La Carenza di Vitamina D responsabile di Morti Premature

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Tutti noi sappiamo che la carenza di Vitamina D è la causa delle cattive condizioni di salute delle ossa. Ora un nuovo studio mette in luce la sua mancanza con una morte prematura. Secondo la ricerca basata sull’ analisi dei geni di migliaia di pazienti la carenza di vitamina D può causare un decesso precoce.

Lo studio, che ha coinvolto 95.576 partecipanti provenienti da studi di popolazione su larga scala in Danimarca, ha trovato una relazione causale tra aumento della mortalità e bassi livelli di vitamina D nel corpo. Leggi di piú

Trascuriamo la nostra salute : attenzioni alle piccole azioni quotidiane

Ormai, i medici hanno dato per scontato che alle piccole azioni quotidiane (alimentazione su tutte) son legati i possibili benefici portati al nostro fisico e, soprattutto  alla nostra salute.

Di esempi se ne potrebbero portare una vastissima gamma, ma é il concetto di base che deve passare e far riflettere tutti. Abbiamo detto dell’alimentazione.Son tanti quelli che cercano la dieta dei sogni che consenta loro di dimagrire in una settimana, ma fanno attenzione a ciò che mangiano e a quanto si muovono? Spuntini fuori orario, poca attività fisica, scarso movimento : tutte piccole mancanza che concorrono ad una sedentarietà ed aun’alimentazione che può arrecare seri danni alla salute.
Al lavoro, altro esempio di azioni sbagliate tanto per spaziare da un campo all’altro. Moltissimi accusano i sintomi della cervicale. Ma questi stessi assumono una postura corretta davanti ad un pc? si sgranchiscono collo e gambe ogni tot minuti come prevedono normative e medici?
Credo proprio di no e, pertanto, tutte le lamentele risultano ingiustificati. Questi son solo due esempi portati, ma la nostra giornata é piena di queste piccole, ma significative azioni cui occorre porre molta attenzione! Leggi di piú

Acne Dieta, latte e zucchero fanno male, nuovi studi

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Latte e zucchero fanno male per i brufoli. Coloro che presentano pustole, comedoni e punti neri dovrebbero seguire una dieta acne che non contempla i latticini e gli zuccheri. Sono gli ultimi studi che arrivano dal dipartimento di Medicina, sezione di dermatologia del Dartmouth Medical School di Manchester. Non è dunque vero che ciò che mangiamo non influisce sull’ acne.

Non c’è solo la ricerca inglese che conferma questa tesi, ma anche altri studi e “trials” effettuati negli ultimi due anni in giro per il mondo.I ricercatori hanno trovato una forte correlazione tra sviluppo di acne e persone che seguivano una dieta a forte presenza di zucchero e ad alto carico glicemico (parecchio consumo di pane, riso, cereali, pasta, zucchero, farine) . La buona notizia è che il cioccolato (quello fondente) non sembra causare l’acne. Leggi di piú

Che cos’è la malattia celiaca, intolleranza al glutine

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Sono poche, oggigiorno, le persone che non conoscono la malattia celiaca o che non hanno qualche amico, parente o conoscente affetto da questa non rarissima intolleranza alimentare. La malattia celiaca, o intolleranza al glutine, è una malattia di vecchia conoscenza ma con una metodologia diagnostica giovane, nel senso che prima si pensava colpisse soprattutto i giovani mentre oggi sappiamo che si manifesta spesso nei soggetti adulti e viene anche riscontrata nei settantenni.

È una malattia a forte componente genetica, nel senso che si trasmette ereditariamente, ed è legata all’effetto tossico di alcune componenti del glutine (gliadina, glutamina e prolina) sulla mucosa dell’intestino. Il glutine è la sostanza che rende l’impasto appiccicoso e permette la panificazione; esso si trova nel grano, nella segale e nell’orzo e in concentrazioni minori nell’avena, mentre le sopracitate frazioni tossiche non si ritrovano nel granturco, miglio o riso. Leggi di piú

