Donne incinta e sindrome metabolica rischio parto prematuro

sindromemetabolicaLe donne che presentano la sindrome metabolica all’inizio della gravidanza hanno un rischio più elevato di far nascere bimbi prematuri. E’ il risultato di uno studio pubblicato sull’ American Journal of Epidemiology. Il dottor Leda Chatzi dell’Università di Creta ed i suoi colleghi hanno basato questa conclusione grazie allo studio effettuato su 625 donne dal 2007 al 2009.
Gli autori hanno definito le donne che presentavano la “sindrome metabolica all’inizio della gravidanza“: ci doveva essere la presenza di tre o più delle seguenti condizioni entro la quindicesima settimana di gestazione:
grado di obesità BMI> 30 kg/m2, livelli di trigliceridi maggiore o uguale a 150 mg/dl, colesterolo HDL <50 mg/dL,glicemia a digiuno maggiore o guale a 100 mg/dl e la pressione artriosa sistolica uguale o maggiore a 130 mmHg e quella diastolica maggiore o uguale a 85mmHg.
E’ stato notato che il rischio di un parto prematuro si è triplicato nelle donne che presentavano la sindrome metabolica all’inizio della gravidanza. Tra i componenti della sindrome metabolica,l’ ipertensione è il fattore più significativo di rischio, uguale a 3,92. Ogni variazione poi di 10 mm Hg della pressione diastolica ha aumentato il rischio di nascita prematura del 29% e un incremento di 40 mg / dl dei livelli di colesterolo totale aumenta il rischio del 24%. Ancora: per ogni unità di incremento del rapporto colesterolo LDL / HDL il rischio aggiuntivo è del 19%.
La ridotta crescita di peso del feto è stata associata ad elevati livelli di insulina all’inizio della gravidanza ,fattore di rischio 1,14 e livelli elevati di pressione arteriosa diastolica ad un fattore di rischio di 1,27. “I complessi processi di fondo che spiegano questi risultati richiedono ulteriori studi“, ha detto il dottor Chatzi. “Inoltre questo studio consentirà di determinare se la sindrome metabolica di inizio gravidanza ha anche un effetto sul rischio cardiovascolare durante l’infanzia del bambino e rischi a lungo termine per la salute della mamma“.

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