Come combattere i radicali liberi con i cibi antiossidanti

Link sponsorizzati

Abbiamo sentito spesso sentito parlare di radicali liberi come nemici della salute, responsabili dell’ insorgere di malattie e dell’ invecchiamento. Ma di cosa si tratta? Che azione svolgono all’ interno dell’organismo? Perchè ci fanno invecchiare e portano all’insorgere di malattie? Quali sono le nostre armi per combatterli, dal cibo antiossidante ai prodotti in laboratorio?

Quando i livelli di antiossidanti nel corpo sono inferiori a quelli dei radicali liberi, a causa di fattori come la cattiva alimentazione o tante tossine in arrivo, il sistema immunitario è sovraccaricato e l’invecchiamento si verifica più rapidamente. Per sapere come meglio proteggersi da problemi di salute legati al danno da radicali liberi – e ci sono molti – aiuta a capire quali tipi di abitudini di vita o le scelte dietetiche li causano ad accumulare in primo luogo. Come si impara qui di seguito, una dieta ricca di vari alimenti vegetali insieme a cose come l’esercizio fisico e la riduzione dello stress aiutano a invertire il processo di ossidazione distruttiva.

cibi antiossidanti

Cosa sono i radicali liberi

si tratta di molecole di breve durata che vengono generate dal nostro corpo a causa di diversi sistemi endogeni, ad esempio alcune condizioni fisico-chimiche o stati patologici .

I radicali liberi possono essere molto dannosi, ma la loro produzione all’interno del corpo non significa che sia anormale o addirittura patologica. Nonostante contribuiscano al processo di invecchiamento, i radicali liberi sono anche degli elementi essenziali del sistema immunitario. I nostri corpi producono radicali liberi come sottoprodotti di reazioni cellulari, nel processo di metabolizzazione del cibo, nella respirazione e in altre funzioni vitali. Il fegato ad esempio produce e usa radicali liberi per la disintossicazione, mentre i globuli bianchi usano radicali liberi per distruggere batteri, virus e cellule danneggiate.

Perché i radicali liberi sono considerati pericolosi? Si tratta di molecole instabili , il che significa che sono sempre alla ricerca di componenti chimici proveniente da altre cellule che a loro mancano.

Gli elettroni esistono in coppie, i radicali liberi mancano di un elettrone. In questo caso sono pericolosi perchè reagiscono con quasi qualsiasi cosa entrano in contatto sottraendo preziose risorse provenienti da uno dei loro elettroni.

Questo processo rende la cellula o la sostanza interessata al “furto” incapace di funzionare normalmente. Ciò avvia una reazione a catena nel corpo che da’ il via alla proliferazione di radicali ancora più liberi. Gli anticorpi, i “combattenti” del nostro sistema immunitario, perdono il controllo e finiscono per sparare e saccheggiare tutto il corpo distruggendo cellule e tessuti sani.

Che cosa lo Stress ossidativo

Si tratta di una condizione patologica causata dalla rottura dell’equilibrio fisiologico. I radicali liberi danneggiano e invecchiano il corpo nel tempo perché compromettono il DNA, le membrane cellulari, i lipidi immagazzinati nei vasi sanguigni e negli enzimi .

Normalmente, i radicali liberi vivono in equilibrio con gli antiossidanti nel corpo, quando questa condizione è disturbata, a causa della bassa assunzione di antiossidanti e dell’accumulo di radicali liberi, inizia una processo di invecchiamento accelerato.

Il danno messo in atto dai radicali liberi ad un corpo umano si chiama per l’appunto ossidazione:

  • L’ossidazione è lo stesso processo che fa arrugginire un metallo a causa dell’ azione dell’ ossigeno. I radicali liberi reagiscono con i composti del corpo e li ossida. La quantità di ossidazione nel corpo è una misura dello stress ossidativo.
  • Alti livelli di stress ossidativo influenzano ogni organo e sistema del corpo e sono stati legati a tutto ciò che riguarda l’ Alzheimer, l’ arteriosclerosi , formazione di vari tipi di tumore, malattie cardiache, l’asma, il diabete. Lo stress ossidativo porta allo sviluppo delle malattie croniche piú conosciute e dei disturbi che uccidono le persone adulte, in particolare le malattie cardiache, il cancro e il diabete.
  • L’ossidazione mette le basi per la proliferazione di radicali liberi e danni alle cellule, ai muscoli, ai tessuti, agli organi ecc.

Perchè si formano i radicali liberi

le cause della formazione dei radicali liberi sono diverse e concatenate tra loro:

  • alimentazione: cibi ricchi di grassi e cono poche proteine, vitamine e minerali, ma anche pieni di pesticidi
  • stress dovuto a depressione, lavoro, problemi familiari
  • eccessivo esercizio fisico
  • uso eccessivo di medicinali
  • fumo, droghe e assunzione di alcool
  • esposizione a smog e a radiazioni
  • malfunzionamento di alcune parti del corpo, ad esempio cattiva digestione o respirazione

A cosa servono gli anti ossidanti

Gli antiossidanti contrastano i radicali liberi perché sono essenzialmente “soldati che si sacrificano”, ovvero donano un elettrone ai radicali liberi per “calmarli” e consumarli in questo processo, ecco perchè sono così fondamentali.

