Turismo della Salute andare all’estero per la Chirurgia Estetica Conviene

Il cosiddetto turismo della salute non è una novità dell’ ultima ora. Appena dopo la caduta del Berlino migliaia di italiani hanno iniziato infatti ad andare con costanza in Ungheria a farsi visitare dai dentisti locali. Corone, ponti, implantologia erano più a buon mercato, si risparmiava almeno il 50%. Sono nate tantissime società che facevano da intermediari per la lingua, l’alloggio, il trasferimento, è nato così un business che non accenna a diminuire.

Oggi si va all’ estero non solo per farsi curare i denti, ma soprattutto per la medicina estetica. Liposuzioni, lifting del viso, mastoplastica additiva sono le operazioni più richieste e anche quelle più care. In Italia per una liposuzione tumescente o con laser che interessa addome e glutei si spendono dai 4000 ai 6000 euro, per un lifting endoscopico facciale anche 7000 euro e per una mastoplastica 5000 euro. Sono somme considerevoli, specie se sono abbinate tra loro.

MASTOPLASTICA ESTERO

Alcune pazienti infatti decidono di fare magari una liposuzione ed un ritocchino al viso, l’importo a quel punto sale. Per risparmiare si va all’ estero. I paesi più gettonati sono quelli ad Est, dell’ ex blocco sovietico e il Nord Africa. Nazioni di eccellenza per la chirurgia estetica sono la Serbia, la Polonia, l’Ungheria, la Lituania, la Croazia mentre sulla sponda Mediterranea il Marocco la fa da padrone, con Algeria e Tunisia che hanno perso terreno a causa della guerra civile.

Un’ora e mezza di volo e si è arrivati. Le agenzie pensano a tutto: transfer, alloggio per il paziente e per l’accompagnatore, volo di andata e ritorno e visita successiva. Si risparmia un buon 30-40% e le strutture ormai sono eccellenti con chirurghi, molto spesso, che si sono formati nelle università e studi europei.

Da poco è entrata in vigore in tutti i Paesi facenti parte dell’ Ue la direttiva 24 del 9 marzo 2011 sull’assistenza sanitaria transfrontaliera: i cittadini dell’Unione possono essere rimborsati per l’assistenza medica ricevuta in un altro Stato membro e così i cittadini di alcuni paesi possono andare ad esempio in alcune nazioni dove la sanità costa meno ed essere risarciti in Italia.

I nostri medici storcono un po’ il naso di fronte a questi esodi verso i paesi stranieri, se qualcosa va storto difficile essere risarciti e le eventuali complicanze non possono essere gestite a distanza. Bisogna mettere in conto i costi per riprendere l’aereo, hotel e rinunciare a dei giorni lavorativi.

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