Perchè compaiono i capelli grigi nelle donne

capelligrigichefarePerchè compaiono i capelli grigi nelle donne e negli uomini? La colpa è genetica, risiede nel Dna e stress e malattie non contano nulla, o quasi. E’ la sintesi di un gruppo di ricercatori di Unilever che ha effettuato degli studi su 200 gemelle danesi tra i 59 e gli 81 anni. Gli esperti hanno scoperto minime differenze nella profondità dei capelli grigi nelle gemelle che hanno lo stesso patrimonio genetico. Mentre ce n’erano di più fra le altre gemelle, quelle eterozigoti. Il passo per giungere alla conclusione, pubblicata su Plos One, è breve: lo sviluppo di capelli grigi nella donna è di tipo genetico, la colpa risiede nei geni. Lo studio ha rilevato anche che la stempiatura dei capelli è legata soprattutto a fattori genetici, mentre il diradamento sulla parte superiore della testa sarebbe maggiormente collegato a fattori ambientali e allo stile di vita. Secondo David Gunn, primo ricercatore, benchè molte teorie cerchino di spiegare le differenti percentuali del grigio dei capelli nelle donne e uomini, dietro ci sono poche prove scientifiche. “Questo studio ci offre un’affascinante visione della ragione per cui i capelli delle donne diventano grigi, e certamente suggerisce che i fattori ambientali, lo stress o altre patologie non sono poi così importanti come una volta si credeva“, dice il dottor Gunn. Di solito i capelli diventano bianchi negli uomini intorno ai 30 anni e nelle donne  pressapoco nei 35. Lo studio indica che, indipendentemente da quanto stressante sia la vita di una donna, ci sono forze maggiori in gioco legate al sua dna. Questa ipotesi non trova del tutto d’accordo David Fisher, del Dana Faber Cancer Institute (Usa), altro studioso specializzato in questo settore. Probabilmente i geni giocano un ruolo chiave nel controllare la perdita di colore dei capelli, ma secondo lo specialista americano alcuni elementi suggeriscono che anche l’esposizione a determinate sostanze chimiche possa promuovere la comparsa delle tempie grigie.

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Le proprietà del Tè, fonte di salute e benessere

proprietateCon l’arrivo dell’inverno e del freddo, consumare una tazza di tè caldo dà piacere e sollievo. Pochi sanno che il suo consumo è anche fonte di salute e di longevità. Il tè verde deriva dai germogli delle foglie della pianta “Camelia sinensis”, la stessa del tè nero che tutti conosciamo. Anzi, per la precisione, esistono tre tipi di tè: nero, oolong e verde, classificati solo ed esclusivamente in base al tipo di lavorazione (in particolare differisce la durata della fermentazione delle foglie). Nel tipo “verde” le foglie, appena raccolte, vengono “lavate” a vapore e subito seccate per impedirne la fermentazione. Grazie a questo processo i principi attivi rimangono inalterati e si perde un po’ di teina.
Che questa bevanda fosse un toccasana, una specie di elisir di lunga vita, gli Orientali lo dicevano da secoli, tanto che in Oriente il tè (rigorosamente verde: quello nero, considerato di bassa qualità, lo riservano a noi Occidentali) è bevanda nazionale. Già nel 2700 a.C. si narra di un imperatore, bevitore di tè, che era solito mettere le foglie della pianta dentro una brocca di acqua calda dando così inizio a questa affascinante usanza.
Tante sono state le ricerche su questa bevanda ed i primi studi risalgono a più di dieci anni fa. Decine sono le ricerche pubblicate su riviste scientifiche di rilievo, da Jama (Journal of American Medical Association) a Lancet.
Uno degli ultimi interessanti sviluppi è stato lo scoprirne le stupefacenti proprietà anti-invecchiamento ed anti-cancro. Una piccola curiostà: la “pulce” nacque osservando la straordinaria longevità, in Oriente, delle donne che insegnano la cerimonia del tè e che quindi assumono molto più tè rispetto alla media. Inoltre, tra i ricercatori di tutto il mondo nacque quello che poi fu definito il “paradosso nipponico”: perché i Giapponesi, tra i più forti fumatori al mondo, si ammalano meno che altrove di tumore al polmone? Ciò è dovuto al potere dei componenti del tè verde, in particolare un tipo di costituenti fornisce i maggiori benefici per la salute: i polifenoli, in particolare delle catechine con potenti proprietà antiossidanti. Sembra, addirittura che un tipo di queste, le EGCG (epigallocate- chine-galato), abbia un potere antiossidante 20 volte più forte della vitamina E. Il segreto (fornitomi direttamente da un amico orientale) per prepararlo correttamente: mettere un paio di grammi di tè in fondo ad una tazza o teiera e riempirla con una parte di acqua fredda e una di acqua calda (l’acqua bollente deteriora le foglioline); lasciare in infusione per 2-4 minuti, filtrare ed aggiungere eventualmente miele o zucchero di canna, mai il latte perché la caseina in esso contenuta potrebbe neutralizzare i polifenoli. Quindi…. buona tazza a tutti!

La politica influenza il livello di testosterone negli uomini

politicaI risultati delle elezioni politiche influenzano i livelli di testosterone negli uomini. Lo rivela un nuovo studio che sottolinea come i livelli salgano se l’uomo è un elettore della parte politica vincente, mentre diminuiscono se è schierato per i perdenti.
La ricerca è stata condotta dai neuroscienziati della Duke University Usa che hanno monitorato la quantità di testosterone negli uomini durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2008. Il team ha raccolto campioni di saliva da 163 volontari (57 uomini) prima e dopo che i risultati delle elezioni fossero annunciati.
Dopo l’arrivo della notizia del vincitore i ricercatori hanno rilevato  che i livelli di testosterone degli elettori di sesso maschile che avevano votato per Barack Obama (vincitore) erano rimasti stabili, mentre quelli degli elettori di John McCain e Robert Barr (perdenti) erano diminuiti. Nessun cambiamento significativo è stato osservato  invece nei livelli di testosterone di 106 partecipanti di sesso femminile. I risultati, che sono stati pubblicati nel Medical Journal online PLoS ONE, indicano che l’arena politica può biologicamente influire sulla natura dei maschi.

