Cosa Fa un Chiropratico

chiropraticoLa figura del chiropratico (nome che deriva dall’unione dei termini “cheir“, che in greco vuol dire “mano”, e “praxis“, che vuol dire “azione”) è specializzata nel ristabilimento e nel mantenimento del benessere e della salute di una persona attraverso l’integrità e la stabilità del sistema nervoso, con una attenzione specifica alla colonna vertebrale, all’interno della quale esso è contenuto.

La chiropratica costituisce, in sostanza, un metodo naturale e invasivo per la cura di infortuni muscolari, ernie al disco, mal di testa dovuti alla cervicale e mal di schiena.

Occorre puntualizzare che in Italia non esiste un corso di laurea dedicato alla chiropratica: pertanto, è bene diffidare da chi millante di possedere un titolo simile, a meno che non sia in possesso di una laurea ottenuta all’estero in un ateneo riconosciuto ufficialmente dal Chiropractic Council of Education. Da un punto di vista storico, la figura del chiropratico ha un’origine ufficiale grazie a Daniel David Palmer, che la istituzionalizzò alla fine dell’Ottocento. Fu lo stesso Palmer e notare che il sintomo della sordità che caratterizzava un suo paziente veniva notevolmente diminuito nel momento in cui attraverso una manipolazione speciale della colonna vertebrale si eliminava il motivo di una irritazione di un nervo. La chiropratica proseguì e si diffuse, in seguito, grazie al figlio di Palmer, Barlett Joshua, che fondò anche la prima scuola dedicata a questa disciplina, nel 1902 nei pressi di Chicago.

Ma fino a dove si estendono le “possibilità” di un chiropratico? In tutto, sono più di 250 le patologie, i sintomi, le diagnosi e le malattie che la chiropratica considera fare parte del proprio ambito di competenza. La diagnosi chiropratica più importante è di sublussazione, vale a dire di lesione segmentaria o articolare che comporta una alterazione dell’integrità cinetica, dell’allineamento e della funzione fisiologica. Si parla, tra l’altro, di complesso della sublussazione per indicare quel modello teorico che rappresenta le interazioni patologiche dei legamenti, dei muscoli, dei tessuti connettivi, dei nervi e dei tessuti vascolari, oltre che le disfunzioni dei segmenti motori.

Il chiropratico compie, come atto terapeutico principale, la correzione o l’aggiustamento: si tratta, in pratica, di applicare in maniera corretta e coordinata direzioni, leve, forze, velocità e ampiezze su articolazioni specifiche al fine di influenzare in maniera diretta la funzionalità neurofisiologica e quella delle articolazioni. In particolare, la più importante terapia operata dal chiropratico, che è la manipolazione vertebrale correttiva, presuppone che vengano utilizzate le mani o che in alternativa vengano usati strumenti attraverso i quali determinare uno spostamento forzato dell’articolazione.

Il compito di un chiropratico, quindi, è ,come si può facilmente intuire, estremamente delicato e importante. Va detto, in ogni caso, che esistono controindicazioni particolari per le manipolazioni vertebrali, per esempio in caso di fratture acute o di tumore delle meningi.

Grazie al Dott. Costantini Lori, chiropratico a Senigallia, per averci guidato nella stesura di questo articolo.

Magnetoterapia Come funziona ed Efficacia del Trattamento

magnetoterapiaLa magnetoterapia è una pratica, non riconosciuta dalla scienza medica, che utilizza i campi elettromagnetici per trattare diversi disturbi. Nata negli anni ’60 per riabilitare gli astronauti statunitensi al ritorno dalle missioni spaziali, evitando loro il rischio di osteoporosi dovuto al permanere in un ambiente privo della gravitá terrestre, è stata in seguito utilizzata per curare diversi disturbi ortopedici e neurologici.

Come funziona:

i campi magnetici pulsati inducono nel corpo umano micropotenziali elettrici che stimolano la corretta crescita e la generazione di tessuti particolarmente sensibili, quali ossa, articolazioni. muscoli e sistema nervoso. Grazie alla sua azione di miglioramento dello stato biologico dei tessuti, la magnetoterapia può anche ridurre il dolore.

Cosa guarisce

la magnetoterapia si utilizza per la guarigione di fratture che non riescono a saldarsi normalmente, le cosiddette pseudoatrosi per il trattamento delle lesioni alla cartilagine e per contrastare l’osteoporosi. I campi magnetici pulsati vengono utilizzati anche per accelerare la guarigione e ridurre il dolore nella riabilitazione in seguito a interventi chirurgici ortopedici, come l’impianto di menisco.

In generale, la magnetoterapia non interferisce con l’uso di farmaci, ma viene utilizzata proprio come supporto alle diverse terapie. E’ sconsigliaata solo ai portatori di pacemaker,perchè gli impulsi elettrici interferiscono con questo apparecchio e alle donne in gravidanza per i possibili effetti nocivi sul feto.

