Quanto Posso Bere per Guidare in Sicurezza

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Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte per i giovani di età fino ai 24 anni e quando si ha 18 anni la metà dei decessi è dovuta proprio ad un incidente con un mezzo di locomozione. Sono i dati dell’ OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, in inglese WHO. In Italia ci sono 6,1 morti per 100.000 abitanti, vedi fonte.

Le cause degli incidenti sono legati ad imprudenza ma soprattutto allo stato di salute di chi guida, o meglio all’ ebrezza provata dall’ assunzione di alcool o alla stanchezza. Come possiamo considerarci sicuri quando guidiamo? Quanto alcool si può bere prima di mettersi alla guida per essere sicuri di non essere considerato ubriaco dai controlli delle forze dell’ ordine?

L’articolo 186 del Codice della Strada prevede che una persona alla guida non deve superare un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l. In caso positivo al famoso “test del palloncino” è previsto l’arresto di 1 mese oppure una multa che va da 258 euro a 1032 e sospensione della patente.

Il problema è capire come si raggiunge questo limite che varia a seconda del tipo di vino, birra o superalcolico ingerito, della sua gradazione, del tempo passato dall’assunzione e ovviamente del peso della persona. Sulla rete si può acquistare un ETILOMETRO TASCABILE, molto utile e facile all’ uso. Si soffia all’ interno di un beccuccio ed in 5 secondi appare sul display LCD l’informazione corretta se si è superato il limite oppure no.

bere prima della guida

Quanto posso Bere

Una concentrazione di 0,2 gr/L si raggiunge, in un maschio o in una femmina di circa 60
chili di peso, con l’ingestione, a stomaco pieno, di circa 12 grammi di alcool puro, pari al
consumo di una lattina di birra da 330 ml, un bicchiere di vino da 125 ml, un aperitivo da 80
ml ed un cocktail alcolico da 40 ml. Quindi, se avete bevuto una pinta di birra e siete un ragazzo di 75 chili non avete problemi.

Non c’è un calcolo preciso per determinare il tasso alcolemico presente nel sangue, troppi fattori lo determinano. Possiamo comunque avvicinarci usando una formula matematica, quella di Widmark si può calcolare il TASSO ALCOLICO , TA:

peso alcool ingerito X 1,055 (peso specifico sangue)

TA (espresso g/l) =

peso persona X FW


FW = fattore Widmark (indice che rappresenta il rapporto tra peso corporeo e sangue)
(corrisponde : per uomini = 0,73 per donne = 0,66)

Si avverte che 1 litro di alcool puro pesa 800 g = 0,8 kg.  Tutte le bevande alcoliche sono formate principalmente da acqua ed etanolo, ma l’elemento che più ci interessa è la quantità di etanolo contenuta in una determinata bevanda, dove in Italia è espressa in percentuale (%) e si indica col termine di grado alcolico.

Quindi ad esempio, 1 litro di vino con gradazione alcolica 13° corrisponde ad una concentrazione etilica pari al 13%, ovvero il litro dei vino in questione è composto da una parte acquosa e da 130 millilitri di alcool.

Questi 130 millilitri di alcool hanno un determinato peso; infatti applicando il sistema proporzionale 1000ml : 800g = 130ml : X otteniamo un peso corrispondente a 104 grammi.
Così i nostri 130 millilitri di alcool pesano 104 grammi ed il nostro riferimento è che 1 (un) litro di vino a 13° contiene alcool per 104 grammi.

ESEMPIO
Un uomo dal peso di 80 Kg durante un pasto assume 0,5 litri di vino con concentrazione 12°.
Cominciando ad effettuare il calcolo dei grammi di alcool ingerito per poi applicare la formula di Widmark, avremo:


1 litro = 1000 ml in cui a 12° corrisponde il 12% ovvero 120ml ; sapendo che 1 litro di alcool pesa 800 g facciamo la proporzione ed otteniamo
1000ml : 800g = 120ml : XÆ risultato 96 grammi (peso di 120 ml di alcool)

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NOTA: il nostro uomo ha bevuto mezzo litro di vino, quindi i grammi di alcool ingeriti sono 48.

0,86 g/l 0,50 g/l

 


=


=

(il limite della legge è stato superato)

80 X 0,73

58,4


PRECISAZIONE:
la formula di Widmark presenta una percentuale di errore abbastanza elevata,infatti un elemento che incide sul fattore “Tasso Alcolico” è il quantitativo di acqua totale nel corpo (TBW – Total Body Water)
Per questo motivo un gruppo di studiosi ha sintetizzato una apposita formula matematica per ottimizzare la predetta formula di Widmark, ma la stessa non viene rappresentata perché troppo complicata da sviluppare.