Link sponsorizzati

Il corpo usa gli antiossidanti per frenare l’azione dei radicali liberi, il cibo è il nostro miglior alleato per la produzione di anti ossidanti. Il Glutatione è considerato il più importante antiossidante ed è l’arma principale usata ad esempio dal fegato. Viene creato dagli aminoacidi come cisteina, glicina e acido glutammico.

Altri principali antiossidanti che probabilmente conosciamo bene sono: vitamine A, C e E; beta carotene; bioflavonoidi ; CoQ10 ; selenio; e zinco. Anche il rame e il manganese hanno un ruolo nella produzione di antiossidanti.

Molti altri prodotti fitosanitari delle piante sembrano anche svolgere ruoli antiossidanti. Di solito pensiamo a queste sostanze chimiche – come il licopene (conenuto nei pomodori) , i tannini, i fenoli, i lignani o il quercetina, per esempio – come antiossidanti anche se il corpo non li produce da soli. Una volta consumati contribuiscono a ridurre l’infiammazione e gli effetti derivanti dall’ossidazione.

Ecco cosa fanno alcuni antiossidanti

  • L’ acido lipoico  ripara alcuniienzimi essenziali nel corpo.
  • La melatonina è un importante antiossidante legato alla regolazione del ritmo circadiano (ciclo di sonno / veglia).
  • Anche il colesterolo può avere benefici antiossidanti. Il colesterolo HDL, quello considerato buono  agisce in qualche modo come un potente antiossidante riparando i vasi sanguigni danneggiati e riducendo l’ossidazione, aggiungendo ossigeno alle lipoproteine ​​a bassa densità (LDL o colesterolo “cattivo”). Questo aiuta a fermare l’accumulo di placca grassa sulle pareti dell’arteria (aterosclerosi) mantenendo fluido il flusso del sangue. 

La nostra capacità di produrre antiossidanti nel corpo diminuisce con l’età. Il motivo per cui gli antiossidanti sono spesso elencati come composti anti-invecchiamento è perché aiutano a proteggere da malattie legate al passare dell’età, che sono in parte causate dai radicali liberi e dalle infiammazioni.

Ovviamente noi non possiamo mai interrompere completamente il processo di invecchiamento, ma l’assunzione di alimenti antiossidanti ci aiuta a invecchiare meglio senza malattie e a vivere piú a lungo.

Quali sono i Cibi antiossidanti Migliori

ultimamente va affermandosi un test per misurare il potere di un cibo di combattere i radicali liberi. Si chiama TEST ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), utilizzato specialmente in prodotti anti age, come ad esempio l’ Integratore Antirughe X115 +Plus che ha ottenuto il punteggio massimo.

E’ palese che i cibi che contengono piú cibi antiossidanti sono quelli naturali e non lavorati. Quindi in primis frutta, verdura e legumi. Anche la cottura è importante. Possono essere assunti freschi oppure cucinati al vapore, anche un cibo ricco di sostanze se lavorato e cotto con olio, fritto, può diventare malsano. Con quasi tutte le verdure, la bollitura convenzionale può ridurre il valore ORAC fino al 90%, mentre il vapore conserva più antiossidanti.

 

Risultati ORAC – USDA
Cibo Porzioni punteggio ORAC per 100 grammi
Prugna 1 tazza 14.582
Piccolo fagiolo rosso ½ tazza di fagioli secchi 13.727
Mirtillo selvatico 1 tazza 13.427
Fagiolo rosso ½ tazza di fagioli secchi 13.259
Fagiolo Pinto-Borlotti ½ tazza 11.864
Mirtillo rosso 1 tazza cruda (bacche intere) 9584
Mirtillo 1 tazza cruda (bacche coltivate) 9019
Cuori di carciofo 1 tazza, cotto 7.904
Fagiolo di cacao crudo non trasformato 1 oncia 7.840
Morae 1 tazza cruda (bacche coltivate) 7.701
Lampone 1 tazza 6.058
fragole 1 tazza 5.938
Mela Red Delicious 1 mela 5.900
Mela Granny Smith 1 mela 5.381
Noce 30 grammi 5.095
Ciliegia dolce 1 tazza 4.873
Prugna nera 1 prugna 4.844
Patata di Russet 1, cotto 4.649
Aronia 1 oncia 4.497
Fagiolo nero ½ tazza di fagioli secchi 4.181
prugna 1 prugna 4.118
Mela di gala 1 mela 3.903
Melograno 100 grammi 2.860

 

 

 

Forno a Microonde tutto quello che non Potete Mettere no alla Plastica

Il forno a microonde è entrato già da parecchi anni nelle cucine italiane. All’ inizio ha faticato ad imporsi, è stato sempre guardato con sospetto. Veniva considerato nocivo, ma poi, un volta scoperto il suo funzionamento, è stato sempre più apprezzato per le sue caratteristiche, in primis per la sua velocità nella cottura. Non tutto però può essere infilato nel microonde. Ci riferiamo in particolare ad alcuni contenitori in plastica, considerati nocivi.