Un programma è in grado di capire se una persona sta morendo dalla voce al 118

ambulanzaUn software per computer sarà in grado di capire se una persona sta morendo ascoltando la sua voce al telefono in una chiamata di emergenza. L’algoritmo dell’innovativo programma è stato messo a punto da alcuni ricercatori giapponesi e lo studio pubblicato su BMC Emergency Medicine.
Kenji Ohshige  ed un team di studiosi dell’ università di medicina di Yokohama hanno raccolto informazioni su più di 60mila chiamate di emergenza da ottobre 2008 a marzo 2009 e lo speciale software ha catalogato le varie gravità delle condizioni dei pazienti in base alla voce registrata. Il confronto è stato fatto successivamente quando i pazienti sono arrivati in ospedale, nell’ 80% dei casi il programma aveva azzeccato la gravità della situazione. “Possiamo dire che il programma ha un moderato livello di accuratezza e verrà migliorato ancora continuando a registrare nuove chiamate” ha detto Ohshige, il capo ricercatore.”Il programma servirà per gestire la priorità dell’ assegnazione delle ambulanze, in caso di arresto cardiaco la velocità è fondamentale, si salveranno moltissime vite“, ha aggiunto Ohshinge.

Utilità dei braccialetti magnetici e di rame per i dolori da artrite

braccialettiartriteSono utili i braccialetti di rame e magnetici che si indossano per alleviare i dolori da artrite? Per alcuni studiosi inglesi no. Il primo studio ufficiale su questo tipo di cura ha dato esito negativo, il trattamento con i bracciali non funziona. La terapia magnetica e con il rame è utilizzata per combattere una serie di dolori articolari dovuti all’artrosi e per disturbi muscolo scheletrici; molti pazienti preferiscono di solito usare i braccialetti piuttosto che gli antidolorifici perchè non ci sono effetti collaterali e la terapia garantisce di alleviare i dolori riequilibrando il campo magnetico del corpo o rabboccando i livelli di rame.
I ricercatori delle università di York, Hull, Durham, insieme con il Servizio sanitario inglese hanno riscontrato che non c’era alcuna differenza nei sintomi se i pazienti indossavano cinghie magnetiche o de-magnetizzate. E’ stato chiesto a 45 malati di artrite ultra 50enni di indossare quattro bracciali da polso per un periodo di 16 settimane, di quelli che si trovavano in commercio. Sono stati usati vari modelli, i braccialetti di rame, le cinghiette magnetizzate normalmente e debolmente e quelle demagnetizzate. Il loro livello di dolore percepito è stato valutato tramite un indice riconosciuto a livello internazionale ed il risultato pubblicato sul giornale inglese “Complementary Therapies in Medicine“. Nessuna differenza in termini di effetto sul dolore è stata notata nei pazienti che indossavano i 4 dispositivi. Secondo Stewart Richmond della York University i benefici possono essere attribuiti ad un effetto psicologico placebo provato dai pazienti. Il dottor Richmond ha aggiunto che sebbene alcuni malati di artrite presentano bassi livelli di rame, questo è un effetto della patologia, piuttosto che una causa.
Anche se il solo effetto psicologico riuscisse ad alleviare i fortissimi dolori dovuti all’ artrosi sarebbe un buon risultato e preferire i braccialetti anti artrite che si trovano in commercio con prezzi che vanno dai 30 ed i 50 euro non sarebbe comunque da disprezzare.

USA: 45.000 morti all’anno a causa della mancanza di polizza sulla salute

In USA 45.000 persone all’anno muoiono per non avere una polizza sulla salute, e in totale le persone prive di assicurazione sanitaria sono 46 milioni. È questo il risultato di uno studio di prossima pubblicazione sull’American Journal of Public Health, diretto da Andrew Wilper della Harvard Medical School. Basandosi sui dati dei Centri di Controllo delle Malattie (CDC), è stato calcolato che il rischio di morire di malattie in USA è del 40% maggiore per chi non ha polizza (superiore in numero alle morti per malattie renali), anche a parità delle altre condizioni. Secondo Wilper i mezzi di prevenzione contro le malattie del mondo occidentale (diabete, obesità e malattie cardiovascolari) ci sono, ma non servono a nulla se non si hanno le possibilità economiche di accedere ad essi.

9 americani su 10 rischiano problemi di cuore

Colesterolo, pressione alta, sovrappeso e glicemia alta sono i fattori di rischio per 9 americani su 10 secondo un rapporto del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’ente che si occupa del controllo e della prevenzione delle malattie negli Stati Uniti, coordinato dal dottor Earl Ford. A tutto ciò si uniscono abitudini come fumo e vita sedentaria. «Sfortunatamente – ha dichiarato Ford – i passi in avanti che erano stati fatti durante gli anni ’70 e ’80 sono stati compromessi negli ultimi decenni dall’aumento del peso, del diabete e di fenomeni legati all’ipertensione». A partire dall’ultima decada c’è stata un inversione di trend, la salute degli americani è peggiorata soprattutto riguardo alle malattie cardiovascolari, che sono la causa di morte numero uno negli USA.

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