Come rimanere incinta i metodi e gli esami da fare

Diventare madri è il grande sogno di molte donne, ma talora la gravidanza si fa attendere molto e qualche volta tarda ad arrivare.

In generale, ci possono volere anche diversi mesi o anni per restare in stato di gravidanza: la regola base è che se dopo dodici mesi di rapporti sessuali liberi, senza ‘ricercare una gravidanza a tutti i costi’, ancora non si rimane incinta, allora bisognerebbe rivolgersi ad uno specialista. Se si ha più di 36 anni, oppure si hanno subito operazioni o se si hanno avuto malattie che potrebbero condizionare la fertilità, bisogna rivolgersi ad un medico dopo sei mesi di tentativi inutili.

Attenzione, se si hanno rapporti sessuali nei giorni in cui si è fertili ci si può provare tutta la vita ad avere un figlio, perchè non verrà.

Non bisogna mai preoccuparsi da subito: ci sono tantissimi elementi che possono condizionare la fertilità, fra cui stress, ansia, obesità, magrezza eccessiva, stile di vita non consono. Quindi non bisogna mai disperarsi se il bambino non arriva subito: in Italia, bisogna tenere conto, circa il 20% delle coppie ha problemi di fertilità.

rimanere-incinta

Consultarsi con un esperto è semplice e permette di conoscere in modo facile e veloce i giorni fertili per rimanere incinta.

Le principali cause per cui non si riesce a restare incinta possono essere l’età (il periodo più fertile per una donna è fra i 20 ed i 25 anni e rimane alto fino ai 35 anni), i problemi di peso, lo stile di vita, l’inquinamento ambientale ed ovviamente anche il fumo o l’abuso di alcol. L’utilizzo di alcuni farmaci può essere una delle cause che rende difficile rimanere incinta.

Conoscere nel dettaglio la causa che probabilmente rende difficile concepire un figlio è la cosa migliore da fare per cominciare a lavorarci su, sia che si tratti di un fattore comportamentale o di stile di vita, sia che si tratti di una malattia.

In tutti i casi, parlarne con un esperto chiarisce dubbi e paure che possono essere numerosi.

Inoltre altre ipotesi che il medico può diagnosticare per cui non si resta incinta possono essere l’endometriosi, o le malattie trasmesse per via sessuale.

Come rimanere incinta più facilmente? Fermo restando che se dopo il periodo suddetto non si riesce a restare incinta, bisognerebbe comunque sentire un esperto, ecco qualche tecnica che può aiutare a semplificare l’arrivo della gravidanza.

La prima è quella di tenere alla propria salute. Bisogna tenere d’occhio la massa corporea, mangiare bene, abolire il fumo e cercare di limitare o meglio ancora evitare del tutto l’alcol: l’alcol diminuisce le chance di restare incinta, sia per gli uomini che per le donne.

Lo stress, l’ansia, le condizioni lavorative possono rendere difficile restare incinta: bisogna cercare di concentrarsi sul proprio benessere perché molto dipende anche da questo. Inoltre, bisogna sapere che i lubrificanti sono un grande aiuto a concepire: la secchezza vaginale è un problema che riguarda moltissime donne e usare lubrificanti può aiutare ad agevolare il processo, basta che non si tratti di spermicidi.

Bisogna cercare di concentrare i rapporti sessuali durante i giorni fertili: per capire quali siano, bisogna fare i test di ovulazione che sono utili a comprendere come funziona il proprio personale ciclo di ovulazione, e quindi conoscere quali sono i giorni in cui restare incinta sarà più semplice. Questo può aiutare a restare incinta in modo naturale.

Problemi maschili

le problematiche di una gravidanza che non arriva possono riguardare anche la sfera maschile del partner. Uno sperma forte e sano ha le migliori possibilità di raggiungere un ovulo. Il tuo partner può fare diverse cose per cercare di migliorare la sua fertilità:

  • evitare il fumo.
  • Limitare le bevande alcoliche a non più di tre al giorno.
  • Non essere in sovrappreso
  • Può effettuare uno spermiocitogramma per valutare i parametri chimici dello sperma
  • Assumere zinco, l’acido folico e la vitamina C – che aiutano nella produzione di sperma
  • Non usare vasche idromassaggio e saune o fare bagni caldi perché il calore uccide lo sperma.