Ad ogni modo un ulteriore riferimento di calcolo del quantitativo di alcool che il singolo soggetto può ingerire, senza oltrepassare il limite consentito dalla norma di cui all’art. 186 del Codice della Strada, è dato dal fatto che un soggetto di sesso maschile può bere tanti grammi di alcool quanto è il peso del suo corpo moltiplicato per un indice corrispondente a 0,53.
Per la donna si fa lo stesso calcolo, ma si devono togliere 3 grammi dal risultato ottenuto.
Esempio: soggetto maschio peso 80 kg moltiplicato per 0,53 avremo 42,4 grammi di alcool massimi da ingerire per non superare (approssimativamente) il limite di 0,5 g/l.

NOTA: sicuramente altri fattori incidono sulla determinazione del Tasso Alcolemico, come: l’assunzione di cibo, il bere nell’arco di un determinato tempo, ecc..

Le cause degli incidenti stradali

Non si fanno incidenti stradali o si va fuori strada solo perchè si è bevuto, ma anche per le distrazioni, soprattutto se si guarda il display del cellulare. 

Il tempo di reazione è in ritardato per un autista intento a parlare al cellulare. L’invio poi di più sms porta a più incidenti. Gli studi mostrano che i conducenti che inviano o ricevono messaggi di testo spostano la
loro attenzione dalla strada per una media di 4,6 secondi. A 88 Km/h, questo equivale a
guidare la lunghezza di un campo di calcio bendato.

Bisogna, inoltre, adattare la guida alle condizioni della strada e del tempo, durante i viaggi lunghi, fare delle pause, indossare le cinture di sicurezza in tutti i viaggi, un casco omologato se in moto o in bicicletta, i bambini necessitano di un seggiolino adatto alla loro età e dimensione, camminare sul marciapiede e attraversare alle strisce/passaggi pedonali

Scarpe Fitness Dimagranti con Bascula i modelli ed i prezzi

Forse vi è già capitato di vederle indossare ai piedi, specialmante alle ragazze. Parliamo delle scarpe fitness dimagranti, quelle che hanno la suola a forma di mezza luna con bascula. Di certo non sono bellissime da vedere e nemmeno proprio trendy, ma hanno una peculiarità quella di fare dimagrire o almeno migliorare la rigidità della schiena.

Qualcuno le chiama scarpe tonificanti, basculanti o “quelle con la suola a dondolo”, oppure scarpe anticellulite e ci si chiede se possano funzionare per risolvere problemi di peso eccessivo, postura o pelle a buccia di arancia. Innanzitutto cerchiamo di capire come sono realizzate e perchè hanno questa forma così strana, almeno la suola.

Come Funzionano

Le prime ad arrivare sul mercato furono alla fine degli anni 90 le MBT, acronimo di Masai Barefoot Technology. L’idea di realizzare scarpe con una suola basculante era venuta ad un ingegnere svizzero che si era ispirato proprio alla camminata a piedi scalzi dei Masai Africani.

Avete mai visto una donna africana con la cellulite? No. Può essere legato ad un fattore genetico, ma secondo l’inventore svizzero il fatto è dovuto alle lunghe camminate a cui si sottopongono le donne per recarsi a prendere l’acqua o a lavorare nei campi.

mbt scarpe con bascula

mbt scarpe con bascula

La camminata a piedi scalzi aiuta la circolazione sanguigna ed evita i ristagni linfatici che danno vita alla cellulite. Oltremodo camminare con buona costanza aiuta a dimagrire ed evita gli accumuli di adipe e fa bene alla postura e alla schiena che non riceve colpi.

Sono utili ed efficaci?

La bascula delle scarpe fitness serve proprio a questo a far lavorare in maniera piú intensa i muscoli femorali ed i glutei. Lo sforzo è maggiore ed ovviamente le calorie consumate superiori. Sono poi gli adduttori a “stirarsi” di piú ecco che l’utilizzo intensivo di queste scarpe tonificanti rende anche piú belle le gambe.

Il fondo delle scarpe, quelle che hanno la bascula, è ovviamente piú instabile rispetto ad una suola piatta tipica di una scarpa normale. Ciò fa mettere in moto anche muscoli che normalmente nella camminata non usiamo. Ecco svelato il funzionamento di una scarpa fitness o basculante che dir si voglia.

Uno studio molto buono è stato effettuato in america da parte dell’ American Council of Exercise.

