Come conquistare una donna Sposata le tecniche che Funzionano

Non desiderare la donna d’altri, è uno dei comandamenti cristiani. Ma cosa fare se ti innamori di una donna e solo successivamente noti la fede nuziale al dito? La risposta è: tenti di sedurla. Molti uomini hanno paura delle donne sposate. Non vogliono rovinare la famiglia di qualcuno oppure pensano che flirtare con una donna sposata sia una sfida troppo difficile.

Tuttavia, risulta che una buona parte delle donne sposate, ma anche degli uomini, tradisce i propri coniugi. Naturalmente, secondo le statistiche ufficiali, la percentuale sarà molto più bassa poiché la maggior parte delle donne preferisce nascondere i propri affari.

Ora non vogliamo entrare in aspetti “morali” della questione, siamo qui per dispensare consigli sul come conquistare una donna sposata, su quali aspetti emotivi toccare per andare dritto al cuore.

Perché alle donne sposate non dispiace essere sedotte

Le ragioni sono abbastanza ovvie. Dopo tanti anni di vita coniugale, le donne, ma come tutti d’altronde, si stancano della routine. Le cose si aggravano se si tratta di un matrimonio NON FELICE, se il coniuge non mostra abbastanza attenzione e interesse nella sua vita, se comunicano male, se vuole essere desiderata e provare vivide emozioni.

Ci sono famiglie in cui i mariti sono spesso lontani da casa. Quindi le donne iniziano a cercare qualcuno che le salverà dalla solitudine. Vogliono l’uomo che apprezzerà la loro bellezza e sessualità, che darà loro ciò che manca nella loro vita coniugale.

Ecco perché SE VUOI CONQUISTARE UNA DONNA SPOSATA devi dimostrare che puoi darle ciò che il coniuge non le può dare: sesso passionale, attenzioni e romanticismo.

Altri fattori che possono indurre una donna sposata ad avere un filrt includono:

Un’occasione favorevole. Le donne raramente pianificano l’adulterio. Di solito, succede per caso. Se una donna ha questa idea in fondo, la soccomberà quando un uomo, diverso da suo marito, appare nella sua vita.

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Esempio dei genitori. Secondo psicologi e fisiologi, esiste una chiara tendenza a “seguire i passi dei genitori” tra i bambini adulti. Se un bambino o un adolescente sono stati testimoni di infedeltà nella loro famiglia, possono concludere che si tratta di un comportamento normale in famiglia.

La donna inizia l’intimità in un matrimonio. Se una donna è una leader a letto, è incline a barare. Soprattutto se ha più di 40 anni. Tali donne hanno un’idea diversa dell’iniziativa nel sesso rispetto alle donne più giovani che sono pronte ad aspettare fino a quando l’uomo fa la prima mossa.

L’esempio della sua amica. Le ragazze condividono i fatti della loro vita sessuale con i loro amici. Se una donna ha delle amiche sposate che hanno tradito i loro mariti, vorrà provare anche lei una situazione del genere.

Poca esperienza sessuale prima del matrimonio. Se una donna ha avuto poche relazioni sessuali prima di sposarsi potrebbe essere interessata a provare nuove esperienze fuori dal letto.

Se pensi a come sedurre una donna felicemente sposata, dovresti rinunciare a questo pensiero, soprattutto se si tratta di una giovane coppia sposata. Poco dopo il matrimonio, si concentra solo sul marito e non presta attenzione agli altri uomini. Ottiene ciò che vuole da questa relazione poiché passione e romanticismo sono ancora molto presenti nella loro vita.

Dove trovare donne sposate

Praticamente ovunque. I posti migliori in cui puoi incontrare donne sposate sono il tuo ufficio, bar, club, siti di incontri / app.

Se sei in un bar, è abbastanza facile individuare una donna sposata che è venuta qui per trovare qualcuno per un’avventura. Sarà seduta da sola, guardandosi intorno, cercando di attirare l’attenzione di un uomo che potrebbe renderla più luminosa. Questo succede nei film, o forse all’ estero, in ITALIA non è così.

Ci sono siti di incontri dedicati alle donne un po’ mature, le classiche MILF 40enni come QUESTO QUI, altrimenti qualsiasi posto è buono per attaccare bottone.

