Il virus Klebsiella pneumoniae, attenzione agli ospedali

virusGli ospedali si sa, sono delle bombe dal punto di vista virale. Visto che le persone ricoverate sono tante ed ognuna con una patologiadiversa, il rischio di infettarli è altro. A preoccupare maggiormente è la Klebsiella pneumoniae (Kpc) , ovvero un batterio gram-negativo che può provocare diversi tipi di infezioni. Negli ultimi anni questo microrganismo è stato capace di evolversi in ceppi multiresistenti agli antibiotici in generale e ai carbapenemi in particolare. Infatti la Klebsiella produce le carbapenemasi, enzimi in grado di inattivare proprio questa categoria di antibiotici.

L’inefficacia dei carbapenemi, classe di antibiotici, è un problema serio, in quanto questi farmaci – usati solo in ospedale -per un decennio hanno rappresentato la migliore arma verso i batteri gram-negativi.
Una volta penetrato nell’organismo, il batterio colonizza il tratto digerente e la persona diventa un portatore asintomatico.La klebsiella può scatenare infezioni in quattro sedi: il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l’apparato respiratorio e quello circolatorio. Le più frequenti sono quelle urinarie nei portatori di catetere.

La persona portatrice può trasmettere il batterio ad altri malati o al personale sanitario, quando non si rispettino le norme basilari di comportamento, ad esempio il lavaggio delle mani prima e dopo avere avuto a che fare con un malato, garantire la massima igiene nelle stanze di degenza e nei servizi.

Le cause che hanno portato a questa situazione sono diverse, ma sicuramente ha inciso l’uso troppo “largo” degli antibiotici, molti dei quali in età pediatrica, che troppo spesso vengono prescritti anche per malattie dove non servono, a dosaggi non corretti o per periodi molto prolungati. Senza dimenticare l’auto prescrizione e la facilità con cui questi farmaci possono essere acquistati online. E importante ricordare che gli antibiotici combattono i batteri e non i virus, quindi sono inutili se si ha il raffreddore o l’influenza. Si tratta di un problema da non sottovalutare se si pensa che in Europa 25mila decessi ogni anno sono riconducibili, direttamente o indirettamente, alla multiresistenza agli antibiotici e che i costi sanitari “extra” dovuti a questo problema sono di oltre 1 miliardo e mezzo di euro.

Maggiori informazio sul sito del Ministero della salute sul problema antibiotici legato alla Klebsiella pneumoniae.

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