Che cos’è la malattia celiaca, intolleranza al glutine

celiacoSono poche, oggigiorno, le persone che non conoscono la malattia celiaca o che non hanno qualche amico, parente o conoscente affetto da questa non rarissima intolleranza alimentare. La malattia celiaca, o intolleranza al glutine, è una malattia di vecchia conoscenza ma con una metodologia diagnostica giovane, nel senso che prima si pensava colpisse soprattutto i giovani mentre oggi sappiamo che si manifesta spesso nei soggetti adulti e viene anche riscontrata nei settantenni.

È una malattia a forte componente genetica, nel senso che si trasmette ereditariamente, ed è legata all’effetto tossico di alcune componenti del glutine (gliadina, glutamina e prolina) sulla mucosa dell’intestino. Il glutine è la sostanza che rende l’impasto appiccicoso e permette la panificazione; esso si trova nel grano, nella segale e nell’orzo e in concentrazioni minori nell’avena, mentre le sopracitate frazioni tossiche non si ritrovano nel granturco, miglio o riso.

Queste proteine tossiche si legano a recettori presenti sulle cellule intestinali e provocano una reazione autoimmune da parte dell’organismo che porta all’atrofia dei villi intestinali ed al conseguente malassorbimento di molte sostanze nutritizie. Da un punto di vista sintomatologico la celiachia generalmente si presenta con lievi dolori addomimali post-prandiali, diarrea e perdita di peso. Spesso è presente un’anemia sideropenia (cioè da carenza di assorbimento di ferro), astenia, e talvolta, nelle giovani donne, anche assenza delle mestruazioni; sono frequenti anche afte ed ulcerazioni della lingua e della mucosa della cavità orale.

Come si diagnostica la Celiachia

Alla diagnosi si arriva facilmente, basta infatti eseguire la ricerca nel sangue degli anticorpi specifici (Anti-Gliadina, Anti-Endomisio e Anti-Transglutaminasi).

Peraltro esistono in commercio e quindi si trovano in farmacia degli autotest per la celiachia (cioè test eseguibili da soli, a casa) per la ricerca di anticorpi anti-transglutaminasi (che sono i più specifici). In caso di positività, bisogna eseguire una gastroscopia con prelievi bioptici nel duodeno per documentare il grado di atrofia dei villi intestinali.

Stando all’ultima Relazione del Ministero della salute sulla celiachia sono circa 400 mila i malati che
ancora non sanno di esserlo. I sintomi che devono spingere a fare ulteriori accertamenti sono anemia,
ricorrenti dolori addominali alternati a stipsi, presenza di afte, perdita dei capelli e lesioni allo smalto dei denti. Nelle donne, colpite il doppio degli uomini dalla celiachia, possono riscontrarsi problemi
di fertilità, alterazioni del ciclo, amenorrea (cioè assenza delle mestruazioni). Anche il menarca
ritardato (dopo i 15 anni ) può essere una spia di questa intolleranza permanente al glutine. Infine, tra
i possibili campanelli d’allarme, vanno inclusi stanchezza e difficoltà di concentrazione

Terapia

Se la diagnosi della celiachia è relativamente semplice lo stesso non si può dire della terapia che rappresenta il vero punto dolente della malattia. Infatti la terapia della celiachia, al momento, è solo dietetica ed in teoria relativamente facile: il paziente deve semplicemente evitare tutti i prodotti con il glutine e cioè grano, segale, orzo, ed in parte l’avena (pur essendo meno tossica). La realtà invece è che la dieta senza glutine è difficile perché i moderni processi di preparazione industriale prevedono l’aggiunta di glutine come additivo in molti alimenti in commercio.

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