Come sedurre una donna sposata al lavoro

Se vuoi sedurre la tua collega sposata innazitutto dovresti saperne di più su di lei e sulla sua relazione con suo marito. Il modo migliore per farlo è essere più attento e avere buoni rapporti con quei colleghi che possono fornirti alcune informazioni preziose su di lei.

Avrai un’idea generale della sua vita coniugale ascoltando i frammenti delle sue conversazioni con le colleghe e le sue telefonate. E se hai qualcuno che interagisce con lei regolarmente, puoi ottenere alcuni fatti preziosi da loro.

Dovrai creare un terreno fertile per la tua strategia di seduzione. È già bello che tu non sia un totale estraneo. Lavori spalla a spalla e ti vedi regolarmente con lei. Crea circostanze favorevoli per le tue azioni attive. Tuttavia, non dovresti affrettare le cose. Se le chiedi di andare a bere qualcosa, capirà subito a cosa punti. È un suggerimento molto evidente. Anche se le piaci, è importante per lei giustificarsi davanti agli altri colleghi e, soprattutto, davanti a se stessa.

Fai finta di aver bisogno del suo aiuto. Questa è una buona scusa per avvicinarsi. Discutendo di un nuovo progetto, puoi mostrare il tuo interesse per lei lodando le sue capacità professionali, facendo complimenti sicuri, mostrando il tuo rispetto. Questo susciterà alcune emozioni in lei e la farà guardare non solo come un collega ma un uomo interessante.

Quando senti che la connessione è stabilita, puoi smettere di cercare scuse per stare insieme a lei. Finalmente puoi chiederle di uscire. Dovresti essere preparato per alcuni ostacoli: il sesso con un altro uomo non è una decisione facile per una donna sposata. Può essere attratta da te emotivamente perché le piacciono quelle conversazioni con te e il modo in cui la fai sentire. Dalle tempo. Deve abituarsi all’idea di un “tradimento” o di una “scappatella”.

Inoltre, la maggior parte delle donne sposate non è interessata a relazioni serie, a meno che non stia divorziando. Preferiscono avere un’avventura e sanno che possono metterla fine ogni volta che vogliono. Ecco perché tu metteranno alla prova, rifiutando le avances guardando la tua reazione. Se, nonostante il suo rifiuto, continui ad essere la stessa persona che le da’ continue attenzioni avrai raggiunti punti extra. Se dimostri che il suo rifiuto ti ha ferito, dimostrerai solo di essere debole e bisognoso.

Come sedurre una donna sposata con messaggi di testo

Se è una persona che conosci dovresti prima affrontare una comunicazione dal vivo. I messaggi di testo sono appropriati se vuoi sedurre una donna sposata che hai incontrato, ad esempio, al bar e che ti ha lasciato il  suo numero di telefono. Certo, la vera seduzione è quella praticata faccia a faccia, ma prima di organizzare il tuo appuntamento, dove sarai in grado di applicare la tua arte della seduzione, dovresti mantenere accesa la fiamma facendola sentire speciale e voluto.

Puoi ispirarti con frasi latine sull’ amore che fanno sempre effetto. Non essere troppo smielato e ricorda che è sempre una donna sposata, non è disponibile tutte le ore con la chat.

Il primo messaggio dovrebbe essere inviato lo stesso giorno in cui ti sei incontrato. Dopo essere tornato a casa, scrivile qualcosa del tipo: “..mi ha fatto molto piacere conoscerti, passa una buona giornata” rimani su frasi semplice, cerca di capire se lei è interessata e risponde a modo.

Potrebbe essere una buona tattica quella di farla aspettare. Non rispondere subito al suo messaggio. Gioca un po ‘, fatti desiderare, ma non troppo. Se rispondi immediatamente, è un segno per lei che sei subito disponibile, lascia far capire invece che sei molto richiesto.

Di solito, le donne sono molto attente quando scrivono messaggi. Se hai notato un errore, un’assurdità corretta automaticamente nel suo messaggio, prendila in giro. È una buona strategia di flirt.

Valuta i tempi. Non disturbarla con i tuoi messaggi se sai che potrebbe essere occupata proprio in questo momento. Invece di sedurla, la infastidirai e basta.

