositivi medicali che utilizzano il laser freddo a basso livello. L’Fda statunitense ha dato l’ok all’utilizzo sul territorio americano nel giugno del 2009 mentre in Canada i primi trattamenti sono stati effettuati a dicembre dello stesso anno.

In Italia i centri estetici iniziano a proporla dal 2011. Prima le grandi città come Roma, Milano, Torino, Firenze e Bergamo, dopodichè le sedute di Zerona sono state proposte anche in studi medicali di Verona, Palermo, Catania e Genova a prezzi che al momento vanno dalle 1000 alle 2000 euro per 5-6 sedute.

Come funziona il trattamento Zerona con il laser:
il macchinario è quello che vedete in foto; è dotato di 5 pinze che vengono applicate sulla parte da trattare, ad esempio per la riduzione dell’ addome, vita, pancia, glutei e cosce. Il paziente viene esposto per 20 minuti su un lato e per 20 minuti su un altro lato. Percepirà un leggero calore e nessun fastidio o dolore. Il laser utilizzato come detto è quello freddo a basso livello, 635 nanometri la lunghezza d’onda, che penetra in profondità la pelle arrivando al derma. In questo strato sono presente gli adipociti, cellule di grasso responsabili degli accumuli. Il laser, grazie al calore, crea un foro microscopico nella membrana delle cellule di grasso che permette la fuoriuscita di trigliceridi, drenati fuori dal sistema digestivo e dalla normale funzione di diuresi.

Risultati Zerona laser nella riduzione del grasso:
al momento gli unici “trial” disponibili sono quelli effettuati dalla stessa Erchonia che produce il macchinario. Il trattamento è stato effettuato per 6 volte su 35 persone mentre su 32 si è ricorsi ad una finta macchina. Ventidue persone su 35, quelle del trattamento, hanno avuto una riduzione in circonferenza totale di 3.52 pollici pari a 9,1 cm. Si tratta della somma della riduzione di coscia (sinistra 1,7 cm in meno e destra 2,2 cm in meno), fianchi e vita. Se fossero confermati sembrerebbe che Zerona funzioni almeno fino al test di controllo, non sono stati proposti risultati a lungo termine.

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Sbiancamento dei Denti, i metodi utilizzati per il sorriso perfetto

Non lasciatevi ingannare dai kit di sbiancamento dei denti che si possono acquistare al supermercato o in farmacia, prezzi dai 10 ai 50 euro. La quantità di perossido (sia quello d’idrogeno che quello di carbamide) consentito nei prodotti “da banco” non è abbastanza forte per sbiancare efficacemente i denti.

Al contrario si può utilizzare un kit sbiancante. Quelli fai da te che vendono al negozio hanno una mascherina su cui si applica il gel sbiancante e che poi va indossata per 4 ore al giorno (prezzi a partire da 50 euro) altrimenti si va dal dentista che realizza una mascherina su misura. Lo specialista vi preparerà un calco della vostra bocca. Andrà indossato sempre insieme ad un gel sbiancante per quattro ore ogni giorno (durante la notte è il momento migliore se riuscite a sopportarlo) per due settimane. Con questa metodica i denti possono diventare bianchi fino ad otto tonalità, dobbiamo però essere consapevoli che possiamo temporaneamente perdere un po’ di sensibilità sui denti. Prezzi per lo sbiancamento dentale dal dentista con mascherina a partire da 300 euro.

Un’alternativa per lo sbiancamento dentale è rappresentata dal laser:  questo processo è solitamente realizzato in una sola visita dal dentista, ciò riduce la la necessità di un uso ripetuto del gel sbiancante. I risultati in questo caso sono istantanei, già un’ora dopo la procedura. Anche in questo caso si applica sul dente il gel che viene però “aiutato” nel suo lavoro dal laser a luce controllata che può sbiancare fino a 10 tonalità. Ci sono vari metodi “preconfezionati” per ottenere denti bianchi proposti da molte aziende che utilizzano anche lampade sbiancanti a led, ultravioletti o alogene: Zoom, Brite Smile, Luma Arch, Beyond, SoniWhite,Swiss master light ecc. Prezzi sbiancamento laser a partire da 400 euro.

In caso i denti siano molto rovinati oppure particolarmente macchiati si applicano delle faccette di ceramica del colore bianco (veenering). Vengono incollate sulla parte frontale dei denti (solitamente da canino a canino), durano per moltissimo tempo per regalare una forma ed un sorriso perfetto. Quest’ultimo metodo è quello più utilizzato da parecchi vip e star della televisione e del cinema per avere denti perfettamente bianchi ed allineati. Prezzi a partire da 5000 euro.