Chi ha provato le scarpe fitness

Che le ha usate descrive la prima volta che si indossano. Quando le indossiamo all’inizio dobbiamo farci l’abitudine. Ci sentiamo instabili, un po’ come chi utilizza i tacchi e non lo ha mai fatto. Dopo un po’ ci si prende l’abitudine e le scarpe risultano essere comode.

I Migliori Modelli e Dove Acquistare

Mbt da donna e uomo: tantissimi i modelli sia per maschio che femmina. Ci sono quelle basse, oppure a stivaletto, colorate oppure dai toni neutri. I prezzi partono da 70 euro a salire. Date un’occhiata al link perchè su Amazon spesso ci sono occasioni. Possono anche essere usate nei casi in cui si soffre di fascite plantare, consigliatevi però con il vostro ortopedico.

Skechers Shape-ups Strength: hanno la classica forma a bascula molto pronunciata. Si presentano come sneaker da ginnastica e costano un po’ meno delle MBT, molto comode potete trovarle anche a 80 euro.

Eglemtek: si tratta del modello più economico in assoluto, intorno ai 30 euro, disponibili in tantissimi colori differenti.

Dr. Scholl, starlit, fitness: altra marca molto nota per scarpe curative. In questo caso il modello Starlit è il classico bianco da donna.

Reebok Tone 6 Fly: queste scarpe all’ apparenza assomigliano a quelle normali da running o jogging visto che non hanno la suala basculante. All’ interno però ci sono tre capsule ammortizzanti in rilievo sul tallone e sulla punta del piede. Danno una certa “instabilità” che favorisce lo stimolo ad utilizzare altri muscoli della gamba poco “attivi” normalmente.

skechers Shape-ups Strength 2.0

skechers Shape-ups Strength 2.0 scarpe basculanti

A poco prezzo

Mapleaf è una marca che realizza modelli economici. Questo è un modello classico di colore nero, grigio o bianco in eco pelle da uomo mentre questo qui è da donna disponibile in varie misure e modelli. Nella dicitura è scritto “ideali per chi ha problemi posturali“, vi consigliamo prima di indossarle di consultare il vostro ortopedico, fisiatra o posturologo.

Altro modello da donna a circa 30 euro è questo qui.

Zika Virus i Rischi per chi va in Centro e Sud America tutto quello che dovete sapere

C’è ampia preoccupazione per il rischio che si sviluppi una nuova pandemia mondiale dopo Ebola, Sars e Febbre Suina. Si chiama Zika ed è un virus che si trasmette con la puntura di zanzare, trasfusioni e rapporti sessuali. Non è mortale, si manifesta con febbre, un po’ come avviene con la malaria, ed una volta infettati si è immuni per tutta la vita.

Il virus è potenzialmente pericoloso per le donne incinta, un incremento di casi di microcefalia e di sindrome di Guillain-Barré c’è stato nei bambini nati nelle zone maggiormente colpite (Brasile). La correlazione attualmente non è stata dimostrata, ma le donne incinta che intendono partire per il sud America devono prestare attenzione.

Per maggiori informazioni visitate il sito del Ministero della Salute Spagnolo. La Spagna è molto legata al sud America. Oppure gli aggiornamenti dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità.

paesi contagio zika

Come si trasmette il Virus

lo Zika viene trasmesso principalmente con la puntura della zanzara, le stesse che portano altri virus come la Chikungunya e la Dengue. Si tratta della zanzara tigre femmina (genere aedes presente anche in Italia). Una donna incinta può trasmettere il virus, se lo ha preso, al futuro nascituro.

Possiamo prenderlo anche tramite una trasmissione sanguigna e nel 2013 è stato isolato il virus anche nello sperma, quindi c’è anche il veicolo sessuale. Le autorità brasiliane hanno iniziato quindi ad effettuare test diagnostici sul sangue utilizzato per le trasfusioni.

Dove si prende il Virus

attualmente le aree piú colpite si trovano in sud America. Al primo posto c’è il Brasile, a seguire la Colombia e poi in altri 13 paesi del continente sudamericano. Un caso è stato segnalato in Europa, una donna incinta spagnola rientrata proprio da un viaggio in sud America ed altri casi sono stati segnalati in Nord AMERICA.

Come si manifesta

Si manifesta con febbre, dolori articolari, mal di testa, eruzioni cutanee e non c’è bisogno di ricoveri in ospedale.

