Il Vaccino per la Meningite serve Veramente?

In Italia è scattato l’allarme vaccini, sempre piú persone decidono di non farli per se o per i propri figli, neonati compresi. Il Governo è preoccupato, l’industria farmaceutica ancora di piú. Oggi vogliamo parlare del vaccino per la meningite che spaventa soprattutto i genitori di figli piccoli. Nella nostra piccola ricerca andremo a ponderare se il vaccino sia utile, se possano esserci delle controindicazioni, se insomma ci sia una giustificazione nel calo delle vaccinazioni.

Partiamo subito e facciamo riferimento ai dati ufficiali del portale epidemiologico della sanità pubblica:

http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/EpidItalia.asp

nel 2014 ci sono stati circa 1100 casi di meningite, la maggiorparte dei queli da pneumococco (952). La cosa da rilevare subito è che i casi ci sono stati in egual misura in Regioni dove la copertura vaccinale era all’ 85%, primo indizio che il vaccino non faccia da barriera completa:

il numero complessivo delle infezioni invasive da pneumococco rimane elevato anche in Regioni che nel 2012 mostravano coperture a 24 mesi per la vaccinazione anti pneumococcica al di sopra dell’85%, come Piemonte ed Emilia-Romagna, sebbene, come già affermato, si notano incidenze in netto calo tra i bambini.

La meningite colpisce soprattutto bambini nel primo anno di vita ed anziani al di sopra dei 65 anni, la spiegazione viene data dal dott Montanarihttp://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2759-avvertimenti-per-chi-guardera-open-space.html

Le vaccinazioni vengono praticate sui neonati quando il sistema immunitario non matura almeno fino ai 2 anni (abbondanti). E si praticano vaccinazioni a vecchi che, per ragioni di età, non riescono ad acquisire immunità da vaccini”.

La cosa sorprendente è che il vaccino per la meningite attualmente disponibile copre soltanto pochi sierotipi: anche nel 2014, il sierotipo 3 è risultato il più rappresentato tra i ceppi tipizzati (11,6%), seguito dal sierotipo 8 e 12F. di questi tre sierotipi solo il primo è presente sia nella composizione del vaccino 13 valente che in quello 23 valente.

Dunque il vaccino 13 valente e 23 valente copre solo il sierotipo 3 (insieme ad altri minori), che è tra quelli che piú si sviluppano, ovvero all 11,6%, poi, comunque, coprirà anche altri sierotipi che si presentano in forma minore, ma sono piccole percentuali che comunque faranno alzare la quota dell’ 11,6%. I dati non riportano la percentuale totale di copertura, ma ad esempio sappiamo subito che tra quelli che piú riccorrono, il sierotipo 12F e 8, non c’è nulla da fare al momento.

Ricapitolando: la meningite colpisce maggiormente i bambini nel primo anno di vita e a seguire quelli con età compresa tra 0 e 4 anni, e anziani al di sopra dei 65 anni sebbene persistano casi anche al di fuori di questa fascia. Il vaccino copre soltanto pochi ceppi, i casi di meningite rimangono elevati anche in regioni con coperture vaccinali pressochè totali (85%). Ogni anno ci possono essere nuovi sierotipi non coperti dal vaccino, quindi un vaccino fatto quest’anno potrebbe non essere efficace per un nuovo sierotipo presente il prossimo anno.

Cosa c’è dentro i vaccini?

Qui ci sono due video

Nel primo parla il direttore dell’ Unità infettiva del Fatebenefratelli di Roma, ospedale pediatrico numero uno in Italia che consiglia la vaccinazione, ma nemmeno lui può negare che i vaccini hanno delle conseguenze che non conosciamo e che possano provocare dei danni.

Cosa c’è dentro i vaccini ce lo dice il dott. Montanari dell’ Università di Parma, nel secondo video. Sono stati analizzai 24 vaccini, in tutti erano presenti microparticelle non biodegradabili non biocampatibili. C’è da dire che la trasmissione Presa Diretta ha un po’ sbugiardato la credibilità del dottor Montanari, vedi puntata integrale.

Tutti negano, tutti dicono che i vaccini sono sicuri, ma nessuno potrà dire in quali casi e come una sostanza può alterare una cellula nel corso degli anni. Gli effetti si scopriranno, forse, tra decine di anni. Un vaccino per la meningite, il “meningitec”, è stato ritirato dal commercio perchè contenente ossido di ferro, vedi fonte. E’ bene anche consultare la banca dati delle reazioni sospette ai vaccini, in cui tutti possono segnalare il proprio caso.

Ci sono voluti 40 anni per legare il fumo allo sviluppo dei tumori al polmone, una cosa che oggi ci sembra naturale e banale negli anni 50 e 60 era considerata ridicola, “il fumo fa male” è apparso sulle sigarette in Italia soltanto negli anni 90, dopo 40 anni di negazione.

Sarebbe interessante vedere invece cosa direbb un virologo circa le reazioni di una persona mai vaccinata all’arrivo di un nuovo ed improvviso virus. Forse ci dirà che i suoi batteri sono piú forti, pronti a combattere e piú efficaci di quelli di una persona piena di vaccini e antibiotici.

Il vaccino della Pertosse

date una letta a questo studio:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2627963/pdf/10998384.pdf

Vaccinated adolescents and adults may serve as reservoirs for silent infection and become potential transmitters to unprotected infants (3-11). The whole-cell vaccine for pertussis is protective only against clinical disease, not against infection (15-17).”
è in inglese, ve lo sintetizziamo. In pratica il vaccino della pertosse invece che creare una barriera fa da untore. Si è visto che le persone vaccinate da pertosse prendono il virus che rimane silente ed infetta tutti gli altri.

I Vaccini obbligatori per i neonati

per la verità in Italia non c’è piú l’ obbligo della vaccinazione per i nuovi nati. Ad ogni modo vengono gratuitamente messi a disposizione i 4 vaccini per poliomelite, epatite B, tetano, difterite. In commercio c’è l’esavalente che contiene anche in piú quello contro Pertosse ed Emofilo (Hib).

L’ultimo caso di Poliomelite in Italia c’è stato nel 1982 ed in Europa, compresi i paesi dell’ est, è ERADICATA. L’ultimo caso di difterite in Italia risale al 1991 (dati Ministero Salute).

L’epatite B si prende tramite rapporti sessuali e trasfusioni e l’ultimo caso di tetano neonatale risale al 1982, vedi http://www.epicentro.iss.it/problemi/tetano/epid.asp.

Quello che i genitori si domandano: hanno ancora senso i vaccini obbligatori su malattie che non esistono piú da 30 anni o che quasi in maniera impossibile colpiscono un neonato?

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