Consigli per prevenire le macchie sui denti: il primo suggerimento, il più ovvio, è quello di lavarli sempre dopo i pasti, utilizzando “ogni tanto” dei dentifrici sbiancanti. Il vino rosso, il caffè, bibite che contengono coloranti, il fumo della sigaretta e del sigaro contribuiscono a macchiare i denti. Se particolarmente predisposti all’ accumulo di tartaro effettuare una pulizia ogni 3 mesi.

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Caduta dei Capelli cosa fare: Autotrapianto

autotrapiantocapelliLa caduta dei capelli è un fenomeno che colpisce in maniera principale il sesso maschile e parzialmente quello femminile. La causa di ciò è da legare ad un ormone, il DHT diidrotestosterone, quello che è considerato il più importante fattore responsabile della calvizie androgenetica.

Cosa fare contro la caduta dei capelli? Purtroppo non molto. Può essere rallentata, parzialmente frenata quella a chiazze se legata ad alcune patologie con dei farmaci, il più famoso dei quali contiene il minoxidil, oppure con Propecia (nome commerciale) a base di Finasteride.

Come avete capito sono dei paliativi che non bloccano la caduta. L’unica cosa che si può fare una volta terminato in maniera definitiva il processo di perdita è il trapianto dei capelli.

Si tratta di un rimedio di tipo estetico, dobbiamo inquadrare in questo campo il trattamento. Avete tutti presente di cosa stiamo parlando, basta pensare al rinfoltimento dei capelli di vip famosi come Pippo Baudo, Silvio Berlusconi oppure Mel Gibson in Usa.

Come funziona l’autotrapianto dei capelli:
innanzitutto il paziente non deve essere completamente calvo, ci sarà bisogno infatti di una zona dalla quale sia possibile prelevare i bulbi piliferi (solitamente area occipitale e temporale oppure sulla nuca) che andranno innestati lì dove mancano.
Le tecniche più utilizzate: FUSS che sta per Follicular Unit Strip Surgery e FUE (Follicular Unit Extraction).

FUSS: viene prelevata una striscia di cuoio capelluto della grandezza di circa 10×1 cm dalla zona donatrice che di seguito sarà divisa in tanti microbulbi. Gli stessi saranno poi innestati tramite microaghi nella zona da rinfoltire. La zona in cui è stata prelevata la striscia verrà successivamente suturata e la cicatrice sarà coperta dalla ricrescita naturale dei capelli che in quella zona avviene in maniera naturale.

FUE: Questa procedura è più recente e più popolare rispetto alla prima. Si estraggono due o tre follicoli alla volta che verranno impiantati nelle zone del rinfoltimento con lo stesso metodo sopra descritto. Il Fue viene utilizzato per piccole parti o porzioni di aree da trattare ed il costo è leggermente superiore all’altra procedura. Il vantaggio è che le cicatrici nella zona del prelievo sono molto piccole quindi la guarigione è più veloce.

Entrambi le tecniche sono di tipo chirurgico che utilizzano un’anestesia locale, per cui prima dell’intervento dovranno essere eseguite una serie di analisi e controlli (urine, sangue, eventuale elettrocardiogramma ecc.). Non bisogna dimenticare che sono possibili anche complicanze che vanno da infezioni e perdita di sensibilità nella zona del prelievo dei capelli ed ecchimosi-edemi sulla zona ricevente.

Prezzi di un autotrapianto dei capelli:
è difficile stabilire l’esatto costo di un trapianto, tutto dipende dalla quantità di innesti che dovranno essere eseguiti, in pratica dalla vastità della zona da rinfoltire. Possiamo comunque parlare in maniera indicativa di una spesa che oscilla tra 3mila e 7mila euro.

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La Cistite nelle Donne, come combatterla e le Cure

cistitedonneE’ stimato che tra il 20 ed il 40% delle donne sessualmente attive abbia saltuariamente avuto un episodio di cistite. Si tratta di un fenomeno che dura di solito solo pochi giorni, ma che può essere molto fastidioso tanto da essere una delle principali cause di assenza dal lavoro da parte delle donne. La patologia si tratta in maniera piuttosto semplice, ma se gli episodi si ripetono e non vengono gestiti correttamente possono portare ad infezioni complicate.

