Assicurazione sulla Salute i Tipi di Polizza in Commercio

assicurazione saluteIn Italia l’assicurazione sulla salute non è obbligatoria ma può risultare utile (e in certi casi provvidenziale) in quanto chi stipula la polizza ha così accesso alle prestazioni mediche in tempi brevi e spendendo cifre meno elevate di quelle previste dalla sanità privata. In molti stati (quali ad esempio il nostro) troviamo un servizio sanitario nazionale sostanzialmente accessibile a tutti, o alla maggior parte della popolazione, ma che spesso non brilla per tempestività ed efficienza.

Se è dato per certo che le assicurazioni sulla salute non entrano in collisione con questi sistemi, molti credono che stipularle sia inutile.
Chi sostiene queste posizioni dimentica che anche nei sistemi statali più virtuosi i casi di malasanità sono un rischio tangibile e che si corre fin troppo frequentemente. Un’assicurazione sanitaria ha il preciso scopo di supplire a queste mancanze per dare serenità al contraente.

La copertura della polizza sulla salute non comprende però tutte le patologie. Ne sono escluse per esempio quelle psichiatriche, connesse alla chirurgia estetica, all’abuso di sostanze stupefacenti o alcol, ma nemmeno l’Aids è contemplato nel novero delle malattie su cui la polizza si estende.

Le assicurazioni sanitarie possono rubricarsi in 3 categorie:

  • indennitarie che tutelano l’assicurato versandogli una somma prestabilita per ogni giorno di ricovero o di convalescenza post-ospedaliera, oltre a un indennizzo in caso di ingessature causate da fratture ossee;
  • a rimborso, che risarciscono il cliente per una parte o per la totalità delle spese mediche sostenute per far fronte a un incidente o a una malattia;
  • per invalidità permanente, che prevedono un indennizzo direttamente proporzionale al grado di invalidità.

Il vantaggio della’assicurazione salute, è quello di rendere accessibile la sanità privata a tutti, 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno: le spese sostenute per un periodo di degenza presso una clinica convenzionata vi saranno rimborsate (in tutto o in parte), lo stesso vale per le visite, gli accertamenti o altre spese finalizzate alla guarigione da malattie o infortuni di cui si può esser vittime.

Per fare degli esempi: questi rimborsi comprendono le rette di degenza, l’assistenza medica, le spese di fisioterapia e rieducazione, le cure (addirittura quelle termali), i medicinali assunti, i costi legati ad un intervento, ecc. Le compagnie normalmente coprono anche i costi di trasporto in autoambulanza e le spese di vitto e pernottamento di un eventuale accompagnatore del cliente.
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Otturazioni con Amalgama sono Pericolose? Cosa fare per toglierle

L’amalgama è un composto chimico a base di mercurio, stagno, argento, rame e zinco che viene utilizzato per le otturazioni dentali. Dato che il mercurio è una delle sostanze più tossiche al mondo, il suo utilizzo nell’ ambito medico dentale fa discutere le società scientifiche di tutto il mondo. Il Consiglio d’Europa nel 2011 ha infatti approvato un piano per proibirne il suo utilizzo nelle otturazioni, ma dovranno passare alcuni anni prima che il provvedimento venga recepito nei singoli Stati. Al momento solo in Danimarca, Svezia e Norvegia è vietato l’utilizzo dell’amalgama a base di mercurio.

In odontoiatria l’amalgama è usata con successo da più di cento anni come materiale di restauro per i denti cariati. Negli ultimi vent’anni la sua qualità è molto migliorata, perché è diminuita la quantità di mercurio e si sono aggiunti nuovi componenti che ne diminuiscono la corrosione all’interno del cavo orale.

Negli ultimi anni si è dato il via a una revisione critica sull’utilizzo di un tale composto e dei suoi possibili effetti collaterali, dovuti essenzialmente al mercurio, presente per il 40-50 per cento in una dose minima rispetto a quello che c’è in natura. Il problema è che questo viene rilasciato dalle otturazioni dentali senza soluzione di continuità, sotto forma di vapori e di microparticelle. È stato dimostrato che un’otturazione di 5 a 7 anni ha perso il 50 per cento di mercurio originale e che in un amalgama di vent’anni fa non ne rimane che il 5 per cento.

Dove va a finire il mercurio?

In parte nell’organismo: è stato respirato dai polmoni sotto forma di vapore, inghiottito nello stomaco attraverso la saliva, assorbito dal sangue (l’80 per cento del vapore inalato è assorbito direttamente nella circolazione sanguigna). Dal cavo orale poi passa nei reni, nel fegato, nelle ghiandole, nel sistema nervoso periferico, in quello centrale, nel cuore, negli intestini.

Siamo intossicati?

No, perchè non tutti reagiamo allo stesso modo. Basta osservare come alcune persone con 10-12 amalgami non presentino alcun disturbo, mentre altri individui con due amalgami sì.  Tutto dipende dalle difese e risorse del singolo individuo. Per limitare eventuali danni a soggetti deboli. l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato che l’esposizione di donne in età fertile ai vapori di mercurio debba essere la più bassa possibile, perché il mercurio attraversa facilmente la barriera della placenta e raggiunge il feto. Bisogna poi evitare l’uso in situazioni particolari come pazienti con allergie per l’amalgama, donne in gravidanza e allattamento, bambini sotto i 6 anni e pazienti con gravi nefropatie.

Cosa accade in caso di eccessiva esposizione da amalgama?
Nei soggetti predisposti può insorgere insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansietà, dolori muscolari, irritabilità, aritmia, cefalea (vedi qui il caso di un pensionato 60 enne che aveva frequenti mal di testa dovuti ad amalgama) , infiammazione della pelle, asma, fatica cronica, alterazioni tiroidee, infertilità, tanto per citarne alcuni. Per quanto riguarda il sistema nervoso centrale, sono state avanzate alcune ipotesi, da verificare e accertare scientificamente, sulla possibilità che il mercurio favorisca l’insorgere di sclerosi multipla, morbo di Parkinson o Alzheimer.

Togliere l’amalgama:
non è un’operazione semplice perchè l’amalgama deve essere polverizzata ma non dobbiamo respirarne i vapori al momento della rimozione . Se ne può togliere una alla volta e non più di due al mese e attendere 6-8 settimane prima di rimuovere i successivi. Prima, durante e dopo ogni rimozione bisogna assumere vitamine Bl, B3, B6, C ed E, magnesio, selenio e zinco, che difendono l’organismo dall’aggressione del mercurio.