Perchè è pericoloso il Virus Zika

non c’è un pericolo di morte. Può però rappresentare un pericolo per le donne incinta. In Brasile lo scorso anno si è passati da 300 a 4000 casi di microcefalia, una patologia molto grave che colpisce i feti. Si tratta di una malformazione che rende la testa del nascitura piú piccola con conseguenze importanti nello sviluppo del cervello. Non si sa se questo aumento dei casi sia legato alla presenza del virus o ad altri fattori come rosolia, toxoplasmosi, ed altri problematiche genetiche della mamma del futuro bimbo.

Cosa si può fare per prevenire l’infezione da Zika?

Al momento non esiste un vaccino per prevenire il virus. Il modo migliore è prevenire il contagio tramite puntura di zanzare. Quindi proteggetevi, ecco come fare:

  • Indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi di colore chiaro, specialmente la sera;
  • soggiorno in luoghi con aria condizionata o se abbiamo le finestre aperte usiamo zanzariere.
  • utilizziamo un repellente per gli insetti , non vanno utilizzati sui neonati con meno di 2 mesi di vita.
  • Trattare i vestiti e gli attrezzi con permetrina o comprare vestiti già trattati con questa sostanza.
  • Dormire sotto una zanzariera.

Qual è il trattamento per lo Zika?

Non esiste un vaccino o una specifica la medicina per questo virus.

Trattare i sintomi:

  • Fare il pieno di energie.
  • Bere liquidi per evitare la disidratazione.
  • Prendere medicine a base di paracetamolo per ridurre la febbre e il dolore.
  • Non assumere aspirina o altri farmaci anti-infiammatori non steroidei.
  • Se si sta assumendo altre medicine rivolgetevi al medico

Dieci Consigli per Essere Giovani e Mantenersi Sani

L’invecchiamento precoce è legato per un terzo a fattori genetici e per due terzi allo stile di vita. E’ importante quindi mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata e praticare attività fisica che preservano anche il nosto aspetto esteriore. Ne è convinto Robert Gallo,l’immunologo che ha scoperto insieme a Luc Montaigner, il virus Hiv.

Nel ricordare quindi quanto sia importante ciò che mangiamo e cosa facciamo quotidianamente, abbiamo stilato una guida con 10 consigli per mantenersi giovani ed in forma.

 

  1. Evitiamo di appesantirci troppo a tavola, non necessitiamo di troppo cibo. Il primo segreto di una vecchiaia sana è restare magri e mangiare un po’ meno delle calorie necessarie per il nostro corpo. Alzarci da tavola con un pochino di fame non è sbagliato. Tutto ciò serve per non appesantire il funzionamento di organi e apparati che inevitabilmente portano a vere e proprie patologie.
  2. Dormire bene ed in maniera giusta fa bene. Durante il sonno notturno infatti non solo il cervello, ma anche corpo e la pelle si rigenerano, si rinnovano le cellule e si rallenta l’invecchiamento.
  3. Le cause delle invecchiamento cutaneo si ricercano anche nel fumo, alcool, inquinamento
    elettromagnetico e atmosferico e alle radiazioni solari dovute a lunghe esposizioni. Evitare gli eccessi delle attività sopra elencate e ritagliarsi spazi rigenerativi. Le rughe possono essere ridotte anche con prodotti naturali e non solo con la medicina estetica.
    vivere_sani
  4. L’attività cerebrale va coltivata. Nell’arco di una vita il cervello viene sfruttato solo per una piccola percentuale e, quindi, non solo è un organo che si può “spremere” all’infinito, ma la sua nutrizione incide positivamente su tutto il resto dell’organismo. In più, assumeree l’elisir di lunga vita per eccellenza del nostro cervello: il DHA (acido docosaesaenoico) e la fosfatidilserina (un fosfolipide presente nel cervello, specialmente nelle membrane cellulari dei neuroni).
  5. L’acqua fa bene: elimina le tossine, protegge gli organi, solubilizza le sostanze nutritive nelle cellule, purifica la pelle, attenua la cellulite e aiuta anche a dimagrire. Più acqua beviamo (circa 2,5 litri al giorno) più rimaniamo giovani.
  6. È fatto noto che evitare lo stress aiuta a mantenere l’equilibrio psicofisico a livelli
    ottimali. Lo stress ossidativo cellulare si traduce, oltre che nel rischio di alcune patologie di grave entità cardiovascolare, in un invecchiamento precoce. Praticate sport, meditazione, esercizi per la mente.
  7. La nutraceutica: l’adozione del più salutare stile di vita non basta a tutelare
    il nostro stato di salute. Infatti, la contaminazione da antiparassitari e anticrittogramici presenti in frutta e verdura e da antibiotici e ormoni per le carni mettono a repentaglio le virtù dei cibi, anche di quelli ritenuti sani. È utile assumere, sotto indicazione di uno specialista ortomolecolare, dei nutriceutici per ripristinare l’equilibrio biochimico: molecole e principi attivi antiossidanti, rimineralizzanti, vitaminizzanti e chelanti. Tra i più noti: vitamine
    A, E, C , D3, gruppo B, acido alfa lipoico, aminoacidi solforati, coenzima Q10, resveratrolo, Omega-3, tutti ingredienti naturali che ringiovaniscono il viso. 
  8. La cura dell’aspetto fisico è importante e va intesa come una parte della protezione della nostra salute psichica e non solo come un vezzo superficiale e puramente estetico.
  9. Il sesso aiuta e fa stare.  Se si continua a fare l’amore è come se si ingannasse l’organismo facendogli credere che può ancora concepire.
  10. Avere una mente come quella del bambino è uno dei migliori antidoti all’invecchiamento. Lasciatevi sorprendere, usate la fantasia e mantenete spontaneità ed entusiasmo.

