Osteoporosi, perchè le ossa del cranio sono piu’forti delle altre

osteoporosiAlcuni scienziati inglesi dell’Università Queen Mary di Londra sono riusciti a capire la differenza che c’è tra le ossa del cranio e quelle del corpo, perchè le prime si mantengono così resistenti senza nessun esercizio fisico mentre quelle del corpo (ad esempio gambe e braccia) se non vengono costantemente utilizzate si atrofizzano e tendono a fratturarsi facilmente. La scoperta pubblicata su Plos One apre nuovi scenari nella lotta all’osteoporosi.

Chi sviluppa l’osteoporosi ha ossa fragili che tendono a rompersi. E’ una condizione che diventa comune con l’avanzare dell’età, soprattutto nelle donne che hanno passato la menopausa, nel momento in cui i livelli di estrogeni scendono drammaticamente. Oltre i 50 anni colpisce il 50% delle donne nel mondo ed un quinto di tutti gli uomini. I ricercatori volevano capire invece perché le ossa del cranio rimangono sempre resistenti, non invecchiano. Hanno nello specifico esaminato le cellule ossee del cranio dei topi e le hanno confrontate con le cellule dalle ossa degli arti dei roditori. Gli studiosi hanno rilevato 1236 geni differenti riuscendo ad isolare le cellule che sviluppano ossa forti.In futuro si arriverà a capire come trattare l’osteoporosi, come dice il dottor Simon Rawlinson docente di biologia orale alla Queen Mary University di Londra e autore dello studio:”siamo riusciti a capire meglio come si sviluppa in fenomeno dell’ invecchiamento osseo e come quindi agisce l’osteoporosi, si aprono nuovi spiragli per combattere e anche sconfiggere definitivamente questa patologia“.

testo della ricerca completa

Osteoporosi e depressione sono connesse

osteoporosiC’è una connessione tra depressione e perdita di massa ossea che porta all’ osteoporosi e alle fratture. E’ il risultato di uno studio condotto dai dottori Raz Yirmiya e Itai Bab dell’ Università di Gerusalemme che hanno sottolineato ancora una volta come il collegamento tra depressione e osteoporosi esista e sia particolarmente forte tra le donne piu’ giovani. Nonostante le prove accumulate nel tempo su questa tesi l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora riconosciuto la depressione come un fattore di rischio per l’osteoporosi a causa della mancanza di studi su grossi campioni statistici. Per porre rimedio a questa situazione, i ricercatori dell’Università Ebraica hanno assemblato i dati di tutti gli studi condotti sul tema fino ad oggi per studiarli nuovamente. I risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry. Nell’articolo gli scienziati hanno valutato i dati di 23 progetti di ricerca condotti in otto paesi e hanno poi messo a confronto la densità ossea di 2.327 persone che soffrono di depressione contro 21.141 individui non depressi.

I risultati, dicono i ricercatori, mostrano chiaramente che gli individui depressi hanno una densità ossea sensibilmente inferiore rispetto agli altri e che la stessa è anche associata ad una marcata attività di osteoclasti che rompono le ossa. I ricercatori hanno riscontrato che l’associazione tra depressione e perdita di massa ossea è più forte nelle donne rispetto agli uomini, soprattutto giovani donne. Ancora: la connessione è particolarmente forte nelle donne con una depressione diagnosticata da uno psichiatra,piuttosto che quella riferita alle donne che  si autodefiniscono depresse.