Non iniziare subito con il “sexting” ovvero messaggi a sfondo sessuale. È una donna sposata e non la impressionerai con il sexting, a meno che non sia lei ad iniziare.

Non essere civettuolo tutto il tempo. Flirtare e chiacchierare è importante, ma dovresti anche essere serio, interessarti ad argomenti importanti della sua vita.

Sii empatico: cerca di capire le sue emozioni, cosa sta vivendo, i suo problemi amorosi di famiglia.

Sedurre una donna con il corpo e il linguaggio

Seduci le donne usando anche il linguaggio del corpo.

Parla a bassa voce. Molto spesso, ciò che dici non è importante quanto il modo in cui lo dici. Le donne adorano quando gli uomini parlano con una voce bassa, baritonale e non parlano molto forte. È molto seducente.

Inondala di complimenti. Le migliori parole per sedurre una donna sposata sono complimenti. Gli uomini iniziano a dare per scontati i loro coniugi dopo il matrimonio e dimenticano di dire loro belle parole. Fai quello che suo marito non fa: adulala Loda il suo aspetto, il suo carattere, i suoi successi.

Falla ridere, sii allegro, divertiti ovunque tu vada con lei. Ha bisogno di quelle emozioni .

Sii seducente. Ti chiedi: “Come posso sedurre una donna sposata?” Essendo seducente! Significa che dovresti vestirti in modo elegante, usare una piacevole acqua di colonia, indossare un orologio elegante, dimostrare buone maniere. Diventerai l’uomo dei suoi sogni, soprattutto se suo marito non ha tutte queste cose.

Toccala. Il tocco è necessario per mostrare le tue intime intenzioni. Ma nel caso delle donne sposate, dovresti essere cauto e usare inizialmente tocchi delicati. Potrebbe essere interessata solo alla comunicazione con te prima e dopo essere attratta sessualmente da te. Come sedurre una donna sposata con il tocco? Abbracciare è ciò di cui le donne hanno bisogno. Gli abbracci sono ancora più intimi del sesso . Gli piacciono anche i tocchi casuali, come regolare una ciocca di capelli o tenerla per mano.

 

I consigli per Aumentare la propria Autostima

Le persone spesso si confondono sul reale significato di autostima. Qualcuno pensa che ciò abbia a che fare con quello che si possiede, con quanto si è popolari con gli amici oppure con altre persone. Altri credono che avere un bell’aspetto aiuti ad accrescere l’autostima mentre molte persone pensano che si debba fare un lavoro di grande responsabilità in cui si esercita del potere per possedere una buona autostima di sè.

Tutto ciò è sbagliato. Avere autostima significa semplicemente apprezzare se stessi per quello che si è accettando difetti, manie, gusti che appartengono alla propria persona. Quindi niente ha a che vedere con quanto guadagniamo, con che auto si va al lavoro, dove si fanno le vacanze, quanto è grande la vostra casa. Sono indicatori materialistici che non servono ne’ a misurare ne’ a migliore la fiducia nelle proprie possibilità.

DEFINIZIONE DI AUTOSTIMA:

Le persone con una buona e sana stima di sé sono in grado di sentirsi bene con se stessi per quello che sono, apprezzano il proprio valore e sono orgogliosi delle loro capacità e di ciò che hanno realizzato.

 

Questi individui riconoscono che i loro difetti non giocano un ruolo schiacciante nella loro vita, ma fanno parte della loro unicità che li rende differenti e vincenti.

 

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Qual è il significato dell’autostima? Una definizione

Probabilmente hai già una buona idea sul significato della parola, ma iniziamo comunque dall’inizio: cos’è l’autostima?

L’autostima si riferisce al senso generale di una persona, al suo valore . Può essere considerata una sorta di misura di quanto una persona “valorizzi, approvi, apprezzi, premi o gli piaccia se stessa” .

L’autostima è semplicemente l’atteggiamento di una persona verso se stessi che puo’ essere favorevole o sfavorevole.