Funzionamento della cottura a microonde

il forno genera delle onde elettromagnetiche ad una frequenza compresa tra 10 MHz e 10 GHz con potenza da 1 a 100 W, L’energia prodotta viene assorbita prevalentemente per il rapido movimento oscillatorio di ioni e molecole. Il movimento rapido, a causa dell’attrito, viene convertito in calore che riscalda quindi i cibi in cui si trovano. Se vi interessa capirne bene il funzionamento leggetevi il relativo articolo su Wikipedia

Le plastiche che fanno male nel forno, anche in quelli elettrici e a gas

solitamente nel packaging dei contenitori da inserire nel forno a microonde, quando sono compatibili, c’è un’etichetta con 3 onde stilizzate una sopra l’altra e la potenza massima da usare, ad esempio 400 W. Se c’è scritto “NO LID” significa che dobbiamo togliere il coperchio che non è compatibile.

Cosa succede se nel microonde ci va qualcosa che non deve essere inserito, che non ha l’etichetta? 

plastiche tossiche simboli

plastiche tossiche simboli che non devono andare nel microonde

L’industria della plastica ha sette principali tipi di materie plastiche, tutte individuate da un simbolo. Quando si tratta di contenitori per alimenti, la FDA americana ne definisce alcune come “sospete” e sono:

  • polietilene tereftalato (PET, codice numero 1),
  • polipropilene (PP, codice numero 5),
  • polistirolo (PS, codice numero 6)
  • policarbonato (PC, codice numero 7, spesso viene indicato questo numero quando è un mix di resine plastiche).

Uno studio effettuato nel 2011 ha evidenziato come tutte le plastiche assorbono una quantità rilevabile di sostanze chimiche. Ciò può causare un’attività estrogenica, o EA. Cioè, le sostanze chimiche che imitano gli estrogeni, che se ingeriti possono provocare effetti negativi sulla salute  , come la pubertà precoce nelle donne, riduzione della conta spermatica negli uomini e aumento del rischio di un tumore ovarico, alla mammella, ai testicoli e alla prostata. La parola chiave qui, però, è “rilevabile” e non “pericoloso” – dal momento che è ancora da determinare ciò che è considerato un livello “pericoloso” di EA provocato dalle sostanze chimiche.

Ma veniamo alle preoccupazioni pratiche: il contenitore che mettiamo nel microonde è realizzato in polipropilene? Stiamo parlando di contenitori che spesso sono usa e getta. Se stai riscaldando del cibo in un contenitore di plastica, c’è una buona probabilità che sia fatto in PP.

Secondo il Chemistry Council statunitensela scelta di usare nel forno contenitori con un elemento in plastica non etichettato per microonde non è necessariamente ‘non sicuro’. La cosa peggiore che potrebbe accadere è che un contenitore particolarmente sottile in PP potrebbe iniziare ad ammorbidirsi o a fondersi se lasciato nel forno a microonde abbastanza a lungo.

Un altro elemento in plastica che possiamo incontrare è il polistirolo, che probabilmente si trova in contenitori di asporto, tazze e piatti. Questi non si sciolgono, ma i contenitori in polistirolo sono noti per assorbire piccole quantità di stirene , una sostanza cancerogena.

whirlpool microonde migliore

whirlpool microonde migliore

Contenitori sicuri da usare nel microonde

  • Vetro
  • Porcellana
  • Terracotta
  • Ceramica e creta
  • Contenitori di alluminio non a contatto con le pareti

Quale forno a microonde acquistare

Daewoo KOR6L37: un modello economico da 20 litri con un controllo di 7 livelli di potenza. Scalda e scongela in maniera velocissima.
Samsung MG23F301ECW: da 23 litri e un forno combinato grill + microonde. Vano smaltato in ceramica, piatto interno da 28,8 cm.
Whirlpool JT 479 IX:uno dei migliori forni a microonde in circolazione, combinato con cottura grill, completamente in acciaio inox

La cottura con il Forno a Microonde fa male?

La possibilità che con il riscaldamento a micrronde, microwave, si modifichino le caratteristiche delle sostanze e che si formino nuovi composti è dimostrata in alcuni laboratori in ogni parte del
mondo. Infatti, per progettare e sviluppare nuovi composti chimici nonché farmaci si utilizzano
proprio le trasformazioni chimiche subite dalle molecole biologiche sottoposte all’azione di
solventi, reagenti ecc. in presenza di fonti energetiche elettrostatiche e di calore estreme.

a pagina 4 di una pubblicazione di tesi di dottorato della scienza del farmaco (Università Federico II di Napoli) dal titolo “OTTIMIZZAZIONE DELLE PROCEDURE DI SINTESI PEPTIDICA E PEPTIDOMIMETICA MEDIANTE MICROONDE” a cura del Dr. Aquino è riportato:” Inoltre le microonde spesso facilitano la scoperta di nuove tipologie di reazioni, in quanto le drastiche condizioni di reazioni raggiungibili dal riscaldamento mediante microonde, a volte, portano a reattività inusuale che non può essere duplicata con il riscaldamento convenzionale“.