Costo dei trattamenti

Per generare i campi magnetici si utilizzano degli apparecchi, sia casalinghi che professionali. I primi hanno prezzi che partono da 200 euro circa, ma esistono modelli costosi che arrivano anche a 1000 euro. E’ possibile trovare centri o farmacie che noleggiano gli apparecchi per una spesa molto più contenuta.

Il costo invece della singola seduta di magnetoterapia total body è tra 20 e 60 euro a seconda del centro, è quindi importante farsi spiegare dallo specialista quale trattamento è più indicato per la propria situazione di salute.

Solo i modelli dotati di una discreta potenza riescono a creare un campo magnetico abbastanza intenso da essere efficace per il trattamento dei tessuti. Un appalecchio di buona qualitá deve avere una potenza di 100/200 Gauss e una frequenza di 50/100 Hz; i più utilizzati hanno una frequenza attorno ai 72-75 Hz. Bisogna anche sincerarsi che i campi magnetici siano di tipo pulsato, ovvero con andamento variabile e non statico. Infatti, un campo magnetico statico non genera impulsi elettrici e si è dimostrato inefficace sui tessuti biologici.

I tempi di applicazione sono piuttosto lunghi: per esempio,in caso di frattura l’applicazione è di circa 6/8 ore al giorno per un mese, fino alla guarigione della lesione. In caso di artrosi si consigliano cicli di 30 mlnutl al giorno per un mese.

Altre applicazioni mediche della Magnetoterapia:
è utilizzata anche in campo neurologico come trattamento di supporto per malattie come L’Alzheimer o le depressioni ma anche fibromialgie, sindromi caratterizzate da dolore muscolo scheletrico di non chiara origine.

Efficacia della magnetoterapia:

studi scientifici idonei a togliere il velo di scetticismo su questa pratica non ce ne sono. Sul sito della National Library of Medicine statunitense abbiamo trovato questo interessante studio condotto sulla magnetoterapia che però non chiarisce ancora molti punti oscuti.

Rimedi per il piede d’atleta, tinea pedis

piedeatletaIl piede d’atleta o tinea pedis o anche piede di Hong Kong è un’affezione cutanea che colpisce soprattutto  i frequentatori di palestre, di piscine o impianti sportivi, ma anche apparteneti a determinate categorie di lavoratori come militari, minatori o in ogni caso chiunque utilizzi con una certa frequenza impianti igienici collettivi, indumenti e calzature impermeabili o non osservi un’adeguata igiene personale relativi alla cura dei piedi.
ResponsabilI del piede d’atleta sono diversi batteri: trichophyton mentagrophytes, trichophyton rubrum e Epidermophyton floccosum. Essi sono in grado di sopravvivere per lungo tempo resistendo all’azione dei prodotti per la pulizia sia nel suolo dei pavimenti che in docce, moquet, tappeti, ma anche in calze e calzature.

Come si prende il piede di atleta?
Avviene tramite l’uso in comune di indumenti, in particolare calzini, scarpe, ciabatte e di impianti sportici dove in condizioni di alta temperatura e umidità i batteri sopravvivono a lungo.

In che parte del piede si sviluppa?
Di solito nell’interstizio tra dito e mignolo e quello accanto. In seguito si può osservare una rapida estensione agli altri spazi tra dita e ai solchi plantari, alle unghie, faccia interna ed esterna del piede.

Aspetto delle lesioni:
desquamazione secca della pelle con presenza a volte di vescicole e bolle conteneti liquido sieroso.

Rimedi per il piede d’atleta:
Antimicotici derivati imidazolici per uso topico, in particolare l’econazolo all’ 1%. Altri farmaci topici come pirrolnitrina, ciclopiroxolamina, tolnaftato ed il tolciclato.

Il tabacco senza fumo o “swedish snus” minor rischio tumore?

tabaccosenzafumoAlcuni ricercatori hanno recentemente sostenuto che l’Unione Europea dovrebbe rimuovere i suoi divieti per il tabacco “swedish snus” il tabacco senza fumo che presenta bassa concentrazione di nitrosamine.
L’argomento è tornato alla ribalta durante un dibattito internazionale su l’uso del tabacco senza fumo. Le principali autorità sanitarie statunitensi hanno però dichiarato con fermezza che non esiste un tabacco che non fa male, un chiaro messaggio che non consente una qualsiasi discussione sui gli attenuati rischi del tabacco senza fumo sulla salute umana. Questo commento si intende rivedere l’origine della polemica sullo “snus svedese” ( si tratta di un tabacco umido in polvere per uso orale, prodotto tramite un processo di umidificazione a vapore che viene utilizzato nei paesi del Nord Europa, in Asia e negli Usa).
Alcuni studi effettuati negli Stati Uniti ed in Svezia e pubblicati a luglio 2009 hanno suggerito che i fumatori di tabacco senza fumo hanno presentato una minore incidenza allo sviluppo di cancro all’esofago, pancreas, laringe e rene, ma altri tipi di tumore si sono sviluppati sui fumatori indipendentemente se avessero fumato tabacco senza fumo oppure no. Esistono in pratica gli stessi rischi di sviluppare un tumore.

I risultati dello studio sugli effetti tabacco senza fumo – sviluppo tumore