Vari fattori che potrebbero influenzare la nostra autostima includono:

  • Genetica
  • Personalità
  • Esperienze di vita
  • Età
  • Salute
  • Pensieri
  • Circostanze sociali
  • Le reazioni degli altri
  • Confronto di se stessi con gli altri

 

Una nota importante è che l’autostima non è fissa. È malleabile e misurabile, il che significa che possiamo testarlo e migliorarlo.

accrescere autostima

Chi sono coloro che hanno alta autostima

Ci sono alcune caratteristiche che distinguono quanto è alta l’autostima di qualcuno. Esempi di queste caratteristiche sono l’essere aperti alle critiche, riconoscere gli errori, sentirsi a proprio agio nel dare e ricevere complimenti e mostrare un’armonia tra ciò che si dice, si fa, si guarda, si suona e si muove. Le persone con alta autostima non hanno timore di mostrare la loro curiosità, discutere le loro esperienze, idee e opportunità. Possono anche godere degli aspetti umoristici della loro vita e sono a proprio agio con l’assertività sociale o personale (Branden, 1992).

Sebbene la bassa autostima abbia ricevuto più attenzione rispetto all’autostima, il movimento psicologico positivo ha portato alla ribalta l’autostima. Ora sappiamo di più su come appare l’autostima e su come coltivarla.

Sappiamo che le persone con alta autostima:

  • Apprezzano sé stessi e le altre persone.
  • Sono entusiaste nel crescere come persona e a trovare soddisfazione e significato nella propria vita.
  • Sono in grado di scavare in profondità dentro sé ed essere creativi.
  • Prendono le proprie decisioni e si conformano a ciò che gli altri dicono di essere e fare solo quando sono d’accordo.
  • Accettando le altre persone come sono, spingendole verso una maggiore fiducia e una direzione più positiva.
  • Possono facilmente concentrarsi sulla risoluzione di problemi nella loro vita.
  • Hanno relazioni amorevoli e rispettose .
  • Conoscono quali sono i loro valori e vivono la loro vita di conseguenza.
  • Parlano e raccontano agli altri le loro opinioni, con calma e gentilezza, e condividono i loro desideri e bisogni con gli altri.

 

Sappiamo anche che ci sono alcuni modi semplici per capire se hai un’alta autostima. Ad esempio, probabilmente hai un’alta autostima se:

  • Agisci in modo deciso senza provare alcun senso di colpa e ti senti a tuo agio nel comunicare con gli altri.
  • Eviti di soffermarti sul passato e ti concentri sul momento presente.
  • Credi di essere uguale a tutti gli altri, niente di meglio e niente di peggio.
  • Rifiuti i tentativi degli altri di manipolarti.
  • Riconosci e accetti una vasta gamma di sentimenti, sia positivi che negativi, e li condividi all’interno delle tue relazioni sane.
  • ti godi un sano equilibrio tra lavoro, gioco e relax .
  • Accetti le sfide e prendi i rischi per crescere e impara dai tuoi errori quando fallisci.
  • Gestisci le critiche senza prenderle sul personale, con la consapevolezza che stai imparando e crescendo e che il tuo valore non dipende dalle opinioni degli altri.
  • Valorizzi te stesso e comunichi bene con gli altri, senza paura di esprimere i tuoi gusti, antipatie e sentimenti.
  • Valorizzi gli altri e li accetti così come sono senza cercare di cambiarli (consapevolezza dell’autostima).

 

 

Come aumentare la propria autostima

Non è possibile correggere ciò che non si conosce“. Questo è uno dei concetti fondamentali della Psicoterapia cognitivo-comportamentale. Quindi quando andiamo da uno psicologo, prima di arrivare a lavorare ed iniziare con la terapia, si passa una dicreta quantità di tempo ad identificare i nostri pensieri irrazionali ed ingiustificati. Ciò lo dobbiamo fare anche per aumentare l’autostima.

Generalizzando magari spesso ci viene da pensare cose come “faccio schifo“. “Non valgo niente“. “Non sono un buon padre/marito/figlio“. Sono bugie che ci ripetiamo spesso e spesso sono autoconvincenti. Non è vero! Tutti noi abbiamo almeno una volta fatto schifo, non siamo stati un buon padre, ma questa non è la nostra vera identità. Convinciamoci di ciò e andiamo avanti.

