La dieta del Dottor Mozzi Funziona oppure No

Il dottor Mozzi in Italia è diventato una celebrità, tanto da essere ospitato anche alla trasmissione radiofonica “il volo del Mattino” su Radio Deejay da parte di Fabio Volo. E’ l’autore di numerosi libri, ed in modo particolare di una teoria sviluppata principalmente negli Stati Uniti.Si chiama la “dieta dei gruppi sanguigni“. Alla base c’è il fatto che a seconda del gruppo sanguigno a cui apparteniamo, dobbiamo seguire un regime alimentare particolare, utile per difenderci da diverse patologie.

Ad esempio: chi ha il sangue del gruppo Zero e A devono evitare le patate, l’A e il B i pomodori, il B e l’AB il pollo. La carne di tacchino va bene per tutti, il maiale invece deve essere bandito.

Il dottor Mozzi punta il dito contro il latte, le patate ed il glutine, responsabili di quasi tutti i mali, andrebbero banditi. Addirittura, nel corso della trasmissione radiofonica del primo dicembre 2015, ha sotenuto che l’artrosi che ha colpito e deformato le mani di Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, è dovuta al pane.

dieta_dottor_mozzi

La teoria al momento non ha nessun supporto scientifico ed il dottor Pietro Mozzi (laureato in medicina e chirurgia all’ università di Parma nel 1977), che a sua detta non ha mai esercitato la professione sebbene sia laureato, invita a “provare sul proprio corpo gli effetti della dieta“. Insomma se funziona bene, altrimenti fa nulla.

Cosa dice la dieta del Gruppo Sanguigno

«Il gruppo sanguigno non può essere l’unica variabile in base alla quale stilare un piano
alimentare» scrive il dott Mozzi. «È necessario tener conto di fattori come il DNA e il
sistema immunitario, che possono determinare moltissime variazioni all’interno dello
stesso gruppo sanguigno» (citazione La dieta del dottor Mozzi. Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari). Gli alimenti vengono classificati come benefici, neutri, nocivi.

Sangue Gruppo zero (riportiamo soltanto alcuni estratti dal libro)
alimenti nocivi: carne di cinghiale, maiale ed oca. Pesce salmone affumicato ed aringhe in salamoia. Olio di arachidi, olio di mais e latticini. Cavolfiore e cavolini di bruxelles, lenticchie.

Sangue Gruppo A
alimenti nocivi: anguilla, aragoste, cozze, tutti i latticini e olio di mais, borlotti secchi, ceci.

Sangue Gruppo B
alimenti nocivi:ceci, i fagioli con l’occhio e le lenticchie perché contengono lectine che interferiscono con l’attività insulinica del gruppo B. Escludere i pomodori.

Sangue Gruppo AB
alimenti nocivi: anatra, anguilla, acciughe, farina di mais, farro e frumento.

Ricette a secondo del Gruppo Sanguigno

per i gruppi 0, A, B, AB;
– per il gruppo 0 senza ricotta;
– non per donne incinta, in allattamento e bambini al di sotto dei 2 anni;
– per 3-4 persone.
• 120 gr di chicchi di quinoa;
• 2 uova;
• sale;
• 700 gr di asparagi;
• 1 scalogno;
• facoltativo: 100 gr di ricotta di pecora;
• olio di oliva extravergine.

GNOCCHETTI AGLI SPINACI IN SUGO DI NOCI
– Cucino con quinoa o miglio per i gruppi 0, A, B, AB;
– con pinoli per i gruppi 0, A, AB;
– con mandorle per i gruppi 0, A, B, AB;
– con saraceno per i gruppi 0, A;
– con miglio e saraceno, non di sera;
– con saraceno, non d’estate;
– con quinoa, non per donne incinta, in allattamento e bambini al di sotto dei 2 anni;
– tengo presente che per il gruppo 0 la ricotta è un’eccezione;
– per 2 persone.
Per la pasta
• 200 gr di farina di quinoa oppure di saraceno tritata fine o di miglio;
• 50 gr di spinaci surgelati oppure 80 gr circa di spinaci freschi;
• 2 uova;
• sale fino per l’impasto;
• sale grosso per la cottura della pasta.
Per il sugo
• 70 gr di noci sgusciate;
• 30 gr di pinoli oppure di mandorle spellate;
• 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva;
• facoltativo: 100 gr di ricotta di pecora.