Le nuove sostanze sintetizzate con i processi a microonde possono essere dunque utilizzate
nell’industria, ma anche in medicina. In questo caso i nuovi composti potrebbero avere la
capacità di legarsi a geni e ad altre molecole biologiche regolatrici, e possono determinare:

  • l’attivazione o l’inibizione dei processi naturali di crescita, duplicazione, e probabili
    iterazioni con il DNA,;
  • la modifica degli accoppiamenti di sostanze cheto-enoliche (iterazioni di stacking);
  • la modifica alle geometrie CIS e trans.
  • Esiste poi la possibilità ampiamente dimostrata di formazione di sostanze radicali, sostanze citotossiche e altre sostanze che sono il prodotto di cristallizzazioni, mineralizzazioni,
    polimerizzazioni, cicloaddizioni, decomposizioni ecc.

fonte ENEA

I cibi che aiutano a combattere le Rughe

Siamo quello che mangiamo e non c’è parte migliore del proprio viso per dimostrare il nostro passato. Il volte restituisce tutto, se abbiamo avuto una vita faticosa, se siamo stressati, se abbiamo lavorato tanto e soprattutto se abbiamo mangiato male, il volto rivelerà rughe e segni del tempo. E’ importante quindi assumere cibi giusti, sani che aiutano anche a mantenere una pelle sana e che possa portare ad un ringiovanimento del viso in maniera naturale.

La dieta per la Pelle

non è un segreto per nessuno ed ormai è cosa risaputa. I cibi naturali, poco lavorati sono i migliori. Una dieta ricca di vitamine e di altre sostanze antiossidanti sono alleate della pelle perché agevolano la produzione del collagene, la proteina responsabile dell’ elasticità cutanea. Inoltre rallenta gli effetti nocivi dei radicali liberi conseguenza soprattutto di stress, inquinamento e raggi solari.

Già dopo i 25 anni cala la produzione del coenzima Q10, la pelle rallenta il suo ricambio cellulare, avviando il processo di invecchiamento, cui si aggiunge il fotoaging con l’esposizione cronica ai fattori esterni nocivi.

Ogni giorno dobbiamo quindi assumere alimenti ricchi di vitamina C. Oltre a essere un potente antiossidante, in grado di limitare i danni dei radicali liberi, ha un ruolo fondamentale in molte funzioni dell’organismo, compresa la sintesi e la produzione del collagene e dell’elastina.

cibi per la pelle

Ma quanta ne serve quotidianamente? La dose di riferimento è 80 milligrammi al giorno, può essere assunta anche attraverso questo integratore che si trova in offerta altrimenti sono sufficienti 100 grammi di verdure, soprattutto peperoni, spinaci, broccoletti, pomodori che ne contengono in grandi quantità (a patto, però, di consumarle crude, o cotte a bassa temperatura, meglio al vapore, perché la vitamina C è molto sensibile al calore che la disperde in buona parte) o di frutta acidula come kiwi, arance, ananas, fragole e ciliegie. Quindi se vi fate una spremuta di arance, bevetale subito altrimenti la vitamina si disperde nell’ aria. Basta quindi bere una spremuta o mangiare un frutto la mattina e a metà pomeriggio e prevedere un piatto di verdure a completamento dei pasti principali.

Anche la Vitamina A è importante. Migliora la consistenza rendendo la pelle più elastica e contribuisce a mantenere salde le giunzioni dermo-epidermiche, donandole un aspetto più tonico .La quantità giornaliera raccomandata è 800 microgrammi al giorno e si raggiunge mangiando due uova oppure una porzione di pesce o ancora preparando sughi per la pasta e macedonie rispettivamente con verdura e frutta di colore giallo-arancione, ricche di carotenoidi, precursori della vitamina A come il betacarotene, di luteina e di licopene. Di quest’ultimo è ricco il pomodoro, in particolare quando viene cotto a bassa temperatura e per un lungo periodo di tempo.

Bene anche il lavoro della vitamina E che aiuta a rallentare l’invecchiamento delle cellule, contrastando
i radicali liberi e mantenendo la pelle più elastica. Per la giusta scorta quotidiana sono sufficienti due o tre cucchiai al giorno di olio extravergine di oliva o qualche spuntino con frutta secca a guscio: una piccola manciata di arachidi, quattro o cinque mandorle e due o tre noci.

Ottime alleate della pelle sono poi tutte le vitamine del gruppo B che la mantengono idratata, combattono gli effetti dannosi di radicali liberi sulle cellule, favorendone il ricambio e rallentandone l’invecchiamento.