Fibromialgia i Sintomi quando capire che si tratta della Malattia

La Fibromialgia (FM) è una patologia presente in molti pazienti che lamentano un dolore cronico diffuso. Il dolore è localizzabile per lo più all’interno delle strutture dei tessuti molli e muscolo-scheletriche. I sintomi sono cronici e persistenti e rendono spesso invalidante la vita di chi ne soffre.

I sintomi della Fibromialgia sono associati ad affaticamento, insonnia, rigidità, irritabilità intestinale, disfunzioni cognitive.

  • Nel mondo ne soffre circa il 2-4% della popolazione generale.
  • La patogenesi coinvolge la sensibilizzazione del sistema nervoso centrale.
  • Due misure chiave per la diagnosi sono l’indice di dolore diffuso
    (WPI dall’ inglese widespread pain index) e la scala di gravità (SS o meglio Symptoms Severity).
  • I pazienti con dolore cronico diverso dalla fibromialgia possono successivamente sviluppare
    una fibromialgia secondaria.

Epidemiologia e prevalenza

ci sono una serie di criteri per la diagnosi che sono stati ampiamente accettati dalla comunità medica. Purtroppo, questi criteri hanno portato ad una certa confusione nella diagnosi corretta.

L’incidenza è comunque più elevata tra le femmine rispetto ai maschi (3,4 vs 0,5%)
e aumenta con l’età.

Il picco più alto è quello delle donne con età compresa tra 70 e79 anni (7,4%) rispetto ai maschi della stessa età (1%).

La fibromialgia è associata in alcuni casi con iperalgesia e allodinia, infatti, i pazienti sofferenti di fibromialgia sembrano essere più sensibile a molteplici stimoli diversi, compreso il calore, il freddo e la stimolazione elettrica. È interessante notare che questi pazienti presentano una ipersensibilità uditiva e visiva agli stimoli, il che suggerisce che hanno una elaborazione sensoriale globale alterata
che non è specifica solo per gli stimoli dolorosi.

fibromialgia dolore

Alcuni studi hanno dimostrato che i Pazienti sofferenti di fibromialgia hanno deformità strutturali delle aree del cervello anteriori coinvolte nella elaborazione del dolore che includono il talamo, striato, corteccia insulare e corteccia cingolata.

Patogenesi e Sintomi

la fibromialgia è una delle cause del dolore cronico diffuso, che tradizionalmente è stato pensato
essere causa di patologie muscolari. Tuttavia, diversi studi non hanno confutato questo pensiero.
Stanchezza
Uno dei sintomi più comuni associati alla fibromialgia è la stanchezza. Circa
l’80% dei pazienti rientrano nella base dei criteri per la sindrome da stanchezza cronica,
che includono: stanchezza per un periodo maggiore o uguale a 6 mesi, mal di gola, dolori articolari, muscolari, sonno non ristoratore.

La fatica è maggiore comunemente al risveglio, lentamente migliora nel corso del mattino, e peggiora nel pomeriggio. I pazienti lamentano difficoltà con il sonno con una veglia frequente al centro della notte.

La fatica sperimentata dai pazienti è descritta come estenuante, sia mentalmente
che fisicamente. Può essere difficile identificare la fibromialgia come causa principiante in pazienti che soffrono comunque di disturbi del sonno e assumono farmaci  antidepressivi triciclici e oppioidi.