Sette Snack Veloci da 200 calorie

Durante la giornata siamo attaccati da morsi di fame, lo stomaco brontola e chiede cibo. Un bar, una rosticceria, un distributore di snack rappresentano facili tentazioni, ma sono deleteri se siamo a dieta. Non solo dal punto di vista del conteggio delle calorie quotidiane, ma anche per colpa dei grassi saturi ed idrogenati.

Un piccolo spuntino potrebbe fare sballare il nostro conteggio di calorie quotidiano, ecco perchè è bene sceglierlo in base al suo apporto dietetico.

Oggi vi proponiamo sette snack veloci, sia dolci che salati, da meno di 200 calorie per i nostri pasti quotidiani da affiancare a quelli principali ricordando che ci sono anche cibi che aiutano ad eliminare il grasso.

Cose dietetiche, naturali e che non ci fanno saltare la nostra dieta. Snack che hanno un po ‘di proteine, fibre, e grassi sani sono di solito i migliori perché ci lasciano soddisfatti più a lungo. Non dobbiamo cercare nuovamente cibo dopo 1 ora.

Banana e burro di arachidi

una banana piccola-media ed un cucchiaio di burro di arachidi danno un apporto di 210 calorie.

Verdura e Mele

1 mela media, 1 cucchiaio di burro di arachidi naturale (solo arachidi e sale), 1/2 tazza di Carote, 1/2 tazza di sedano, circa 210 calorie.

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Mela e snack dietetico

1 mela ed una barretta dietetica, circa 180 calorie.

Oppure una mela e 9 mandorle, totale 200 calorie.

Cracker

5 cracker di riso integrali, 1 cucchiaio di burro di arachidi naturale (solo arachidi e sale),1/2 Un Arancio, 200 calorie

Yogurt

1 vasetto da 125 ml di yogurt bianco, senza zucchero, possiamo usare mezzo cucchiaio di miele, 5 albicocche secce, circa 180 calorie.

Ricotta

una banana media ed un vasetto di ricotta, 200 calorie

Bresaola

due fettine di pane integrale (50 gr) con 3 fette di bresaola, circa 190 calorie.

Ricordiamo che è sempre meglio utilizzare frutta fresca e verdura, di stagione e non gli snack preconfezionati. Oltre che elaborati in maniera industriali, possono apportare molte calorie. Un sacchetto di patatine fritte equivale a 550 calorie.

Cercare di non usare mai zucchero (1 grammo di zucchero equivale a 4 kilocalorie) e nemmeno fruttosio per dolcificare, ma utilizzare la Stevia. No ai succhi di frutta e tantomeno a bibite che contengono zuccherate.

Anche la cioccolata potrebbe andar bene in piccole quantità (40 grammi per 200 calorie), preferibile quella fondente con percentuale di cacao 99% o 85%.

Gli Effetti Nocivi dell’ Aspartame

aspartameContinuano le opinioni discordanti sui presunti effetti nocivi dall’ aspartame, il dolcificante utilizzato nelle bibite “light”. Un nuovo studio effettuato da ricercatori italiani ha confermato la sicurezza di questo prodotto, ma altre ricerche invece mettono in luce i suoi effetti tossici.

L’aspartame viene utilizzato perchè ha un gusto neutro e si presta bene all’ uso per prodotti dal sapore delicato. Il suo apporto calorico rispetto allo zucchero è molto più basso non alterando la glicemia, tallone d’Achille delle persone diabetiche (il diabete è una delle malattie più mortali al mondo). A parità di potere dolcificante 10 grammi di zucchero forniscono 40 calorie contro le “0” dell’ aspartame.