Abbandonare gli stili di vita sbagliati

via le sigarette, l’alcool, l’esposizione eccessiva al sole. Fare movimento o sport tutti i giorni, possibilmente all’ aria aperta. Poca carne, specialmente rossa, lasciate gli zuccheri che danno vita al fenomento della glicazione.

Kombucha Te i Benefici e le Proprietà della nuova Bevanda

La kombucha è la bevanda piú popolare del momento. Si tratta di un Te’ dagli straordinari benefici e proprietà, almeno secondo le star americane che l’hanno resa popolare in tutto il mondo. Madonna, Gwyneth Paltrow, Reese Witherspoon e Leonardo DiCaprio la consumano regolarmente e ne vantano le sue proprietà benefiche per la salute. Di cosa si tratta? Cosa contiene? Ci sono risci per la salute?

Andiamo con ordine. L’origine della kombucha risale a circa 2000 anni fa quando l’imperatore giapponese Inkyo fece arrivare dalla Corea un medico di nome Kombu per curare i suoi disturbi digestivi. Il medico aveva realizzato un composto a base di cereali fermentati. In effetti il Kombucha, almeno in Italia, ancora non è presente, ma può essere realizzato in casa.

kombucha te

Di cosa si tratta

di un te’ nero zuccherato che, grazie all’aggiunta di uno scoby (un disco piatto e molle che è un mix di batteri e lieviti, guardate la foto), fermenta e prende un caratteristico gusto dolciastro e acidulo, un sapore che può ricordare il sidro. Il principio di realizzazione è lo stesso dello yogurt, della birra o di un calice di vino, anch’essi alimenti fermentati da batteri e lieviti.

I benefici della Kombucha

La kombucha viene spesso descritta come un qualcosa che allunga la vita, ma funziona davvero? Una delle sue proprietà è quella probiotica, la stessa dello yogurt: fa arrivare nell’intestino fermenti lattici molto utili all’organismo.

Queste sostanze aumentano infatti la produzione di vitamine del gruppo B e di vitamina C che, favorendo la formazione di anticorpi da parte dei linfociti, stimolano il sistema immunitario. Inoltre servono ad aumentare nell’organismo alcuni acidi (gluconico, acetico, tartarico, ossalico e citrico), che hanno un effetto detossificante sul fegato. Le altre proprietà vantate dalla kombucha, come quelle antiage, non sono ancora state confermate dalla comunità scientifica e da studi, quindi andrebbero per ora ridimensionate.

Gli entusiasti riferiscono anche che la Kombucha è utile per combattere:

  • Problemi di memoria
  • sindrome premestruale
  • Dolori articolari e reumatismi
  • Perdita di appetito
  • Alta pressione sanguigna
  • Stipsi
  • Artrite
  • La crescita dei capelli
  • Problemi di immunità
  • Tumori

 

Come fare la Kombucha in casa da soli

La bevanda in Italia non è ancora in commercio, ma può essere autoprodotta. su Facebook ci sono gruppi di persone che condividono i loro segreti per realizzarla, ad esempio “Kombucha time Italia”, “Kefir, yogurt, kombucha e altro” e “Wild Fermentation Italia”. Ci si può far spedire lo scoby, il lievito necessario ad avviare la produzione che può essere acquistato altrimenti su AMAZON.

Una volta arrivato in possesso dello Scoby, prepariamo un tè nero o verde o anche rooibos, lo zuccheriamo e lo facciamo raffreddare. Mettiamo tutto in un barattolo di vetro immergendo lo scoby. Per creare un ambiente acido che neutralizzi i batteri “cattivi”, aggiungiamo al tè anche un po’ di aceto di mele.

Copriamo con un tessuto traspirante. In sette giorni lo scoby raddoppierà il volume e il tè si sarà trasformato in kombucha. Prima di berlo, mettine via un po’ insieme allo scoby, lo aggiungerai la volta successiva al posto dell’aceto di mele.

Controindicazioni e rischi

Ci sono categorie di persone cui questo tè potrebbe addirittura far male. Con la fermentazione, la kombucha diventa leggermente alcolica, (nell’ordine dell’1%-1,5%), quindi è meglio non farla consumare a bambini e adolescenti oppure ai diabetici, visto il suo contenuto di zucchero. Sconsigliata anche a chi utilizza farmaci che interagiscono con il sistema nervoso, per esempio gli antidepressivi. In questi casi l’uso della kombucha va concordato con un medico.

E’ bene anche controllare che nel corso dei giorni in cui il kombucha viene consumato nel barattolo non proliferino batteri o germi. Se notiamo una patina che si forma sulla superficie è bene buttare tutto.

Caduta dei Capelli i Rimedi Naturali Efficaci

La caduta dei capelli è un problema prettamente maschile che colpisce buona parte degli uomini a partire dalla fase della fine dell’ adolescenza. Ci sono ragazzi che iniziano con la classica “stempiatura” già a 18 per poi proseguire con una totale calvizie, mentre per altri il problema parte a 40-50 anni. Per tutti una sola ed unica volontà, quella di riavere i capelli. Di soluzioni miracolose non ce ne sono, ma esistono dei trattamenti naturali che aiutano almeno a rallentare la caduta, specie quando è dovuta a particolare situazioni.