Quanto prima il tuo partner apporta questi cambiamenti, meglio è visto che lo sperma impiega un po ‘a maturare, quindi qualsiasi miglioramento ora produrrà campioni di sperma migliori in circa tre mesi.

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Osteoporosi gli esercizi da fare in casa per chi ne Soffre

Articolo a cura del Dott. Franzese Michele, Ryakos center

L’Osteoporosi è una malattia sistemica a carico dello scheletro, caratterizzata da riduzione della massa ossea associata a deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea e del rischio di frattura.

Questa patologia colpisce in modo particolare gli anziani e le donne dopo la menopausa, provocando fratture la cui incidenza aumenta con l’età; si è tuttavia compreso, grazie a studi epidemiologici sulla popolazione generale, che la frattura , pur costituendo l’evento finale, non è più inevitabile, essendo stati individuali precisi fattori di rischio da evitare e fattori protettivi da incentivare.

 

FATTORI DI RISCHIO PER L’OSTEOPOROSI

NON MODIFICABILI PARZIALMENTE MODIFICABILI
Sesso Cadute
Età Bassa massa ossea
Menarca Farmaci
Menopausa precoce Immobilizzazione -sedentarietà
Eredità Apporto inadeguato di Calcio e Vit.D
Costituzione Fisica

(basso BMI)

Fumo
Caffeina
Alcool
Sodio nella dieta

L’esame densitometrico consente oggi di misurare, in modo accurato e preciso, la massa ossea ed in particolare la sua densità minerale. Tale indagine costituisce attualmente il mezzo principale di diagnosi di osteoporosi: la relazione tra massa ossea e rischio di frattura, è più forte di quella tra colesterolemia e rischio di malattia coronarica.

La densità minerale giustifica tuttavia solo il 60-80 percento della resistenza meccanica dell’osso , correlata anche alla “qualità”dell’osso stesso e alla sua conformazione geometrica, non rilevabili dalla semplice determinazione della densità.

L’interesse della ricerca è quindi principalmente incentrato sull’epidemiologia delle fratture, che rappresentano un evenienza frequente già dopo i 60 anni e che costituiscono il risultato di un processo, i cui principali determinanti sono la ridotta massa ossea e le cadute.

Le fratture considerate caratteristiche dell’osteoporosi sono la frattura dei corpi vertebrali e dell’avambraccio distale, correlate soprattutto con la perdita di osso trabecolare e la frattura del femore, dovuta alla perdita di osso trabecolare e corticale.

Mentre le fratture di femore e polso sono caratterizzate, sul piano anatomo-patologico, da una rottura dell’osso con linea di frattura, quelle vertebrali sono caratterizzate invece da una più o meno evidente e progressiva deformazione del corpo vertebrale.
Dopo la frattura del femore, la frattura vertebrale rappresenta sicuramente l’evento più grave ed entrambe sono causa di un incremento estremamente rilevante della mortalità.
La sopravvivenza a 5 anni dopo frattura dell’anca è pari all’82°/° di quella attesa, con la massima parte delle morti in eccesso nei primi 6 mesi dall’evento. L’incidenza aumenta in modo esponenziale con l’età in entrambi i sessi e tale frattura rappresenta il fattore che fornisce il contributo più importane alla disabilità associata all’osteoporosi (comparsa di complicanze quali piaghe da decubito, broncopolmoniti, infezioni urinarie).
Anche per le fratture vertebrali, i tassi di incidenza hanno mostrato incrementi di grado variabile, soprattutto nel sesso femminile e nelle età più avanzate.

Meno frequenti e con distribuzione meno correlata alle differenze d’età, sono invece le fratture di Colles o dell’avambraccio distale, con una predominanza nel sesso femminile.
L’incidenza di tali fratture,dopo una fase di incremento, tende a livellarsi a partire dai 65 anni di età.
Le fratture di omero prossimale invece colpiscono le fasce di età più avanzate e in prevalenza soggetti di sesso femminile.