Le proprietà del Tè, fonte di salute e benessere

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Con l’arrivo dell’inverno e del freddo, consumare una tazza di tè caldo dà piacere e sollievo. Pochi sanno che il suo consumo è anche fonte di salute e di longevità. Il tè verde deriva dai germogli delle foglie della pianta “Camelia sinensis”, la stessa del tè nero che tutti conosciamo. Anzi, per la precisione, esistono tre tipi di tè: nero, oolong e verde, classificati solo ed esclusivamente in base al tipo di lavorazione (in particolare differisce la durata della fermentazione delle foglie). Nel tipo “verde” le foglie, appena raccolte, vengono “lavate” a vapore e subito seccate per impedirne la fermentazione. Grazie a questo processo i principi attivi rimangono inalterati e si perde un po’ di teina.
Che questa bevanda fosse un toccasana, una specie di elisir di lunga vita, gli Orientali lo dicevano da secoli, tanto che in Oriente il tè (rigorosamente verde: quello nero, considerato di bassa qualità, lo riservano a noi Occidentali) è bevanda nazionale. Già nel 2700 a.C. si narra di un imperatore, bevitore di tè, che era solito mettere le foglie della pianta dentro una brocca di acqua calda dando così inizio a questa affascinante usanza.
Tante sono state le ricerche su questa bevanda ed i primi studi risalgono a più di dieci anni fa. Decine sono le ricerche pubblicate su riviste scientifiche di rilievo, da Jama (Journal of American Medical Association) a Lancet.
Uno degli ultimi interessanti sviluppi è stato lo scoprirne le stupefacenti proprietà anti-invecchiamento ed anti-cancro. Una piccola curiostà: la “pulce” nacque osservando la straordinaria longevità, in Oriente, delle donne che insegnano la cerimonia del tè e che quindi assumono molto più tè rispetto alla media. Inoltre, tra i ricercatori di tutto il mondo nacque quello che poi fu definito il “paradosso nipponico”: perché i Giapponesi, tra i più forti fumatori al mondo, si ammalano meno che altrove di tumore al polmone? Ciò è dovuto al potere dei componenti del tè verde, in particolare un tipo di costituenti fornisce i maggiori benefici per la salute: i polifenoli, in particolare delle catechine con potenti proprietà antiossidanti. Sembra, addirittura che un tipo di queste, le EGCG (epigallocate- chine-galato), abbia un potere antiossidante 20 volte più forte della vitamina E. Il segreto (fornitomi direttamente da un amico orientale) per prepararlo correttamente: mettere un paio di grammi di tè in fondo ad una tazza o teiera e riempirla con una parte di acqua fredda e una di acqua calda (l’acqua bollente deteriora le foglioline); lasciare in infusione per 2-4 minuti, filtrare ed aggiungere eventualmente miele o zucchero di canna, mai il latte perché la caseina in esso contenuta potrebbe neutralizzare i polifenoli. Quindi…. buona tazza a tutti! Leggi di piú

Cioccolata: un aiuto contro mal di testa, infarto ed invecchiamento delle cellule

Il cioccolato ha effetti salutari sulle cellule infiammate per via dell’emicrania. È questo il risultato di uno studio presentato al Congresso internazionale sull’emicrania a Philadelphia, contrario a tutte le teorie presentate finora. In un ulteriore studio, pubblicato sul Journal of Internal Medicine di questo mese si dimostra che mangiare cioccolato più volte a settimana diminuisce il rischio di avere un secondo infarto. Inoltre la cioccolata è ricca di antiossidanti contro l’invecchiamento delle cellule anche se mangiarne troppa ne annulerebbe l’effetto a causa dei grassi e delle calorie. Teorie contrastanti, anche se il direttore dell’Istituto di prevenzione del cancro della Yale University ,David Katz è sicuro dei suoi benefici:«Il motivo per cui la si ama così tanto è perché stimola i centri del piacere del cervello, grazie alle xantine, un gruppo di sostanze chimiche, contenute anche nella caffeina. È un cibo magico, la cioccolata fondente molto più di quella al latte». Leggi di piú

È l’amigdala la responsabile delle “abbuffate” a tavola

Matthew Will ed il suo team del College of Arts and Science dell’università del Missouri ha decodificato cosa spinge gli uomini a mangiare per “gola”, cioè a mangiare anche quando non si ha fame. Il colpevole delle abbuffate è l’amigdala basolaterale. «L’amigdala rilascia gli oppioidi, delle sostanze chimiche euforizzanti che portano all’ iper-consumo di cibo», si legge nel suo articolo sulla rivista “Behavioral Neuroscience”. «Quando hanno davanti una invitante coppa di gelato, gli uomini sono programmati per assaporarla fino in fondo anche se sono sazi. Ma disattivando l’amigdala basolaterale l’impulso ad abbuffarsi dettato dal palato si blocca». Nell’esperimento infatti, alcuni topi a digiuno da 24 ore rifiutavano il cibo anche se continuavano a cercarlo. Leggi di piú

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