Se invece soffrite di alopecia e la caduta è completamente terminata potete optare per un autotrapianto dei capelli, prelevandoli da zone donatrici, ad esempio se sono rimasti bulbi attivi sulla nuca.

La crescita del capello passa attraverso varie fasi, anagen, catagen e telogen. La maggiorparte della vita di un capello è in anagen quando le cellule staminali del rigonfiamento del follicolo si moltiplicano e vanno in fondo, formando la guaina epiteliale della radice. Crescono di 1 mm ogni 3 giorni.

rp_tricopigmentazione-300x225.jpg

Oltre a soluzioni naturali è bene ricordare che ci sono anche delle sostanze come minoxidil e finasteride che ritroviamo in gel da applicare topicamente dove mancano i capelli. Funzionano abbastanza bene e fanno ricrescere il capello, ma quando interrompiamo la cura il capello torna a cadere.

Alimentazione corretta

Una giusta dieta è una cosa molto semplice da realizzare se applicata con gradualità, evitando cambiamenti drastici in un colpo solo. Fa bene ai capelli e al nostro stato di salute generale.

Di fondamentale importanza è adottare una dieta varia, limitando o eliminando il consumo della carne, soprattutto quella di maiale e prediligendo il consumo di cereali integrali. Importantissimi gli acidi grassi, e la vitamina A, sostanza indispensabile per avere capelli sani.

Per tutti i problemi dei capelli è buona cosa inserire ogni tanto un integratore di lievito di birra, che valorizzerà maggiormente la struttura dei tuoi capelli. In commercio si trovano ottimi prodotti, anche al supermercato, di lievito di birra in compresse e in capsule. Puoi prenderne tre al giorno a cicli di due mesi.

Per la caduta dei capelli sono efficaci alimenti e integratori a base di L-cistina, cistidina, e lecitine, che sono emulsionanti dei grassi.

Sono importanti anche il selenio, la vitamina A e la vitamina C, facendo però attenzione a non esagerare nell’assunzione di vitamina A, infatti, un dosaggio eccessivo può accelerare la caduta dei capelli, nei soggetti di entrambi i sessi.

Cerca di prediligere frutta e verdura fresche, di provenienza locale, biologiche e di stagione che saranno più buone e più complete dal punto di vista nutritivo.

Un ottimo aiuto contro la perdita dei capelli viene anche dal miglio, per il suo elevato contenuto di acido salicilico, che lo rende uno scudo contro la calvizie. Puoi assumerlo a colazione in fiocchi, insieme a latte parzialmente scremato.

Non potete dimenticare i semi e i loro derivati, cioè mandorle, nocciole, olio di mandorle, olio di germe di grano e olio di girasole che danno forza e servono per la ricostruzione totale dei capelli.

Per i capelli fragili, sfibrati, opachi e spenti,utilizzate antiossidanti che consentono di conservare il bel colore naturale dei capelli a mezzo di verdure a foglia verde, frutti gialli e arancioni come  carote, albicocche, zucca, cachi e curcuma. Questi alimenti devono essere la base quotidiana nella dieta soprattutto quando i capelli sono minacciati da fattori che favoriscono l’incanutimento precoce e l’indebolimento, quali stress, inquinamento, fumo, carenze dietetiche.

Oltre agli integratori, una dieta a favore della salute e del benessere non deve assolutamente mancare di frutta e verdura di stagione.

Gli alimenti contenenti vitamina B vanno consumati regolarmente insieme all’olio di mais, aiuteranno a rinforzare e riequilibrare i tuoi capelli. La vitamina B5 fornisce energia ai processi metabolici dei capelli incrementandone la crescita e la potrai ottenere dai cereali, dal tuorlo d’uovo e dal fegato.

La vitamina B6 è importante per la sintesi della cheratina e la potrai ottenere dal tonno, dal pollo, dai legumi, dalle carote e dalle banane.

La vitamina B8 (nota anche come vitamina H) o Biotina, interviene nella sintesi del glucosio nel caso la dieta sia povera di carboidrati. La cosa che ci interessa per la salute dei capelli è, soprattutto, che la produzione di grassi senza di essa è impedita.

Essendo la Biotina indispensabile per il metabolismo dei grassi, vi facciamo presente che il sebo (secreto delle ghiandole sebacee è una miscela di “lipidi o grassi”, detriti cellulari e residui di cheratina), serve a proteggere la cute dalle aggressioni esterne e a impermeabilizzare il capello, quindi a proteggerlo.

