Correre la Maratona fa Bene?

correre maratona beneficiCorrere le maratone fa bene al nostro fisico? No, secondo una recente ricerca effettuata dai medici del St. Lukès America Heart Institute di Kansas City , uno dei migliori centri al mondo per le cure cardiovascolari e pubblicato sulla rivista ‘Heart‘.

Il cuore è fatto solo per brevi sforzi di di intensa attività, ha detto il Dr. James O’Keefe, uno dei ricercatori coinvolti. “L’esecuzione di una maratona costringe il cuore a pompare grandi quantità di sangue per ore portando ad un “overstretching”, allungamento, delle camere del cuore, ad un ispessimento delle sue pareti e a modifiche dei segnali elettrici“.

Inoltre, a lungo termine, l’eccessivo esercizio fisico può accelerare l’invecchiamento del cuore, come evidenziato da un aumento della calcificazione delle arterie coronariche, da una disfunzione ventricolare diastolica, e dall’ ispessimento delle arterie“, hanno scritto nello studio i ricercatori.

Cosa fare allora?
Meglio scegliere solo un paio di gare di questo tipo all’anno, poichè abusarne può portare a danni a lungo termine.  «Ci sono prove convincenti – continua lo studio – del fatto che chiedere all’organo di pompare ‘massicci volumi di sangue, per ore e ore, può portare ad una serie di problemi: pressione eccessiva nelle camere d’organo, l’ispessimento delle sue pareti e le modifiche dei segnali neuroelettrici. Proprio questi ultimi – conclude la ricerca – potrebbero innescare pericolosi problemi al ritmo cardiaco».

Gli studiosi citano l’esempio di Micah True, l’eroe del libro Born to Run sull’ ultra-endurance running. Morì nel mese di marzo 2012, a 58 anni, mentre correva sulla distanza delle 12 miglia in New Mexico. Ha regolarmente corso una maratona al giorno, a volte di più. I medici credono che decenni di tale sforzo ha portato a sviluppare una cardiomiopatia fatale.

Per una vita sana, andate in palestra

palestra2011Oggi sappiamo bene che la cura del corpo ha raggiunto livelli quasi maniacali: la gente insegue l’utopia del corpo perfetto, scultoreo, con le curve al punto giusto e la completa assenza di grasso. Ma quello che invece dovrebbe ricercare è un momento per se stessa, da passare in allegria. La palestra è l’ambiente perfetto per questo, la scelta delle attività praticabili al giorno d’oggi è sconfinata e le soluzioni sono a portata di tutte le tasche.

Chi ama la palestra è una persona che predilige la socialità, la compagnia e che desidera unire i vantaggi del praticare sport al piacere di fare nuove amicizie o di coltivare quelle già create. Tanti dopo una giornata in ufficio, si danno appuntamento su un tapis-roulant o in una sala pesi a ridere e sudare.

Correre, fare esercizi di allungamento, di yoga, ad alto impatto aerobico o mirati a rassodare certe parti del corpo… non importa cosa si scelga, ciò che conta è far lavorare il cuore e far circolare meglio il sangue per ossigenare il proprio corpo.

I vantaggi di tutto ciò sono ovviamente un miglior tenore di vita a cominciare da un riposo più profondo, grazie al quale il corpo recupera le energie spese, un cuore più forte, un potenziamento della postura e articolazioni più sciolte. E non dimentichiamo il lavoro delle endorfine, che liberate dall’attività fisica contribuiranno a farvi sentire più positivi e più felici per affrontare la vita con il sorriso sulle labbra!

Fare Stretching prima della corsa fa bene? Serve?

stretchingcorsaFa bene fare stretching prima della corsa? Mettere in trazione muscoli e tendini riduce gli infortuni? No, ma nemmeno li causa. E’ questo il risultato di un nuovo studio che arriva da Potomac in Maryland, Usa. Il dottor Daniel Pereles, chirurgo ortopedico dell’ ospedale dice che “…se di solito fai stretching prima di una corsa non c’è motivo di smettere, allo stesso modo se non lo hai mai fatto non c’è motivo per iniziare“.

Il dottore ha preso in esame 2729 podisti amatoriali, età media 39 anni, che correvano 10 miglia (circa 7 chilometri) e li ha divisi in due gruppi. Da una parte quelli che dovevano fare 5 minuti di stretching e dall’ altra quelli che non lo facevano. Lo specialista li ha seguiti per 3 mesi registrando le lesioni (la definizione di lesione è l’interruzione dell’ attività di corsa per almeno 1 settimana), compresi strappi muscolari e fratture da stress.

Questi sono i risultati:
hanno terminato i 3 mesi di test 1.398 podisti, 600 assegnati del gruppo che faceva stretching e 798 del gruppo non stretch. Il tasso di infortunio è stato del 16% in entrambi i gruppi. Tra il principale fattore di rischio per le lesioni c’era l’indice di massa corporea (piu’ è alto maggiori possibilità di infortunio).

I corridori che prima del test solitamente facevano stretching ed invece sono stati assegnati al gruppo “non stretch” hanno avuto un incremento del 23% di infortuni. Per i corridori che non avevano mai fatto stretching ed invece hanno iniziato a farlo nel test c’è stato un incremento del 22% di infortuni. In totale un 40% in più per i due gruppi.

E’ il cambio di abitudine quindi a far aumentare il rischio di lesioni. Pereles non ha spiegato il perchè ma le indicazioni che ha avuto dal test sono state chiare.

Il consiglio degli esperti a questo punto è quello di riscaldarsi facendo una camminata prima di correre.

Pedane vibranti sotto accusa, peggiorerebbero alcune patologie

Guerra alle pedane vibranti. Almeno a quelle che non sono classificate come mediche e sono usate per tonificare i muscoli e come attrezzo da palestra. Dal Congresso Nazionale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (simfer) avvisano che le pedane non omologate possono provocare danni gravi a chi soffre si ernie discali, problemi di cuore che implicano un pace-maker, problemi alla vista e neoplasie. Le pedane non sarebbero efficaci contro questi problemi, anzi rischierebbero di peggiorarli. Sono finite sotto accusa anche la tecarterapia, la magnetoterapia, la marconiterapia e la radarterapia non supervisionate. Sopratutto si è chiesto un maggiore controllo della qualità delle onde elettromagnetiche a parte del controllo dell’intensità delle correnti elettriche.


Inkontro - Ricerca su Internet


Lavoro – Case
– Amore

Più endorfine per chi si allena in compagnia

Fare sport in compagnia aumenta la produzione degli ormoni del piacere e rende più felici. Un team di ricercatori dell’Istituto di antropologia cognitiva e dell’evoluzione di Oxford ha effettuato un test su 12 canoisti sottoposti ad una dura gara da soli ed in gruppo. È risultato che chi si era allenato in gruppo aveva sopportato meglio la fatica rispetto a chi lo aveva fatto da solo. Le endorfine prodotte durante l’allenamento, oltre alla nota capacità di renderci euforici, sembra che plachino anche il dolore. La soglia di sopportazione è stata più alta in chi remava in gruppo. Il commento di Emma Cohen, coordinatrice dello studio è stato: «Lo studio suggerisce che la produzione di endorfina è significativamente più alta tra coloro che si allenano in squadra rispetto ai singoli anche quando lo sforzo fisico è costante»