Avere tanti soldi riduce lo stress sociale e diminuisce il dolore fisico

Il denaro ha un effetto benefico sulla psiche e chi ne ha molto non soffre di stress legato all’isolamento sociale. Non solo, i ricchi sopportano anche meglio il dolore. Questo il risultato di uno studio del Department of Psychology dell’Università cinese Sun Yat-Sen. «Questa ricerca – si legge sul Faculty of 1000 Medicine a nome di Harriet de Wit dell’Università di Chicago – estende la nostra comprensione della relazione tra sofferenza sociale e fisica. E mostra in che modo il valore simbolico acquisito dal denaro, forse a causa dell’associazione con potere e controllo, può influenzare le risposte al dolore fisico ed emotivo», i risultati «hanno una grande importanza per un sistema sociale come il nostro, caratterizzato da enormi differenze per quanto riguarda il benessere finanziario. I soldi possono sostituire l’accettazione sociale, dando» ai ricchi «la capacità di ottenere benefici dal sistema sociale. Inoltre lavori precedenti hanno suggerito che le risposte al dolore fisico e al malessere psicologico condividono meccanismi comuni». In sostanza «Maneggiare denaro, piuttosto che carta senza valore, riduce lo stress legato all’esclusione sociale e diminuisce il dolore fisico».

Più endorfine per chi si allena in compagnia

Fare sport in compagnia aumenta la produzione degli ormoni del piacere e rende più felici. Un team di ricercatori dell’Istituto di antropologia cognitiva e dell’evoluzione di Oxford ha effettuato un test su 12 canoisti sottoposti ad una dura gara da soli ed in gruppo. È risultato che chi si era allenato in gruppo aveva sopportato meglio la fatica rispetto a chi lo aveva fatto da solo. Le endorfine prodotte durante l’allenamento, oltre alla nota capacità di renderci euforici, sembra che plachino anche il dolore. La soglia di sopportazione è stata più alta in chi remava in gruppo. Il commento di Emma Cohen, coordinatrice dello studio è stato: «Lo studio suggerisce che la produzione di endorfina è significativamente più alta tra coloro che si allenano in squadra rispetto ai singoli anche quando lo sforzo fisico è costante»