Ora prendi un pezzo di carta e traccia una linea in mezzo dividendolo in due. Da una parte scrivi 10 tuoi punti di forza e dall’ altro lato 10 tuoi punti deboli.  Chi scarseggia in autostima farà fatica a trovare dei punti di forza, ma cercate di sforzarvi.

Se avete difficoltà ad arrivare 10 punti di forza ricordate magari di quella volta che qualcuno vi ha detto “grazie per avermi ascoltato l’altra sera“, oppure quando vi hanno detto “hai fatto un ottimo lavoro“, “sei stato bravo“. Anche se pensate che siano cose stupide elencatele comunque. Si può essere sorpresi di quanto sia facile arrivare a 10.

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Questo è l’inventario dell’ autostima. Rileggetevelo varie volte, alla fine non sembrate che facciate così schifo. Alcune dei punti deboli che avete elencato possono essere facilmente cambiati se lavorate su voi stessi. Ci vuole tempo e pazienza. Nessuno cambia le cose in una notte, quindi non abbiate aspettative non reali sul cambiamento. Non basta un giorno e nemmeno una settimana per cambiare.

Impostare aspettative realistiche per accrescere la stima di se’.

Nulla può uccidere la nostra autostima più di un’aspettativa irrealistica. A volte anche se le nostre aspettative sono molto più piccole possono comunque essere non realistiche. Per esempio, “Vorrei che mia moglie, o marito, la smettesse di criticarmi“. Ciò non accadrà magari, ma potete far sì che le critiche siano per voi ininfluenti.  La tua autostima ti ringrazierà. Questo può anche aiutare a fermare il ciclo del pensiero negativo su di te .

Mettere da parte la perfezione.

La perfezione è semplicemente irraggiungibile , lasciala perdere. Non riuscirai mai ad avere il corpo perfetto, la vita perfetta, il rapporto perfetto, i figli perfetti, o la casa perfetta. Sono modelli propinati dalla tv che non SONO REALI. Smettete di crederci e nel frattempo però muovetevi per realizzare cose che sono alla vostra portata.

Alcune persone potrebbero anche realizzarle giorno per giorno, mentre altri potrebbero sentirsi più a loro agio realizzandole un volta alla settimana o anche una volta al mese. La chiave è quella di raggiungere un obiettivo alla volta e successivamente passare a quello successivo che sarà un pochino più difficile del precedente.

E ‘altrettanto importante di imparare qualcosa dagli errori che si fanno nella vita. Gli errori sono un’opportunità di apprendimento e di crescita se abbiamo però il coraggio di allontanarci dall’ autocommiserazione o dal ripeterli.

Esploriamo noi stessi.

Conosci te stesso” è un vecchio detto che ci incoraggia nell’ auto-esplorazione. Di solito le persone più felici sono quelle che sono passate attraverso questo esercizio. Non si tratta solo di conoscere i punti di forza e di debolezza, ma anche di aprirsi a nuove opportunità, nuovi pensieri, provare qualcosa di nuovo, fare nuove amicizie.

A volte, quando siamo giù di corda con la nostra autostima a zero pensiamo di non poter offrire nulla agli altri . Ciò però potrebbe significare semplicemente che non abbiamo trovato ancora qualcosa da offrire perchè non ci abbiamo pensato . Imparare di che cosa si tratti è semplicemente una questione di tentativi ed errori. Dobbiamo prendere rischi e fare cose a cui non avevamo pensato.

Siate disposti a modificare il proprio pensiero di se’

L’autostima è inutile se si basa su una versione precedente di voi stessi che non esiste più. Una volta ero bravo in matematica, una volta ero bravo a parlare, una volta ero bravo al lavoro. Non dovete fermarvi e dire “ora non sono più in grado di farlo perchè sono invecchiato”. Magari non potrete più esordire in serie A, ma potete sviluppare delle nuove competenze. 

Smettete di confrontarvi con gli altri.

Nulla può ferire la nostra autostima di paragoni sleali. Antonio ha 3.000 amici su Facebook, mentre io ho solo 100. Roberto è più bravo di me a giocare a tennis. Franco ha la casa più bella ed un lavoro migliore.Non facciamo più pensieri del genere perchè l’unica persona con cui competiamo siamo noi stessi.

