Le persone alte sono mediamente più intelligenti, più felici e possono guadagnare meglio

Se siete alti avete più possibilità di guadagnare di più della media, essere più istruiti e accedere a posizioni professionali migliori. Il dato emerge da uno studio compiuto su 454.065 adulti statunitensi,i cui nominativi sono stati presi dal Gallup-Healthways Well-Being (un sondaggio sulla salute degli americani), contattati via telefono da Angus Deaton e Raksha Arora della Princeton University. Un altro dato interessante dello studio pubblicato sulla rivista Economics and Human Biology, è che le capacità intellettive son proporzionali all’altezza, a partire da soli tre anni i bambini alti riescono meglio nel ragionamento cognitivo. Ma non solo: gli alti sono anche mediamente più felici, più positivi, ottimisti, appagati dalla vita, meno tristi e provano meno dolore fisico. Sono però più soggetti a stress e rabbia.

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Cioccolata: un aiuto contro mal di testa, infarto ed invecchiamento delle cellule

Il cioccolato ha effetti salutari sulle cellule infiammate per via dell’emicrania. È questo il risultato di uno studio presentato al Congresso internazionale sull’emicrania a Philadelphia, contrario a tutte le teorie presentate finora. In un ulteriore studio, pubblicato sul Journal of Internal Medicine di questo mese si dimostra che mangiare cioccolato più volte a settimana diminuisce il rischio di avere un secondo infarto. Inoltre la cioccolata è ricca di antiossidanti contro l’invecchiamento delle cellule anche se mangiarne troppa ne annulerebbe l’effetto a causa dei grassi e delle calorie. Teorie contrastanti, anche se il direttore dell’Istituto di prevenzione del cancro della Yale University ,David Katz è sicuro dei suoi benefici:«Il motivo per cui la si ama così tanto è perché stimola i centri del piacere del cervello, grazie alle xantine, un gruppo di sostanze chimiche, contenute anche nella caffeina. È un cibo magico, la cioccolata fondente molto più di quella al latte».

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Leggi antitabacco: meno infarti in Italia ma in Europa ancora ci sono grandi differenze

Le leggi antitabacco hanno reso possibili in tutta Europa diminuzioni significative delle emergenze per infarto. Nel dettaglio in Italia c’è stato un calo dell’11,2% degli infarti acuti negli ultimi 4 anni, in Francia del 15% in un anno, forti diminuzioni anche in Scozia e Irlanda. Sostiene Nata Menabde, vicedirettore Regionale per l’Europa: «Considerando tutti i Paesi europei, non solo quelli che fanno parte dell’Ue, emergono divari ancora maggiori e in crescendo negli ultimi 20 anni, con differenze che arrivano a un moltiplicatore di 10 per quanto riguarda la morte per eventi coronarici in persone di età inferiore ai 65 anni. Alcuni Paesi hanno messo in atto politiche di successo per ridurre questo impatto. L’Oms e la Commissione europea stanno collaborando con gli Stati membri per sostenere i sistemi sanitari affinché affrontino alla radice il problema delle malattie cardiovascolari e del controllo dei fattori di rischio modificabili, quali il fumo, l’obesità, l’alcol e l’inattività fisica».

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È l’amigdala la responsabile delle “abbuffate” a tavola

Matthew Will ed il suo team del College of Arts and Science dell’università del Missouri ha decodificato cosa spinge gli uomini a mangiare per “gola”, cioè a mangiare anche quando non si ha fame. Il colpevole delle abbuffate è l’amigdala basolaterale. «L’amigdala rilascia gli oppioidi, delle sostanze chimiche euforizzanti che portano all’ iper-consumo di cibo», si legge nel suo articolo sulla rivista “Behavioral Neuroscience”. «Quando hanno davanti una invitante coppa di gelato, gli uomini sono programmati per assaporarla fino in fondo anche se sono sazi. Ma disattivando l’amigdala basolaterale l’impulso ad abbuffarsi dettato dal palato si blocca». Nell’esperimento infatti, alcuni topi a digiuno da 24 ore rifiutavano il cibo anche se continuavano a cercarlo.

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Il rumore del traffico crea ipertensione

I ricercatori svedesi del Lund University Hospital, autori di uno studio pubblicato su ‘Environmental Health‘ hanno scoperto che abitare vicino strade molto trafficate è deleterio per la salute a causa del rumore prodotto. Il test è stato fatto su 27.963 cittadini di Scania, che esposti a rumori di traffico quotidiani, hanno visto la propria pressione schizzare verso l’alto. Il coordinatore della ricerca Theo Bodin ha spiegato: «Può scatenare anche altri effetti sulla salute: aumenta la pressione, il battito cardiaco e i livelli dell’ormone dello stress. Abbiamo scoperto che l’esposizione a suoni che superano i 60 decibel è associata a pressione alta in persone relativamente giovani e di mezza età. E questo rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari». Quello dei rumori dovuti al traffico è un problema che colpisce il 30% della popolazione della UE, anche se gli anziani sembrano soffrirne meno. «Forse perchè questo elemento diventa meno importante quando aumentano gli altri fattori di rischio legati all’età – ipotizza Bodin – Ma potrebbe anche essere che l’effetto negativo del rumore si modifichi con il passare degli anni».

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Le scelte alimentari delle famiglie sono influenzate dal lavoro dei genitori

La qualità e la varietà dei pasti della famiglia media italiana sono fortemente influenzati dalle condizione di lavoro dei genitori impiegati a tempo pieno. È il risultato a cui sono giunti i ricercatori della Cornell University (Usa) diretti da Carol Devine, pubblicato sul “Journal of Nutrition Education and Behaviour“. Su un campione di 25 genitori si è constato che le condizioni lavorative influenzano le abitudini alimentari. Le mamme saltano la propria colazione pur di conciliare turni e pasti in famiglia, mentre i papà saltano i pasti, ricorrono al Take away o ai piatti già pronti oppure mangiano direttamente alla scrivania del lavoro, anche se molti dicono che è difficile trovare piatti salutari a prezzi contenuti nelle vicinanze del posto di lavoro. Al contrario chi ha condizioni lavorative migliori si può permettere mangiare a casa, magari riunito con la famiglia e piatti migliori anche al lavoro.

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