Ragadi Anali, Cure ed Interventi per Eliminarle

Le ragadi anali sono dei tagli che si formano nell’ ano, specialmente sulla linea mediana posteriore. Queste ulcerazioni colpiscono indistintamente uomini e donne, giovani e anziani e rappresentano la causa più comune di sanguinamento rettale durante l’infanzia.

Si sviluppano in quella parte di tessuto che riveste l’ano , chiamato anoderma oppure in quella linea appena dentro l’ano, denominata margine anale o scanalatura intersfinterica. Sono particolarmente dolorose perchè quella parte del corpo umano è molto sensibile e ricca di terminazioni nervose.

Cos’è che causa le ragadi all’ ano?
c’è una certa predisposizione, ma principalmente si formano per diversi motivi. Le lesioni possono essere causate da ripetuti episodi di diarrea, dal passaggio di feci di “grossa forma” che lacerano l’ano dovute a forte stitichezza
Occasionalmente , l’inserimento di un termometro rettale , della punta di un clistere , di un endoscopio o di una sonda ad ultrasuoni ( per l’esame della prostata ) possono causare traumi sufficienti a produrre la ragade . Durante il parto , un  trauma al perineo ( quel lembo di pelle compreso tra la vagina e l’ano posteriore ) può causare una lacerazione che si estende nel anoderma .

Anche le pratiche sessuali che hanno come centralità l’inserimento di oggetti o parti corporee nell’orifizio anale possono contribuire alla formazioni di ulcerazioni.

La posizione più comune in cui una ragade anale, sia negli uomini che nelle donne, si forma è la linea mediana posteriore dell canale anale , la parte più vicina alla colonna vertebrale per intenderci . Fessure sono più comuni posteriormente a causa della configurazione del muscolo che circonda l’ano . Questo complesso muscolare , denominato sfinteri anali esterne e interne , alla base e supporta il canale anale .

Quando le lacerazioni si verificano in luoghi diversi dalla linea mediana posteriore o anteriore devono sollevare il sospetto la causa è diversa da quelle suddette. In questi casi il fattore scatenante potrebbe essere legato a patologie ben più gravi come tumori all’ano, malattia di Crohn, leucemia, tubercolosi , infezioni virali ( citomegalovirus o herpes ), sifilide , gonorrea , clamidia.

I sintomi:

i pazienti che presentano ragadi percepiscono quasi sempre dolore all’ano che peggiora con i movimenti intestinali. Il dolore può essere di breve o lunga durata, ma di solito scompare al termine dei suddetti movimenti. Il dolore però può essere così forteche i pazienti non sono disposti ad andare “di corpo” con conseguente stipsi e anche fecalomi. Inoltre la costipazione può provocare il passaggio di feci di grande portata che causano ulteriori traumi e peggiorano le lacerazioni. Il dolore può anche presentarsi nelle fasi della minzione.

Il sanguinamento in piccole quantità, il prurito possono verificarsi a causa della presenza di pus nelle ragadi. Come accennato in precedenza, le ragadi anali sanguinano comunemente nei neonati.

Diagnosi:

un ispezione dell’ano, sia visiva che tattile, può confermare la presenza di una ragade. Il proctologo può inserire un panno di cotone bianco nell’ano per localizzare delicatamente la fonte del dolore.

Se l’emorragia rettale è presente, una valutazione endoscopica è necessaria per escludere la possibilità di una malattia più grave che interessa il retto. E’ raccomandata una colonscopia per i pazienti con una storia familiare di cancro al colon o che hanno più di 50 anni.

Come vengono trattate le ragadi anali?

Trattamento generale: se non si tratta di ragadi occasionali nell’ 80-90% di casi bastano pochi semplici accorgimenti per la guarigioni. Per le ragadi croniche il discorso è diverso.

Il trattamento iniziale prevede una dieta ricca di fibre e acqua per ammorbidire le feci. Si consiglia di evitare cibi “che potrebbero non essere ben digeriti o piccanti ed aumentare invece l’assunzione di liquidi. Anche un ammollo in una bacinella di acqua calda è consigliato, in particolare dopo i movimenti intestinali, per il relax, per aumentare il flusso di sangue alla zona anale e per pulire l’ano senza strofinare ed irritare l’ anoderma.

Anestetici e steroidi: anestetici topici (ad esempio lidocaina, tetracaina) sono consigliati soprattutto prima di un movimento intestinale per ridurre il dolore durante la defecazione. Spesso, una piccola quantità di uno steroide è combinata nella crema anestetica per ridurre l’infiammazione. L’uso di steroidi dovrebbe essere limitato a due settimane perché l’uso più comporterà un assottigliamento della anoderma (atrofia), che rende più suscettibili a traumi. Farmaci per via orale per rilassare la muscolatura liscia dello sfintere interno non hanno dimostrato invece efficacia.

Nitroglicerina: ha dimostrato di causare un rilassamento dello sfintere interno e di far diminuire la pressione anale.. Le pomate contenenti nitroglicerina vengono applicate al canale anale, il componente si diffonde attraverso l’ anoderma e rilassa lo sfintere interno. Ciò allevia lo spasmo del muscolo e può anche aumentare il flusso sanguigno.

Farmaci calcio anatagonisti: come per la nitroglicerina unguenti contenenti componenti calcio bloccanti (per esempio il Diltiazem) rilassano i muscoli dello sfintere interno. Inoltre espandono i vasi sanguigni dell’ anoderma e aumentano il flusso sanguigno.

La tossina botulinica: il Botox rilassa (in realtà paralizza) i muscoli impedendo il rilascio di acetilcolina dai nervi che provocano la contrazione delle cellule muscolari. E ‘stato usato con successo per trattare una varietà di disturbi in cui c’è lo spasmo dei muscoli, comprese le ragadi anali. La tossina viene iniettata nello sfintere esterno ed in quello interno. La dose non è standardizzata e varia da 2,5-20 unità di tossina in due trattamenti (di solito su entrambi i lati della ragade).

Intervento chirurgico: si chiama sfinterotomia laterale interna la tecnica per il trattamento delle ragadi anali. In questa procedura, individuada la ragade, si fa un’incisione parallela alla linea ano-cutanea di 1 cm circa di lunghezza a pochi millimetri di distanza dalla linea ano-cutanea. Viene quindi scollato il margine mucoso e si procede sezionando lo sfintere interno fino alla linea dentata. La ragade anale viene lasciata in sede dopo la sfinterotomia e, risolto l’ipertono grazie alla sfinterotomia, cicatrizzerà spontaneamente nel giro di alcuni giorni .

 

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