Questi confronti sono ingiusti, perché non sappiamo veramente come sia la vita dei nostri amici, non sappiamo come vivono realmente, quali siano i loro problemi. Pensiamo che la loro vita sia migliore,  ma potrebbe essere 100 volte peggio di quanto si possa immaginare.

Terapia incentrata sulla compassione Cos’è e come Può Aiutare

Si chiama TFC, acronimo di Terapia Focalizzata sulla Compassione, in inglese Compassion Focused
Therapy (CFT), ed è una forma di supporto psicologico sviluppata da uno psicologo inglese che nasce dalla CBT (terapia cognitivo-comportamentale). Non si tratta di qualcosa legato alla “new age”, ma di una vera e propria terapia supportata da tantissimi studi. Per approfondimenti c’è il libro del professor Paul Gilbert che ha sviluppato la disciplina: La terapia focalizzata sulla compassione. Caratteristiche distintive.

E’ infatti stato scoperto che coltivare compassione è associato a cambiamenti nel funzionamento del cervello, miglioramenti nel sistema immunitario, riduzioni delle emozioni negative e incremento di quelle positive, oltre a una maggiore motivazione nell’impegnarsi in ciò che la maggior parte della gente trova difficile.

Lo ricorda anche il Dalai Lama: “se vuoi che gli altri siano felici, fai pratica di compassione, se vuoi essere felice tu stesso, fai pratica di compassione”. Vedi libro

dalai lama terapia della compassione

Che cos’è la Scienza della Compassione

è costruita sull’ampia scienza mentale, ed è quindi influenzata dalla comprensione dei nostri modi di soffrire e guidata dalla psicologia dell’età evolutiva, dalla neuroscienza e neuropsicologia e dalla psicologia sociale, dello sviluppo e dell’evoluzione.

Fondamentale è il modo in cui alcune emozioni sono legate a sensazioni di calore, cura e contentezza, spesso cruciali nel processo di regolazione dello stress e della sofferenza.

Grazie a ricerca e terapia si è scoperto che questi tipi di emozioni associate, stimolate dalla compassione per gli altri e per noi stessi, possono svilupparsi in contesti sicuri, di crescita e di relazioni affettuose. Ciò va bene per coloro che vivono questo tipo di relazioni, ma coloro che non ne hanno possono riscontrare problemi a godersi le cure e il supporto degli altri, oppure a essere gentili e premurosi verso loro stessi nei momenti di bisogno. Queste persone hanno dunque difficoltà a gestire lo stress e i dolori della vita.

La Terapia incentrata sulla compassione aiuta le persone a diventare i migliori amici di sé stessi; seguire la CFT equivale ad avere una terapia di coppia con l’Io più profondo. Incoraggia ad avere relazioni diverse con i propri pensieri e permette di comprendere meglio come funziona il cervello.

A chi può essere utile

può aiutare persone che soffrono di bassa autostima, che sono altamente critiche con se stesse e che non hanno trovato giovamento con la psicoterapia.Ha successo anche con persone che soffrono di patologie varie quali depressione, disordini alimentari, stress post traumatico e ansia.

La CFT va oltre il pensiero e arriva alle emozioni.  Invece di gestire i sentimenti più complessi con la logica, la CFT incoraggia a confrontarsi con le proprie difficoltà con empatia e comprensione, insegnando a tollerare lo stress. Allo stesso tempo, mostra come la gentilezza e la cura sono segni di coraggio e non di debolezza, invogliando ad aiutare sé stesse ma anche gli altri.

Come funziona la terapia

Alcuni psicologi insegnano tecniche di respiro per aiutare i pazienti a rilassarsi a livello mentale e fisico, per essere poi in grado di osservare e riconoscere le proprie emozioni. Un esercizio che viene usato è quello di incoraggiarli a immaginare un maestro compassionevole che può aiutarli a essere più comprensivi verso sé stessi e a navigare tra le sfide delle loro vite.

Ad esempio si può pensare di pensare a tutti quegli insegnanti o istruttori che sono stati gentili e motivanti e quelli che non sono stati né premurosi né di aiuto, affinché decidano a quale vogliono assomigliare per sé stessi. È importante immaginare qualcuno che sia di supporto, positivo e da sprone,
perché quella sarà l’immagine che richiameranno quando avranno bisogno di cura e stimoli.