Il dato conclusivo, che riassume con la massima evidenza l’entità del femore,è quindi il seguente: a 50 anni di età, nelle donne, il rischio di subire una frattura da osteoporosi è di oltre il 40 percento . Si tratta quindi di valori di estrema importanza, maggiori anche rispetto a patologie verso le quali vi è più sensibilità sociale, quali per esempio l’ipertensione arteriosa.

GLI ESERCIZI PER L’OSTEOPOROSI

Un programma di esercizi è stato messo a punto e validato da un gruppo di lavoro coordinato dalla dott.ssa. M. Sinaki, uno dei massimi esperti nel campo di riabilitazione e osteoporosi.
Gli esercizi puntano sul rinforzo dei muscoli estensori del rachide, per assicurare un miglior sostegno alla colonna ed evitare l’aggravarsi della cifosi dorsale e all’allungamento dei muscoli pettorali per aumentare la capacità toracica.

Infatti tutti gli esercizi di estensione sono abbinati ad atti respiratori profondi. Particolari esercizi isometrici sono proposti ai pazienti portatori di tutori o nei casi di riacutizzazione del dolore che non permetta il normale programma previsto.

Foto degli esercizi da effettuare in casa per chi soffre di osteoporosi

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Gastrite Cause Sintomi e Medicinali per eliminarla

La gastrite è un’infiammazione del rivestimento dello stomaco, ovvero della mucosa gastrica. Il più delle volte la causa principale è l’infezione dovuta al batterio Helicobacter pylori , che causa anche ulcere allo stomaco.

Anche l’uso prolungato di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, può  causare la gastrite. In alcuni casi, il rivestimento dello stomaco può essere “corroso”, portando a piaghe (ulcere peptiche) nello stomaco o nella prima parte dell’intestino tenue. La gastrite può manifestarsi improvvisamente (gastrite acuta) o gradualmente (gastrite cronica). Nella maggior parte dei casi, la  non danneggia permanentemente il rivestimento dello stomaco.

Sintomi

I sintomi più comuni della gastrite sono il mal di stomaco- Altri possibili sintomi includono:

  • Indigestione (dispepsia)
  • Bruciore di stomaco
  • Dolore addominale
  • singhiozzo
  • Perdita di appetito
  • Nausea
  • Vomito

Le cause

La gastrite può essere causata da infezione, irritazione, malattie autoimmuni (in cui il sistema immunitario attacca erroneamente lo stomaco) o reflusso della bile nello stomaco (reflusso biliare). La gastrite può anche essere causata da una malattia del sangue chiamata anemia perniciosa.

Le infezioni possono essere causate da:

  • Batteri (di solito Helicobacter pylori )
  • Virus (incluso virus herpes simplex)
  • Parassiti
  • Fungo

Un certo numero di elementi uò causare irritazione, tra cui:

  • Uso a lungo termine dei FANS, come l’ ibuprofene o il  naproxen .
  • Uso di alcol
  • Fumo
  • vomito cronico
  • caffè e bevande acide
  • stress
  • ingerire sostanze caustiche o corrosive
  • Traumi (ad esempio trattamenti radianti o ingestione di un oggetto estraneo)

Altre cause di gastrite sono molto rare. Queste includono:

  • Malattia sistemica (ad esempio, malattia di Crohn)
  • sarcoidosi

Fattori di rischio

  • Infezione con Helicobacter pylori
  • Aids
  • Qualsiasi condizione patologica che richiede sollievo dal dolore cronico usando farmaci FANS, come ad esempio la lombalgia cronica, fibromialgia o l’artrite
  • Alcolismo
  • fumo
  • Età avanzata
  • Herpes simplex virus o citomegalovirus
  • Malattia infiammatoria intestinale

Diagnosi

Diversi test possono essere utilizzati per fare una diagnosi. C’è l’endoscopia dello stomaco, in cui un tubo sottile con una luce e una fotocamera all’estremità viene inserito nella gola e va giu’ fino allo stomaco. Ciò consente al medico di vedere la situazione nello stomaco e prendere campioni (biopsia) del rivestimento, se necessario.