Ma qualcuno ha ipotizzato che possa far male, tanto da spingere, in maniera preventiva, la Pepsi ad abbandonare il suo uso per dolcificare le sue bibite “light”.

Un recente studio effettuato dal gruppo della tossicologa Marina Marinovich ha dimostrato che l’aspartame non è tossico. Gli esperti si sono concentrati sul suo utilizzo legato allo sviluppo di alcune malattie: certi tipi di tumore )al cervello, seno, al tratto digerente al pancreas), neoplasie ematopoietiche come il linfoma di Hodgkin, malattie cardiache e parti prematuri.

La revisione di questo studio sulla relazione tra aspartame e tumore ha rilevato, per quello al cervello, che non vi è nessun aumento di rischio nei bambini e negli adulti che hanno consumato cibi e bevande contenenti aspartame.  Anche esaminando le possibili relazioni tra il consumo di aspartame e problemi diversi, come le malattie cardiovascolari e il parto prematuro, non è stato accertato alcun tipo di legame.

Ci sono però delle ricerche che mostrano una certa tossicità dell’ aspartame. Ad esempio questa effettuata molto recentemente secondo cui l’aspartame e la saccarina potrebbero essere tossici per il sistema circolatorio umano e per lo sviluppo embrionale. In quest’altro studio ,anche se sono stati utilizzati ratti nell’ esperimento, si è dimostrato che il consumo di aspartame  porta ad un incremento della presenza di citocromo P450 (CYP) 2E1 e isoenzimi CYP3A2 negli enzimi del cervello con importanti effetti tossicologici.

Per il team della dottoressa Marinovich però hanno notato che tali ricerche non si basano su solide fondamenta scientifiche ma hanno dei limiti riguardanti la metodologia con cui sono stati condotti e la loro replicabilità m un aspetto fondamentale nella valutazione delle analisi scientifiche. La stessa dottoressa con il suo team ha pubblicato uno studio effettuato in Italia riprendendo i controlli italiani condotti nel periodo 1991-2008 che non hanno riportato alcuna associazione coerente tra aspartame e tumori del tratto aerodigestivo superiore, apparato digerente, della mammella, dell’endometrio, dell’ovaio, della prostata e del rene.

Per saperne di più l‘articolo di WIRED che riprende un bellissimo servizio di REPORT

La Carenza di Vitamina D responsabile di Morti Premature

vitaminadTutti noi sappiamo che la carenza di Vitamina D è la causa delle cattive condizioni di salute delle ossa. Ora un nuovo studio mette in luce la sua mancanza con una morte prematura. Secondo la ricerca basata sull’ analisi dei geni di migliaia di pazienti la carenza di vitamina D può causare un decesso precoce.

Lo studio, che ha coinvolto 95.576 partecipanti provenienti da studi di popolazione su larga scala in Danimarca, ha trovato una relazione causale tra aumento della mortalità e bassi livelli di vitamina D nel corpo.

Per determinare la relazione, i ricercatori hanno analizzato i livelli di vitamina D misurati utilizzando campioni di sangue e hanno esaminato difetti genetici specifici. Tutti i partecipanti sono stati seguiti dal 1976 al 2014.”

Abbiamo notato che i geni associati a bassi livelli di vitamina D hanno comportato un tasso maggiore di mortalità del 30 per cento e, in particolare, un rischio del 40 per cento più elevato di decessi legati allo sviluppo di tumori“, ha dichiarato Shoaib Afzal, medico all’ospedale Herlev dell’ Università di Copenhagen in Danimarca. “La cosa fondamentale del nostro studio è che siamo riuciti a stabilire una correlazione diretta“, ha aggiunto il dottor Afzal.

Il nostro corpo è in grado di sintetizzare la Vitamina D grazie all’ esposizione ai raggi solari. Il sole ha un effetto positivo sulla nostra salute, ma bisogna evitare le scottature che aumentano il rischio di sviluppare melanomi proteggendosi con filtri solari. Una dieta ricca di vitamina D o l’assunzione di integratori alimentari possono coprire una eventuale deficienza.