Durante le sessioni i pazienti sono aiutati a comprendere perché sono arrivati a quel punto guardando al loro passato senza però giudicare. Tra una sessione e l’altra, i pazienti sono incoraggiati a riflettere su ciò di cui hanno parlato, per poi trovare le strategie che permetteranno loro di gestire qualsiasi
difficoltà in futuro

Per approfondimenti:

Sito dell’ Università americana di Stanford che ha un intero dipartimento dedicato allo studio di questa materia: http://ccare.stanford.edu/#2

I Figli nati da Papà anziani hanno più rischio di soffrire di disturbi

figlio genitore anzianoI bambini nati da papà anziani hanno più probabilità di soffrire di disturbi psichiatrici e avere problemi di apprendimento nella vita rispetto a quelli con i padri giovani. E’ il risultato di uno studio effettuato dall’ Università dell’Indiana (nord degli Stati Uniti) in collaborazione con l’Istituto Karolinska di Stoccolma in Svezia. I ricercatori per giungere alla conclusione hanno analizzato i dati clinici su tutte le persone, 2 615 081 individui, nate in Svezia tra il 1973 ed il 2001.

Si è riscontrato un forte legame tra padre in età avanzata, alla nascita di un figlio, e bimbi che successivamente presentavano una serie di disturbi psichiatrici tra cui l’autismo, disturbo da deficit di attenzione, disturbo bipolare, schizofrenia, ma anche ragazzi con tentativi di suicidio, problemi di droga ed insuccessi scolastici. 

Così, rispetto a un figlio nato quando il padre aveva 24 anni, quello il cui padre aveva 45 anni alla nascita presenta un rischio di 3,5 maggiore di soffrire di autismo e 13 volte maggiore di avere un deficit di attenzione.Il rischio di avere un disturbo di bipolarità è ancora maggiore, 25 volte più grande, mentre il rischio di avere un comportamento suicidario o problemi di droga è superiore di 2,5 volte. 

I ricercatori non si sono fermati solo alle statistiche e ai numeri, nella loro ricerca hanno preso in considerazione anche il livello di istruzione dei genitori ed il reddito, fattori che possono contrastare gli effetti negativi di un papa’ in la’ con gli anni alla nascita di un figlio. “Anche se i risultati di questo studio non necessariamente stanno a significare che tutti i bambini nati da un padre più anziano avranno in futuro questi problemi, di certo ci indicano che la paternità in età avanzata aumenta comunque il rischio che i bambini avranno delle difficoltà “, ha dichiarato Brian D’Onofrio, professore dell’ Università delll’ Indiana che ha partecipato alla ricerca.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry

Il Baclofene utilizzato per combattere l’Alcolismo

trattamento alcolismoI farmaci a base di Baclofene saranno presto utilizzati in Francia per combattere l’alcolismo, seconda causa di morte nel paese dopo il fumo. Lo ha dichiarato il prestigioso quotidiano Le Figaro riportando la decisione dell’ Agence du Médicament transalpina, equivalente del nostro Ministero della Sanità che autorizzerà l’uso a partire da marzo.

Il Baclofene è un miorilassante che attualmente viene utilizzato come trattamento per la sclerosi multipla e per le contrazioni muscolari riflesse in neurologia.

Nel corso degli anni passati alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia del Baclofene su pazienti fortemente dipendenti da alcol e resistenti alle terapie convenzionali. Trattati con il farmaco i pazienti hanno ridotto il consumo di alcol all’ 84% dopo tre mesi di trattamento, al 70% dopo sei mesi, al 63% dopo un anno e al 62% dopo due anni. Trascorsi i 24 mesi alcuni pazienti hanno smesso definitivamente l’assunzione.

Lo studio individua anche quelli che possono essere i fattori di insuccesso della cura tra cui la mancanza di motivazione  nello smettere di bere e l’intolleranza agli effetti collaterali (sonnolenza, stanchezza, vertigini, nausea, ecc.). Il problema sembra esserci anche nel dosaggio da applicare, che varia da paziente a paziente. Una terapia psicologica è altamente consigliata per coloro che hanno un rapporto con l’alcol complesso e quindi difficile da fermare .