Usare Shampoo fatto in casa

possiamo realizzare un prodotto per lavare i capelli in modo naturale, che non sia aggressivo. Lo shampoo è stato introdotto solo nel 20esimo secolo, prima le persone usavano il sapone, che può comunque lavare i capelli altrettanto bene senza aggredire il bulbo. Ma il sapone non funziona bene in acqua alcalina, e quando l’acqua nelle zone civilizzate ha iniziato a diventare alcalina, il sapone è diventato un problema. Fa le scaglie secca i capelli. Così lo shampoo è stato introdotto, commercializzato con il solo vantaggio di lavorare sia in acqua dura e molle.

In alternativa c’è Bioscalin Bioscalin Shampoo in offerta da 200 Ml che aiuta a rinforzare i capelli oppure Biotina in capsule un concentrato di vitamine per la ricrescita di capelli, unghie, utile anche per la salute della pelle.

Il bicarbonato di sodio fa miracoli sui capelli. E ‘delicato e non presenta sostanze chimiche. Come molti detergenti naturali, la ricetta non è statica – può essere modificato in base alle proprie esigenze. Per la cura dei capelli basta un cucchiaio di bicarbonato di sodio per una tazza di acqua.
Possiamo usare anche un cucchiaio di aceto di sidro di mele in una tazza d’acqua, anche in questo caso laviamo i capelli ma non li aggrediamo.

Olio di Cocco come Usarlo per la Pelle, Capelli e Dieta

L’olio di cocco è stato demonizzato per molto tempo a causa del suo contenuto di grassi saturi. Questa affermazione è in parte vera, spieghiamoci però meglio. L’olio di cocco contiene un unico ceppo di acido grasso chiamato a catena media (MCT). La maggior parte degli acidi grassi presenti nelle diete sono a catena lunga o a catena corta, ma gli acidi grassi a catena media presenti nell’ olio di cocco sono metabolizzati in modo diverso.

L’ MCT predominante che si trova nell’ olio di cocco è l‘acido laurico. L’Olio di cocco è composto da circa il 50% di acido laurico, il che lo rende il cibo con la fonte piú ricca. L’ olio di cocco contiene anche l’ acido linoleico (uno potente acido grasso polinsaturo che ha omega-6 e omega-3, gli stessi che si trovano nelle carni bovine e nei prodotti lattiero-caseari).

Si tratta di componenti che sono spesso collegati alla gestione ottimale del peso a lungo termine e fanno bene alla salute. Presente anche l’acido oleico (ricco di omega-9 , acidi grassi monoinsaturi che aiutano nella riduzione della pressione sanguigna, aumentano il consumo dei grassi e proteggono le cellule dai danni dei radicali liberi, inoltre prevengono il diabete di tipo 2 e  impediscono la formazione di colite ulcerosa).

olio_di_cocco

Utilizzare l’olio di cocco per i Capelli

è un ottimo balsamo e aiuta nel processo di ricrescita dei capelli danneggiati. Fornisce anche le proteine ​​necessarie per nutrire il bulbo pilifero. Strofinare una piccola quantità di olio di cocco sul cuioio capelluto dopo aver lavato i capelli, e poi sciacquare.

PREVENZIONE DI MALATTIE CARDIACHE:

L’olio di cocco è benefico per il cuore. Come detto contiene il 50% di acido laurico che
abbassa i livelli di colesterolo e la pressione sanguigna. L’ Olio di cocco non contiene grassi saturi che comunemente si trovato in oli vegetali, quindi non produce un aumento dei livelli di LDL. Riduce anche
l’incidenza di lesioni e danni per le arterie e quindi aiuta a prevenire l’aterosclerosi.

Il cocco è per noi un alimento esotico, ma in alcune parti del mondo è consumato in abbondanza da generazioni. Il miglior esempio di tale popolazione è quella che vive negli atolli di Tokelauani, nel Sud del Pacifico. Oltre il 60% delle loro calorie proviene da noci di cocco e sono i maggiori consumatori di grassi saturi nel mondo. Queste persone sono in ottima salute, con nessuna evidenza di malattia cardiaca .

Olio di cocco per la dieta

I trigliceridi a catena media (MCT) che si trovano nell’ olio di cocco possono aumentare il dispendio energetico rispetto alla stessa quantità di calorie di quelli che derivano da grassi a catena più lunga. Uno studio ha trovato che 15-30 grammi di MCT al giorno aumenta il dispendio energetico su 24 ore del 5%, per un totale di circa 120 calorie al giorno in meno che assimiliamo. In pratica un “brucia grassi”.

Aumenta l’immunità:

Studi hanno dimostrato che l’olio di cocco può aiutare a costruire una resistenza ai virus
e batteri che possono causare varie malattie batteriche. Può anche aiutare a combattere micosi, funghi e candida. Ha influenze positive anche sugli ormoni per la tiroide e livella lo zucchero nel sangue
per migliorare l’uso di insulina.

Creare una bevanda energetica con l’olio di Cocco

mescolare un cucchiaio di olio di cocco e uno di semi di chia in una tazza di yogurt greco al mattino è un ottimo modo per avere un pieno di energia naturale ed efficace.