Lo studio da noi condotto rivela che bassi livelli di vitamina D si traducono in tassi di mortalità più elevati“, ha detto Borge Nordestgaard, uno dei principali ricercatori dell’Università di Copenhagen.

Altri rischi per la salute dovuti alla carenza di vitamina D

Diabete: la vitamina D svolge un ruolo importante nella secrezione di insulina per aiutare a mantenere in equilibrio i livelli di zucchero nel sangue. Diversi studi suggeriscono che bassi livelli di vitamina D aumentano il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 e di tipo 1 .

Ipertensione: anche in questo caso, diverse richerche hanno dimostrato che bassi livelli di 25-idrossivitamina D (una forma di vitamina D) comportano un rischio più elevato di sviluppare ipertensione; tuttavia, la correlazione diretta non è del tutto certa .

Rischi cardiovascolari: unacarenza di vitamina D è significativamente associata ad un aumento del rischio di sviluppo di eventi cardiovascolari fatali.

Malattia di Crohn: si tratta di una forma di malattia infiammatoria intestinale. Bassi livelli di vitamina D colpiscono l’espressione genetica coinvolta nello sviluppo della malattia di Crohn rendendo i sintomi più gravi.

Depressione: farmaci antidepressivi non rappresentano l’unica soluzione per combattere “l’umore nero”. Si può effettivamente combattere la depressione assumendo Vitamina D, la cui mancanza si fa sentire a livello umorale. In una revisione sistematica sulle donne che soffrono di depressione moderata e grave, una terapia orale a base di vitamina D per 8-12 settimane ha migliorato significativamente i sintomi della depressione . Osteoporosi e depressione sono poi collegate.

Infertilità : una passeggiata quotidiana al sole può aiutare a aumentare la salute riproduttiva. Dopo una dettagliata analisi di numerosi studi, i medici hanno scoperto che la vitamina D stimola la produzione del testosterone, ormone maschile, e del progesterone, quello femminile.

Dove si trova la vitamina D

viene sintetizzata dal corpo umano, basta esporsi al sole 20 minuti al giorno, meglio se integralmente ed anche in inverno, per assumere la giusta dose di vitamina D. Le pelli chiare la assumono più velocemente rispetto a quelle scure. Ci sono poi integratori alimentari acquistabili in farmacia o erboristeria che contengono solitamente la D3, da preferire alla D2.

Alimenti ricchi di Vitamina D:

  • tutti i pesci grassi, ad esempio l’ aringa contiene 11 microgrammi di vitamina D ogni 100 grammi
  • olio di fegato di merluzzo
  • Fegato di manzo
  • Tuorli d’uovo
  • Latte
  • Formaggi grassi
  • succo d’arancia
  • Cereali

Lo studio completo in inglese può essere scaricato a questo indirizzo.

Gli alimenti che aiutano la Lipolisi che bruciano i Grassi

In farmacia, erboristeria, esistono molti integratori alimentari che promettono di bruciare i grassi, ovvero mettere in atto una lipolisi per eliminare l’adipe in eccesso, uno dei piú famosi e utilizzati con efficacia è quello con la Curcumina e Peperina, parecchio utilizzato in Italia ed in Usa è questo integratore molto efficace.

Non ci sono però soltanto questi prodotti per aiutare nella pipolisi, basta mangiare il cibo giusto e praticare attività fisica. E’ importante però conoscere quali sono gli alimenti che aiutano a bruciare il grasso, quali le caratteristiche nutrizionali che favoriscono la lipolisi. Oggi parleremo della dieta lipolitica, capace ovvero di disgregare i grassi. In ogni caso, prima di intraprendere qualsiasi dieta alimentare, vi consigliamo di consultare il vostro medico.