Mancanza di sonno
la maggior parte dei pazienti con si lamentano di avere un sonno non ristoratore (NRS).  Questi pazienti inoltre non riescono a fare piccoli sonnellini durante il giorno chei sono deprivati di energia e affaticati nella maggior parte della giornata.

La maggior parte dei pazienti si sveglia al mattino con un aumento della fatica e rigidità, sentendosi mentalmente svuotati. E ‘molto importante che si escludano disturbi del sonno primari in questi pazienti,
come la sindrome delle gambe senza riposo o l’apnea ostruttiva del sonno.

Disturbi affettivi
Il dolore cronico può portare ad un aumento dell’incidenza di sofferenza affettiva. LA Fibromialgia è più
comunemente associata con ansia e depressione, patologie che possono essere trattate con farmaci a base di benzodiazepine. Circa il 13-71% dei pazienti di Fibromialgia hanno associato l’ ansia. La depressione può essere presente nell’ 20-80% dei pazienti . Questi problemi affettivi associati possono contribuire ad una maggiore gravità dei sintomi fisici a causa di una maggiore percezione del dolore, diminuzione del livello di attività.

I pazienti con sindromi da dolore cronico sono spesso assunti come vittime
di trauma infantile o di abuso sessuale anche se ci sono studi contrastanti che confutano questa idea.

Rigidezza
I pazienti con diagnosi di FM si lamentano spesso della rigidità mattutina. Può essere
molto debilitante e può durare da 45 minuti a 4 ore. Nel 2005, un questionario di indagine
composto da 121 elementi è stato sviluppato dalla National Fibromialgia Association
(NFA) ed è stato somministrato a 2569 pazienti sofferenti di FM. La Rigidità mattutina è stato valutata come il sintomo più fastidioso dagli esperti, seguito da stanchezza e dal sonno non ristoratore.

L’elasticità muscolare diminuisce con l’età. Uno studio condotto da McHugh e colleghi
ha scoperto che la rigidità muscolare può peggiorare il danno muscolare che si può avere durante
esercizi fisici faticosi. E ‘generalmente accettato che la contrazione muscolare concentrica e l’
allungamento passivo può migliorare la rigidità.

Disfunzione cognitiva
La maggior parte dei pazienti con FM si lamentano della perdita di memoria a breve termine, difficoltà di compiere esercizi in multitasking ed avere scarsa concentrazione. Rispetto ai pazienti senza FM della stessa fascia di età, i pazienti hanno mostrato una diminuzione della memoria nel lavoro, nella rievocazione libera, e di una fluenza verbale ma avevano la stessa velocità di elaborazione per le informazioni.

Il ritardo cognitivo osservato nei pazienti con FM sembra essere correlato con il dolore e non
con la presenza o il grado di disturbo affettivo

Sindrome dell’intestino irritabile
Circa il 30-50% dei pazienti con FM è associato alla sindrome dell’ intestino irritabile, caratterizzata
da un aumento di movimenti intestinali.

Disturbi genito-urinario
Circa il 12% dei pazienti con FM soddisfa i criteri per la diagnosi di
sindrome uretrale femminile. La Sindrome uretrale femminile è caratterizzata da uno stimole frequente nel fare pipi’, dolore uretrale, disagio nella zona sovrapubica e disuria. Inoltre, il 60% dei
pazienti con FM si lamentano di urgenza urinaria . La fibromialgia inoltre sembra avere una significativa
sovrapposizione clinica con la cistite interstiziale.

Riferimenti: Fibromyalgia Clinical Guidelines and Treatments Erin Lawson • Mark S. Wallace e studio di fisioterapia a Roma Medben.

Il Vaccino per la Meningite serve Veramente?

In Italia è scattato l’allarme vaccini, sempre piú persone decidono di non farli per se o per i propri figli, neonati compresi. Il Governo è preoccupato, l’industria farmaceutica ancora di piú. Oggi vogliamo parlare del vaccino per la meningite che spaventa soprattutto i genitori di figli piccoli. Nella nostra piccola ricerca andremo a ponderare se il vaccino sia utile, se possano esserci delle controindicazioni, se insomma ci sia una giustificazione nel calo delle vaccinazioni.

Partiamo subito e facciamo riferimento ai dati ufficiali del portale epidemiologico della sanità pubblica:

http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/EpidItalia.asp

nel 2014 ci sono stati circa 1100 casi di meningite, la maggiorparte dei queli da pneumococco (952). La cosa da rilevare subito è che i casi ci sono stati in egual misura in Regioni dove la copertura vaccinale era all’ 85%, primo indizio che il vaccino non faccia da barriera completa:

il numero complessivo delle infezioni invasive da pneumococco rimane elevato anche in Regioni che nel 2012 mostravano coperture a 24 mesi per la vaccinazione anti pneumococcica al di sopra dell’85%, come Piemonte ed Emilia-Romagna, sebbene, come già affermato, si notano incidenze in netto calo tra i bambini.