La cistite acuta si presenta generalmente in donne che non hanno anomalie strutturali o funzionali del tratto urinario, ciò produce un processo infiammatorio nella vescica di origine batterica (piu’ comune), ma dipendente anche da altri fattori. Il meccanismo che innesca un’ infezione delle vie urinarie viene provocato dall’entrata di batteri che ascendono alla vescica attraverso l’uretra (è più breve nelle donne che negli uomini ecco perchè le infezioni sono più comuni) proprio nel momento in cui le difese sono piu’ deboli. Alcune pazienti sono piu’ predisposte per ereditarietà alla cistite, ma spesso alcuni comportamenti favoriscono l’insorgenza.

Consigli per prevenire la cistite:
-bere molto
-evitare l’uso di lavande vaginali
-utilizzare preferibilmente indumenti di cotone
-urinare dopo il rapporto sessuale e pulire la la vagina nella parte anteriore e posteriore
-utilizzare il profilattico nei rapporti sessuali evitando l’uso del preservativo e del diaframma con lo spermicida.

I sintomi della cistite sono facilmente riconoscibili e, in generale, appaiono in maniera spontanea e acuta. C’è lo stimolo ad urinare spesso. Si ha una sensazione di bruciore e, in alcuni casi, dolori al basso ventre. Una volta che si lascia la toilette si ha l’impressione che non si è finito con lo svuotamento della vescica.

Come si cura la cistite:
Lo specialista può proporre un esame delle urine, l’urinocoltura. Una volta raccolto il campione, il medico sulla base delle analisi può prescrivere antispastici e antibiotici per ridurre i sintomi e combattere i batteri. Il trattamento antibiotico deve essere controllato dal medico, dura tra 3 e 7 giorni, a seconda del tipo di antibiotico prescritto. Se non trattata, la cistite può portare a infezioni più complesse, e danneggiare non solo il tratto urinario inferiore, ma colpire il rene causando anche la Pielonefrite.

Ci sono anche casi in cui la cistite è ricorrente più volte all’anno. Infatti a i batteri possono diventare resistenti agli antibiotici, la gestione in questo caso diventa più complessa e richiede uno specialista in malattie infettive. donne in postmenopausa paragrafo meritano, e che la mancanza di ormoni sessuali e la carenza di estrogeni rendono più vulnerabili alle infezioni.

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Meglio autoabbronzanti o creme solari, quale quella giusta?

cremesolariLa bella stagione è sinonimo di sole, ma significa anche abbronzatura. Dopo aver passato i mesi invernali al buio il colorito appare spento e privo di luce, abbiamo tutti voglia e bisogno di un po’ di tintarella.
Quale è il giusto atteggiamento da avere nei confronti del sole? Meglio l’autoabbronzante o le creme solari?

Facciamo un po’ di chiarezza. Sono ormai noti gli effetti benefici del sole ma anche quelli negativi. In quest’ultimo caso si parla di rughe precoci,macchie cutanee, ma soprattutto del melanoma, tumore della pelle. Per limitare questi danni occorre non esporsi al sole tra le 12 e le 16 e mettere sempre la crema solare, anche all’ombra. Non sottovalutiamo poi il potere riflettente della sabbia e dell’acqua.

Dal 2009 la direttiva europea Colipa costringe i produttori ad indicare sulle etichette dei solari non più il numero da 0 a 50 che indicava il grado di “scudo” contro il sole, ma la dicitura protezione molto alta, alta, media, bassa impedendo l’utilizzo di parole come “sun block” e “waterproof”. La crema va spalmata ogni ora e mezza e di nuovo messa in caso di bagno o sudate intense.

Quale è il migliore autoabbronzante? quali creme scegliere?
Le creme autoabbronzanti non proteggono contro il sole, questo deve essere chiaro ma colorano la pelle
grazie ad un derivato della canna da zucchero, il Dihydroxyacetone. Ci sono persone che non amano prendere il sole ed utilizzano questi prodotti. Sono piuttosto efficaci ma attenzione al loro utilizzo, bisogna spalmare la giusta quantità con un uniformità difficile da ottenere ai primi tentativi.