Peperoncino piccante: le varietà serrano, paprica, jalapeno e habenero contengono un composto chimico chiamato capsaicina della famiglia dei capsaicinoidi, che conferisce il sapore piccante di questi alimenti. Oltre ad offrire questo sapore i capsaicinoidi sono degli antiossidanti naturali molto potenti. Inoltre contengono flavonoidi, acidi fenolici, vitamina A e C, carotenoidi. Promuovono una maggiore “combustione” dei grassi e accellera il metabolismo. (fonte).
Possono anche essere preparati degli infusi di peperoncino per chi non riesce a digerirlo perchè irritante: un cucchiaino da te di peperoncino in polvere deve essere versato in 250 ml di acqua bollente. Si lascia in fusione per 10 minuti e poi si beve. Questa procedura deve essere ripetuta 3 volte al giorno.Non all’uso di peperoncini per chi soffre di ulcere, gastroeneteriti ed acidità di stomaco.

dieta-lipolitica

 

Germogli di soia: la soia è una fonte ricca di proteine ​​e carboidrati utilizzata molto spesso nelle diete. La soia è un alimento sano ricco di leucina, aminoacido naturale molto apprezzato dagli sportivi. Secondo una ricerca pubblicata nel numero di giugno 2007 sul “diabetes hournal” un elevato apporto di leucina può promuovere una maggiore riduzione dei grassi. Lo studio afferma che la leucina contribuisce a prevenire l’aumento di peso con il progressivo aumento di cibo ingerito e promuove la perdita di peso senza dover diminuire la quantità di alimenti che si mangiano.

Salmone: anche in questo caso il pesce è particolarmente utile per migliorare la lipolisi. E’ ricco di vitamina D e acidi grassi omega-3. Secondo una ricerca pubblicata nel numero di marzo 2011 di “Hormone and Metabolic Research,” l’aumento di assunzione di vitamina D può favorire la crescita di livelli di testosterone che favoriscono la lipolisi. Nel frattempo, uno studio i ottobre 2010 del “Journal of International Society of Sports Nutrition” ha trovato che gli acidi grassi omega-3 potrebbero promuovere una maggiore perdita di grasso e aumentare la muscolarità.

Ostriche: questi molluschi di mare sono ricchi di proteine ​​e poveri di grassi e carboidrati, possono quindi essere utilizzate su una buona varietà di piani dietetici. Inoltre, le ostriche sono tra le migliori fonti alimentari di zinco. Secondo uno studio pubblicato nel numero di febbraio-aprile all’edizione 2006 di “Neuro Endocrinology Letters” l’aumento del consumo di zinco può portare ad un aumento dei livelli di testosterone.

Olio di cocco: ha un’ alta percentuale di acidi grassi saturi ottenuti dalla polpa di cocco. Anche se i grassi di questo olio non sono omega-3 l’ olio di cocco è una ricca fonte di trigliceridi a catena media. Secondo una ricerca pubblicata nel numero di novembre 2010 della “International Journal di Scienze degli Alimenti e Nutrizione“, i trigliceridi a catena media possono aumentare la lipolisi dei grassi e aiutare a perdere peso, incoraggiando una ridotta assunzione di cibo.

Tutte le informazioni nel nostro articolo hanno la fonte di rimando per il controllo. Verificate sempre la veridicità di qualsiasi informazione letta su internet e confrontatevi con il vostro medico prima di intraprendere qualsiasi dieta o variazione di regime alimentare.

Trascuriamo la nostra salute : attenzioni alle piccole azioni quotidiane

Ormai, i medici hanno dato per scontato che alle piccole azioni quotidiane (alimentazione su tutte) son legati i possibili benefici portati al nostro fisico e, soprattutto  alla nostra salute.

Di esempi se ne potrebbero portare una vastissima gamma, ma é il concetto di base che deve passare e far riflettere tutti. Abbiamo detto dell’alimentazione.Son tanti quelli che cercano la dieta dei sogni che consenta loro di dimagrire in una settimana, ma fanno attenzione a ciò che mangiano e a quanto si muovono? Spuntini fuori orario, poca attività fisica, scarso movimento : tutte piccole mancanza che concorrono ad una sedentarietà ed aun’alimentazione che può arrecare seri danni alla salute.
Al lavoro, altro esempio di azioni sbagliate tanto per spaziare da un campo all’altro. Moltissimi accusano i sintomi della cervicale. Ma questi stessi assumono una postura corretta davanti ad un pc? si sgranchiscono collo e gambe ogni tot minuti come prevedono normative e medici?
Credo proprio di no e, pertanto, tutte le lamentele risultano ingiustificati. Questi son solo due esempi portati, ma la nostra giornata é piena di queste piccole, ma significative azioni cui occorre porre molta attenzione!