La meningite colpisce soprattutto bambini nel primo anno di vita ed anziani al di sopra dei 65 anni, la spiegazione viene data dal dott Montanarihttp://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2759-avvertimenti-per-chi-guardera-open-space.html

Le vaccinazioni vengono praticate sui neonati quando il sistema immunitario non matura almeno fino ai 2 anni (abbondanti). E si praticano vaccinazioni a vecchi che, per ragioni di età, non riescono ad acquisire immunità da vaccini”.

La cosa sorprendente è che il vaccino per la meningite attualmente disponibile copre soltanto pochi sierotipi: anche nel 2014, il sierotipo 3 è risultato il più rappresentato tra i ceppi tipizzati (11,6%), seguito dal sierotipo 8 e 12F. di questi tre sierotipi solo il primo è presente sia nella composizione del vaccino 13 valente che in quello 23 valente.

Dunque il vaccino 13 valente e 23 valente copre solo il sierotipo 3 (insieme ad altri minori), che è tra quelli che piú si sviluppano, ovvero all 11,6%, poi, comunque, coprirà anche altri sierotipi che si presentano in forma minore, ma sono piccole percentuali che comunque faranno alzare la quota dell’ 11,6%. I dati non riportano la percentuale totale di copertura, ma ad esempio sappiamo subito che tra quelli che piú riccorrono, il sierotipo 12F e 8, non c’è nulla da fare al momento.

Ricapitolando: la meningite colpisce maggiormente i bambini nel primo anno di vita e a seguire quelli con età compresa tra 0 e 4 anni, e anziani al di sopra dei 65 anni sebbene persistano casi anche al di fuori di questa fascia. Il vaccino copre soltanto pochi ceppi, i casi di meningite rimangono elevati anche in regioni con coperture vaccinali pressochè totali (85%). Ogni anno ci possono essere nuovi sierotipi non coperti dal vaccino, quindi un vaccino fatto quest’anno potrebbe non essere efficace per un nuovo sierotipo presente il prossimo anno.

Cosa c’è dentro i vaccini?

Qui ci sono due video

Nel primo parla il direttore dell’ Unità infettiva del Fatebenefratelli di Roma, ospedale pediatrico numero uno in Italia che consiglia la vaccinazione, ma nemmeno lui può negare che i vaccini hanno delle conseguenze che non conosciamo e che possano provocare dei danni.

Cosa c’è dentro i vaccini ce lo dice il dott. Montanari dell’ Università di Parma, nel secondo video. Sono stati analizzai 24 vaccini, in tutti erano presenti microparticelle non biodegradabili non biocampatibili. C’è da dire che la trasmissione Presa Diretta ha un po’ sbugiardato la credibilità del dottor Montanari, vedi puntata integrale.

Tutti negano, tutti dicono che i vaccini sono sicuri, ma nessuno potrà dire in quali casi e come una sostanza può alterare una cellula nel corso degli anni. Gli effetti si scopriranno, forse, tra decine di anni. Un vaccino per la meningite, il “meningitec”, è stato ritirato dal commercio perchè contenente ossido di ferro, vedi fonte. E’ bene anche consultare la banca dati delle reazioni sospette ai vaccini, in cui tutti possono segnalare il proprio caso.

Ci sono voluti 40 anni per legare il fumo allo sviluppo dei tumori al polmone, una cosa che oggi ci sembra naturale e banale negli anni 50 e 60 era considerata ridicola, “il fumo fa male” è apparso sulle sigarette in Italia soltanto negli anni 90, dopo 40 anni di negazione.

Sarebbe interessante vedere invece cosa direbb un virologo circa le reazioni di una persona mai vaccinata all’arrivo di un nuovo ed improvviso virus. Forse ci dirà che i suoi batteri sono piú forti, pronti a combattere e piú efficaci di quelli di una persona piena di vaccini e antibiotici.

Il vaccino della Pertosse

date una letta a questo studio:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2627963/pdf/10998384.pdf

Vaccinated adolescents and adults may serve as reservoirs for silent infection and become potential transmitters to unprotected infants (3-11). The whole-cell vaccine for pertussis is protective only against clinical disease, not against infection (15-17).”
è in inglese, ve lo sintetizziamo. In pratica il vaccino della pertosse invece che creare una barriera fa da untore. Si è visto che le persone vaccinate da pertosse prendono il virus che rimane silente ed infetta tutti gli altri.