Creme solari, quali scegliere:
bisogna conoscere il proprio fototipo seguendo queste indicazioni:

  • fototipo 1: capelli rossi, pelle lattescente
  • fototipo 2: capelli dorati pelle chiara
  • fototipo 3: capelli biondi peppe chiara
  • fototipo 4: capelli castani pelle chiara
  • fototipo 5: capelli castani pelle scura
  • fototipo 6: capelli scuri pelle olivasta

I fototipi 1 e 2 devono sempre utilizzare una crema solare con un fattore protettivo molto alto. E’ bene
comunque che anche gli altri fototipi utilizzino queste protezioni alle prime esposizioni. Dopo diversi giorni il foto tipo 3 può utilizzare una crema con protezione alta, il fototipo 4 protezione media, il 5 e 6 protezione bassa. In ogni caso, come già detto, il sole tra le 12 e le 16 non va preso, qualcuno dice tra le 11 e le 15 se prendiamo in cosiderazione l’ora legale diversa da quella solare e perchè no proteggere anche la testa con un cappellino ed utilizzare occhiali da sole con lenti protettive anti raggi UVA e UVB.

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Ringiovanimento del viso, l’alimentazione giusta da seguire

alimentazionerugheIl ringiovanimento del viso si ottiene avendo cura della propria pelle non solo dal “di fuori” ma anche e soprattutto intervenendo “da dentro”. Quindi attenzione non solo alle creme, ai filler, ai trattamenti specifici ma soprattutto all’ alimentazione, deve essere sana e giusta nel tempo. Oggi vogliamo focalizzare la nostra attenzione su quei cibi che aiutano a ringiovanire la pelle, a mantenerla elastica e liscia, a contrastare i radicali liberi causa del fotoinvecchiamento e della diminuzione del collagene.

Sappiamo tutti più o meno che i cibi nemici in tal senso sono quelli ricchi di zucchero, grassi, carboidrati raffinati e quelli amici invece sono quasi sempre rappresentati da frutta e verdura, ma oggi ci spingeremo oltre cercando di capire come ottenere il massimo dall’ alimentazione.

Vitamina C: è un potente antiossidante che riduce l’avanzata dei radicali liberi dovuta all’ esposizione solare e all’ inquinamento. Il radicali liberi danneggiano il collagene, responsabile dell’ elasticità e della struttura della pelle, con la conseguente formazione di rughe e segni del tempo.
La vitamina C si trova negli agrumi come aranci e limoni, poi nei kiwi, peperoni, pomodori,nei vegetali a foglia verde. Può essere assunta tramite integratori con una posologia massima di 1 grammo al giorno.
Beta carotene: antiossidante che aiuta a mantenere viva e a riparare la pelle che una volta arrivato nell’ intestino viene convertito in Vitamina A. Si trova nelle albicocche, nei cachi, meloni, pesche, arance e verdure come le carote, i pomodori, la zucca gialla, i peperoni rossi ma anche verdure a foglia verde come gli spinaci, i broccoli, le rape e la cicoria.
Vitamina E: importante fattore per contrastare il fotoinvecchiamento. Importante per contrastare le malattie cardiovascolari è il più potente antiossidante che riduce la formazione di radicali liberi. Si trova in cibi come noci, mandorle, nocciole, cereali integrali, nei semi (e di conseguenza gli oli da essi derivati, fra i quali l’olio di canapa), frutta ed ortaggi.
Selenio: anche questo è un potente antiossidante che migliora l’elasticità della pelle del viso. Si trova nel pollame, tonno, frutti di mare, cereali integrali, broccoli, cipolle, funghi, germe di grano, cavoli.
Zinco: minerale che favorisce la sintesi tra collagene ed elastina inoltre aiuta a mantenere sani capelli ed unghie. E’ presente nei semi di zucca, noci, uova, crostacei, formaggio, pollo.
Grassi essenziali (omega 3 e omega 6): aiutano a mantenere le cellule della pelle idratate e giovani. Si trovano nei pesci ricchi di grasso come il salmone, sgombro, sardine mentre quelli omega-6 in oli quali: l’olio di lino spremuto a freddo, l’olio di mais, di soia e di girasole.

Un discorso a parte può essere fatto per il salmone che secondo qualcuno rappresenta il fattore numero uno per il ringiovanimento del viso. Autore di questa tesi è Nicholas Perricone dermatologo americano autore di un bestseller in Usa dal titolo “the wrinkle cure” tradotto in Italia “Una pelle senza età“. Per Perricone l’invecchiamento è una malattia che si combatte come le altre, al dermatologo sta a cuore in maniera particolare il salmone che bisogna consumare almeno 3 volte a settimana.

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