Ringiovanimento del viso, l’alimentazione giusta da seguire

alimentazionerugheIl ringiovanimento del viso si ottiene avendo cura della propria pelle non solo dal “di fuori” ma anche e soprattutto intervenendo “da dentro”. Quindi attenzione non solo alle creme, ai filler, ai trattamenti specifici ma soprattutto all’ alimentazione, deve essere sana e giusta nel tempo. Oggi vogliamo focalizzare la nostra attenzione su quei cibi che aiutano a ringiovanire la pelle, a mantenerla elastica e liscia, a contrastare i radicali liberi causa del fotoinvecchiamento e della diminuzione del collagene.

Sappiamo tutti più o meno che i cibi nemici in tal senso sono quelli ricchi di zucchero, grassi, carboidrati raffinati e quelli amici invece sono quasi sempre rappresentati da frutta e verdura, ma oggi ci spingeremo oltre cercando di capire come ottenere il massimo dall’ alimentazione.

Vitamina C: è un potente antiossidante che riduce l’avanzata dei radicali liberi dovuta all’ esposizione solare e all’ inquinamento. Il radicali liberi danneggiano il collagene, responsabile dell’ elasticità e della struttura della pelle, con la conseguente formazione di rughe e segni del tempo.
La vitamina C si trova negli agrumi come aranci e limoni, poi nei kiwi, peperoni, pomodori,nei vegetali a foglia verde. Può essere assunta tramite integratori con una posologia massima di 1 grammo al giorno.
Beta carotene: antiossidante che aiuta a mantenere viva e a riparare la pelle che una volta arrivato nell’ intestino viene convertito in Vitamina A. Si trova nelle albicocche, nei cachi, meloni, pesche, arance e verdure come le carote, i pomodori, la zucca gialla, i peperoni rossi ma anche verdure a foglia verde come gli spinaci, i broccoli, le rape e la cicoria.
Vitamina E: importante fattore per contrastare il fotoinvecchiamento. Importante per contrastare le malattie cardiovascolari è il più potente antiossidante che riduce la formazione di radicali liberi. Si trova in cibi come noci, mandorle, nocciole, cereali integrali, nei semi (e di conseguenza gli oli da essi derivati, fra i quali l’olio di canapa), frutta ed ortaggi.
Selenio: anche questo è un potente antiossidante che migliora l’elasticità della pelle del viso. Si trova nel pollame, tonno, frutti di mare, cereali integrali, broccoli, cipolle, funghi, germe di grano, cavoli.
Zinco: minerale che favorisce la sintesi tra collagene ed elastina inoltre aiuta a mantenere sani capelli ed unghie. E’ presente nei semi di zucca, noci, uova, crostacei, formaggio, pollo.
Grassi essenziali (omega 3 e omega 6): aiutano a mantenere le cellule della pelle idratate e giovani. Si trovano nei pesci ricchi di grasso come il salmone, sgombro, sardine mentre quelli omega-6 in oli quali: l’olio di lino spremuto a freddo, l’olio di mais, di soia e di girasole.

Un discorso a parte può essere fatto per il salmone che secondo qualcuno rappresenta il fattore numero uno per il ringiovanimento del viso. Autore di questa tesi è Nicholas Perricone dermatologo americano autore di un bestseller in Usa dal titolo “the wrinkle cure” tradotto in Italia “Una pelle senza età“. Per Perricone l’invecchiamento è una malattia che si combatte come le altre, al dermatologo sta a cuore in maniera particolare il salmone che bisogna consumare almeno 3 volte a settimana.

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