Per saperne di più, la fonte dell’articolo.

Perchè qualcuno Ricorda i Sogni che ha fatto ed altri no

sognarePerchè ci sono persone che ricordano quello che hanno sognato mentre per altre questo fatto accade raramente? Tutto ciò dipenderebbe perchè alcuni soggetti sono più reattivi agli “stimoli esterni ambientali” e quindi svegliandosi spesso nel cuore della notte, riuscirebbero a ricordarli.

E’ il risultato di uno studio effettuato dall’equipè del professor Perrine Ruby presso l’ Inserm, centro di neuroricerca francese a Lione e pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology.

I medici anno studiato  l’attività cerebrale di diversi sognatori per capire che cosa li differenziasse. Hanno scoperto che si tratta di caratteristiche legate alle persone. Quelle più reattive, attente agli stimoli che arrivano da fuori erano coloro che si svegliavano spesso riuscendo così a ricordare i sogni.

Misurando l’attività cerebrale al momento del sonno grazie alla PET, Positron Emission Tomography (PET), si è scoperto che i sognatori hanno una maggiore attività cerebrale spontanea durante il sonno nella corteccia prefrontale mediale (MPFC) e nella giunzione temporo-parietale (JTP), proprio quell’area del cervello coinvolta nella ricezione degli stimoli esterni.

Questo spiega perché i sognatori sono più sensibili agli stimoli ambientali e  si svegliano di più durante il sonno rispetto a chi non ricorda. Ecco perchè riescono a memorizzarli.

Questi risultati mostrano che i grandi ed i piccoli sognatori si differenziano nel modo in cui immagazzinano il sogno, ma non si esclude che si differenzino anche in termini di quantità di sogni fatti. Infatti, è possibile che i grandi sognatori producano una maggiore quantità di sogni ” , conclude il team di ricerca.

Perchè ci laviamo spesso le mani, per Ridurre il senso di Colpa

lavare maniChi si lava spesso le mani lo fa per ridurre il suo senso di colpa. E’ il sorprendete risultato di uno studio effettuato dai ricercatori dell’Università di Lovanio, in Belgio, con l’Università dello stato dell’ Ohio State, pubblicata sulla rivista internazionale Frontiers in Human Neuroscience dell’ 8 febbraio 2014.

Sessantacinque utenti della  Biblioteca Comunaledi Grenoble sono stato sottoposti a dei test: è stato chiesto chiesto di ricordare e descrivere in dettaglio per iscritto una cattiva azione commessa contro un amico o un familiare.

Sono stati poi divisi in tre gruppi: uno si è lavato le mani con un fazzoletto umido, un altro ha visionato un video in cui c’erano persone che si lavavano le mani, un terzo gruppo invece ha visto un video che mostra delle mani che scrivono sulla tastiera di un computer.

Ad ogni step, il senso di colpa dei partecipanti è stato misurato attraverso un test. Lo studio ha mostrato che il gruppo che si è lavato le mani ha fatto registrare al test successivo un senso di colpa più basso, ma non solo. I loro comportamenti sembrano essere meno altruistici (effetto dello “scarico” nel “lavarsi le mani”).

“La semplice menzione dell’atto di lavarsi le mani, vedendo qualcuno farlo su uno schermo, è sufficiente a produrre questo effetto”, anche se meno pronunciato rispetto a quando la persona si lava le mani, dice il professore di psicologia sociale all’Università Pierre Mendes France di Grenoble.
Viceversa, i partecipanti che non si sono lavati le mani hanno fatto registrare un senso di colpa più alto ma un comportamento più altruistico.

Quando le persone si sentono in colpa per qualcosa che hanno fatto, spesso realizzano azioni prosociali per sbarazzarsi della loro colpevolezza“, spiegano gli autori dello studio.

In sintesi, “il lavaggio delle mani può cancellare il senso di colpa. Purtroppo, questo riduce però il comportamento altruistico “, dicono i ricercatori, che” lavando le mani facciamo bene alla salute, ma facciamo male per le relazioni sociali. “

 

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