Olio di cocco per la pelle

Si può ritardare la comparsa delle rughe ed il rilassamento cutaneo. L’olio di cocco aiuta anche nel trattamento di psoriasi, dermatite, eczema e altre infezioni della pelle. Può contribuire a proteggere la pelle dai radicali liberi, che possono causare un invecchiamento precoce.

Studi su individui che presentano pelle secca mostrano che l’olio di cocco può migliorare l’umidità e il contenuto lipidico della pelle. L’olio di cocco può anche essere un rimedio naturale per i capelli molto protettivo contro i danni. Uno studio dimostra l’ efficacia come protezione solare, blocca circa il 20% dei raggi ultravioletti del sole.

La dieta del Dottor Mozzi Funziona oppure No

Il dottor Mozzi in Italia è diventato una celebrità, tanto da essere ospitato anche alla trasmissione radiofonica “il volo del Mattino” su Radio Deejay da parte di Fabio Volo. E’ l’autore di numerosi libri, ed in modo particolare di una teoria sviluppata principalmente negli Stati Uniti.Si chiama la “dieta dei gruppi sanguigni“. Alla base c’è il fatto che a seconda del gruppo sanguigno a cui apparteniamo, dobbiamo seguire un regime alimentare particolare, utile per difenderci da diverse patologie.

Ad esempio: chi ha il sangue del gruppo Zero e A devono evitare le patate, l’A e il B i pomodori, il B e l’AB il pollo. La carne di tacchino va bene per tutti, il maiale invece deve essere bandito.

Il dottor Mozzi punta il dito contro il latte, le patate ed il glutine, responsabili di quasi tutti i mali, andrebbero banditi. Addirittura, nel corso della trasmissione radiofonica del primo dicembre 2015, ha sotenuto che l’artrosi che ha colpito e deformato le mani di Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, è dovuta al pane.

dieta_dottor_mozzi

La teoria al momento non ha nessun supporto scientifico ed il dottor Pietro Mozzi (laureato in medicina e chirurgia all’ università di Parma nel 1977), che a sua detta non ha mai esercitato la professione sebbene sia laureato, invita a “provare sul proprio corpo gli effetti della dieta“. Insomma se funziona bene, altrimenti fa nulla.

Cosa dice la dieta del Gruppo Sanguigno

«Il gruppo sanguigno non può essere l’unica variabile in base alla quale stilare un piano
alimentare» scrive il dott Mozzi. «È necessario tener conto di fattori come il DNA e il
sistema immunitario, che possono determinare moltissime variazioni all’interno dello
stesso gruppo sanguigno» (citazione La dieta del dottor Mozzi. Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari). Gli alimenti vengono classificati come benefici, neutri, nocivi.

Sangue Gruppo zero (riportiamo soltanto alcuni estratti dal libro)
alimenti nocivi: carne di cinghiale, maiale ed oca. Pesce salmone affumicato ed aringhe in salamoia. Olio di arachidi, olio di mais e latticini. Cavolfiore e cavolini di bruxelles, lenticchie.

Sangue Gruppo A
alimenti nocivi: anguilla, aragoste, cozze, tutti i latticini e olio di mais, borlotti secchi, ceci.

Sangue Gruppo B
alimenti nocivi:ceci, i fagioli con l’occhio e le lenticchie perché contengono lectine che interferiscono con l’attività insulinica del gruppo B. Escludere i pomodori.

Sangue Gruppo AB
alimenti nocivi: anatra, anguilla, acciughe, farina di mais, farro e frumento.

Ricette a secondo del Gruppo Sanguigno

per i gruppi 0, A, B, AB;
– per il gruppo 0 senza ricotta;
– non per donne incinta, in allattamento e bambini al di sotto dei 2 anni;
– per 3-4 persone.
• 120 gr di chicchi di quinoa;
• 2 uova;
• sale;
• 700 gr di asparagi;
• 1 scalogno;
• facoltativo: 100 gr di ricotta di pecora;
• olio di oliva extravergine.

GNOCCHETTI AGLI SPINACI IN SUGO DI NOCI
– Cucino con quinoa o miglio per i gruppi 0, A, B, AB;
– con pinoli per i gruppi 0, A, AB;
– con mandorle per i gruppi 0, A, B, AB;
– con saraceno per i gruppi 0, A;
– con miglio e saraceno, non di sera;
– con saraceno, non d’estate;
– con quinoa, non per donne incinta, in allattamento e bambini al di sotto dei 2 anni;
– tengo presente che per il gruppo 0 la ricotta è un’eccezione;
– per 2 persone.
Per la pasta
• 200 gr di farina di quinoa oppure di saraceno tritata fine o di miglio;
• 50 gr di spinaci surgelati oppure 80 gr circa di spinaci freschi;
• 2 uova;
• sale fino per l’impasto;
• sale grosso per la cottura della pasta.
Per il sugo
• 70 gr di noci sgusciate;
• 30 gr di pinoli oppure di mandorle spellate;
• 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva;
• facoltativo: 100 gr di ricotta di pecora.

1 2 3 4