Otturazioni con Amalgama sono Pericolose? Cosa fare per toglierle

L’amalgama è un composto chimico a base di mercurio, stagno, argento, rame e zinco che viene utilizzato per le otturazioni dentali. Dato che il mercurio è una delle sostanze più tossiche al mondo, il suo utilizzo nell’ ambito medico dentale fa discutere le società scientifiche di tutto il mondo. Il Consiglio d’Europa nel 2011 ha infatti approvato un piano per proibirne il suo utilizzo nelle otturazioni, ma dovranno passare alcuni anni prima che il provvedimento venga recepito nei singoli Stati. Al momento solo in Danimarca, Svezia e Norvegia è vietato l’utilizzo dell’amalgama a base di mercurio.

In odontoiatria l’amalgama è usata con successo da più di cento anni come materiale di restauro per i denti cariati. Negli ultimi vent’anni la sua qualità è molto migliorata, perché è diminuita la quantità di mercurio e si sono aggiunti nuovi componenti che ne diminuiscono la corrosione all’interno del cavo orale.

Negli ultimi anni si è dato il via a una revisione critica sull’utilizzo di un tale composto e dei suoi possibili effetti collaterali, dovuti essenzialmente al mercurio, presente per il 40-50 per cento in una dose minima rispetto a quello che c’è in natura. Il problema è che questo viene rilasciato dalle otturazioni dentali senza soluzione di continuità, sotto forma di vapori e di microparticelle. È stato dimostrato che un’otturazione di 5 a 7 anni ha perso il 50 per cento di mercurio originale e che in un amalgama di vent’anni fa non ne rimane che il 5 per cento.

Dove va a finire il mercurio?

In parte nell’organismo: è stato respirato dai polmoni sotto forma di vapore, inghiottito nello stomaco attraverso la saliva, assorbito dal sangue (l’80 per cento del vapore inalato è assorbito direttamente nella circolazione sanguigna). Dal cavo orale poi passa nei reni, nel fegato, nelle ghiandole, nel sistema nervoso periferico, in quello centrale, nel cuore, negli intestini.

Siamo intossicati?

No, perchè non tutti reagiamo allo stesso modo. Basta osservare come alcune persone con 10-12 amalgami non presentino alcun disturbo, mentre altri individui con due amalgami sì.  Tutto dipende dalle difese e risorse del singolo individuo. Per limitare eventuali danni a soggetti deboli. l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato che l’esposizione di donne in età fertile ai vapori di mercurio debba essere la più bassa possibile, perché il mercurio attraversa facilmente la barriera della placenta e raggiunge il feto. Bisogna poi evitare l’uso in situazioni particolari come pazienti con allergie per l’amalgama, donne in gravidanza e allattamento, bambini sotto i 6 anni e pazienti con gravi nefropatie.

Cosa accade in caso di eccessiva esposizione da amalgama?
Nei soggetti predisposti può insorgere insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansietà, dolori muscolari, irritabilità, aritmia, cefalea (vedi qui il caso di un pensionato 60 enne che aveva frequenti mal di testa dovuti ad amalgama) , infiammazione della pelle, asma, fatica cronica, alterazioni tiroidee, infertilità, tanto per citarne alcuni. Per quanto riguarda il sistema nervoso centrale, sono state avanzate alcune ipotesi, da verificare e accertare scientificamente, sulla possibilità che il mercurio favorisca l’insorgere di sclerosi multipla, morbo di Parkinson o Alzheimer.

Togliere l’amalgama:
non è un’operazione semplice perchè l’amalgama deve essere polverizzata ma non dobbiamo respirarne i vapori al momento della rimozione . Se ne può togliere una alla volta e non più di due al mese e attendere 6-8 settimane prima di rimuovere i successivi. Prima, durante e dopo ogni rimozione bisogna assumere vitamine Bl, B3, B6, C ed E, magnesio, selenio e zinco, che difendono l’organismo dall’aggressione del mercurio.

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