I Vaccini obbligatori per i neonati

per la verità in Italia non c’è piú l’ obbligo della vaccinazione per i nuovi nati. Ad ogni modo vengono gratuitamente messi a disposizione i 4 vaccini per poliomelite, epatite B, tetano, difterite. In commercio c’è l’esavalente che contiene anche in piú quello contro Pertosse ed Emofilo (Hib).

L’ultimo caso di Poliomelite in Italia c’è stato nel 1982 ed in Europa, compresi i paesi dell’ est, è ERADICATA. L’ultimo caso di difterite in Italia risale al 1991 (dati Ministero Salute).

L’epatite B si prende tramite rapporti sessuali e trasfusioni e l’ultimo caso di tetano neonatale risale al 1982, vedi http://www.epicentro.iss.it/problemi/tetano/epid.asp.

Quello che i genitori si domandano: hanno ancora senso i vaccini obbligatori su malattie che non esistono piú da 30 anni o che quasi in maniera impossibile colpiscono un neonato?

Esame Emocromocitometrico o Emogramma Cos’è e a Cosa Serve

Sappiamo tutto che il sangue di un essere vivente è composto da un tessuto liquido che contiene una variegata componente cellulare, il tutto racchiuso in un sistema vascolare composto da arterie e vene in cui lo stesso circola senza nessuna interruzione.

Il termine emocromocitometrico (o emo gramma) indica la determinazione quantitativa e qualitativa delle varie componenti cellulari e della concentrazione dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Secondo dati statistici recenti, risulta l’esame più richiesto tra le determinazioni analitiche.

Perchè è necessario? E’ molto utile perché la sua componente cellulare subisce numerose modificazioni in occasione di svariate patologie trasformandolo così in un importantissimo supporto diagnostico per monitorare parecchie malattie.

emogramma

Con i macchinari a disposizione dei centri di analisi l’esame è semplice e veloce. Viene effettuato il prelievo da una vena del braccio , poi c’è l’ inserimento in idoneo contenitore e quindi avviene il trasferimento sulle attrezzature dedicate (conta-globuli) che lasciano incantati i pazient per la rapidità e la precisione e la molteplicità dei dati fomiti.

Cosa misura l’Esame Emocromocitometrico

I parametri che un buon conta-globuli è in grado di assicurare nell’arco di un paio di minuti circa sono: la quantità dei globuli rossi, delle piastrine e dei globuli bianchi, che, suddivisi per tipo, comprendono i neutrofili, eosinofili, i basofili, i linfociti ed i monociti espressi come rapporto percentuale ma anche come numero assoluto.

A questi primi dati si aggiungono il dosaggio dell’emoglobina, contenuta nei globu li rossi, composto organico che conferisce al sangue il colore rosso ed ha la funzione di legare l’ossigeno e distribuirlo in tutto il corpo e una serie di indicatori che ci informano sullo stato dei globuli rossi e del loro rapporto con il contenuto emoglobinico. Tutti questi dati, nei referti, spesso vengono indicati con delle sigle che generano in alcuni pazienti difficoltà interpretative.

La tecnologia oggi “parla inglese”. Che, piaccia o no, è il linguaggio internazionale e anche i conta-globuli si devono adeguare.

E comunque, per i pochi che dovessero avere difficoltà ecco il significato di queste sigle:

  • RBC = Globuli Rossi
  • WBC = Globuli Bianchi
  • PLT = Piastrine
  • HGB = Emoglobina
  • RDW Indice di distribuzione del volume degli eritrociti
  • HDW Indice di distribuzione della concentrazione dell’ Hb
  • Ret Conta dei reticolociti
  • CHr Contenuto emoglobinico dei reticolociti

Tralasciamo tutte le altre sigle perché l’interpretazione e la valutazione del dato deve essere lasciata al medico curante.

I cosiddetti valori normali del maschio e della femmina presentano delle variazioni significative tra i due sessi e questo è cosa a tutti nota ma credo pochi sappiano quanto siano differenti alcuni parametri nei bambini e come ciò possa causare problemi.

Valori ematologi normali in varie età

variano a seconda del sesso e dell’ età, ma sono valori da prendere con le pinze perchè possono essere influenzati da una semplice infezione in corso o da diverse caratteristiche dell’ individuo. Pensiamo a come sono diverse tra un soggetto microcitemico ed uno normale.
Possiamo fare riferimento a quelli pubblicati su WIKIPEDIA.

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