Gli esami di laboratorio di cui potresti aver bisogno dipenderanno dalla causa della tua gastrite. Il medico può utilizzare un test delle feci per verificare la presenza di sangue, oppure il medico può prelevare un campione di tessuto dall’esofago o dallo stomaco. Un test del respiro o una biopsia possono rilevare l’elicobatterio. Possiamo farlo anche in casa da soli, il tester lo troviamo in vendita a meno di 10 euro.

gastrite

Prevenzione

Innanzitutto ci vuole un cambiamento nello stile di vita, ad esempio evitare l’uso a lungo termine di alcol, farmaci FANS, caffè e droghe. Anche la riduzione dello stress attraverso tecniche di rilassamento, tra cui yoga, tai chi e meditazione, può essere utile.

Il trattamento della gastrite dipende dalla causa del problema. Alcuni casi di gastrite possono risolversi da soli nel tempo o comunque il dolore migliorare quando si smette di bere alcolici, fumare sigarette o assumere FANS. Potrebbe essere necessario cambiare la dieta.

 

Medicinali gastrite

Una volta accertato che nel vostro corpo è presente il batterio responsabile della gastrite ci sarà bisogno di antibiotici.

I medici usano comunemente la “tripla terapia” per trattare la gastrite e le ulcere dovute ai batteri ovvero un inibitore della pompa protonica (Pantoprazolo e Lansoprazolo) per ridurre la produzione di acido e due antibiotici (amoxicillina
metronidazolo). Il bismuto salicilato (pepto Bismol) deve essere usato per proteggere e lenire la mucosa dello stomaco, proteggendola dagli effetti dannosi dell’acido.

antiacidi

Disponibili da banco, possono alleviare il bruciore dello stomaco o l’ indigestione ma non curano un’ulcera. Gli antiacidi possono bloccare l’assunzione di farmaci e quindi diminuire l’efficacia del medicinale. I medici raccomandano di prendere antiacidi almeno 1 ora prima o 2 ore dopo l’assunzione di farmaci. Gli antiacidi includono:

  • Idrossido di alluminio
  • Idrossido di magnesio
  • Idrossido di alluminio e di magnesio (Maalox)
  • Carbonato di calcio
  • Bicarbonato di sodio (Alka-Seltzer)

Per ridurre la secrezione acida gastrica abbiamo a disposizione la:

  • Cimetidina
  • Ranitidina
  • Nizatidina
  • Famotidina
  • Inibitori della pompa protonica – IPP

Per Diminuire la produzione di acido gastrico:

  • Esomeprazolo
  • Lansoprazolo
  • Omeprazolo
  • Pantoprazolo
  • Integratori alimentari

La dieta

per evitare la gastrite, se non dovuta da batterio mangiate cibi ricchi di antiossidanti, inclusi frutta (come mirtilli, ciliegie e pomodori) e verdure (come zucchine e peperoni).

Mangiare cibi ricchi di vitamine del gruppo B e di calcio, come mandorle, fagioli, cereali integrali (se non sono allergici), verdure a foglia verde scure (come spinaci e cavoli) .

Evita cibi raffinati, come pane bianco, pasta e zucchero. Sì alla carne magra, pesce d’acqua fredda, tofu (soia) o fagioli per assumere proteine. Usare l’olio d’oliva.

Ridurre o eliminare gli acidi grassi trans, presenti in prodotti commercialmente cotti, come biscotti, cracker, torte, patatine fritte, anelli di cipolla, ciambelle, cibi lavorati e margarina.

Evitare le bevande che possono irritare il rivestimento dello stomaco o aumentare la produzione di acido tra cui caffè (con o senza caffeina), alcol e bevande gassate. Bere circa 1,5 litri di acqua al giorno.

Possiamo aiutarci anche assumendo :

  • un multivitaminico quotidianamente , contenente le vitamine antiossidanti A, C, E, le vitamine del gruppo B e tracce di minerali, come magnesio, calcio, zinco e selenio.
  • acidi grassi omega-3 , come l’olio di pesce, possono aiutare a ridurre l’infiammazione. L’olio di pesce può aumentare il rischio di sanguinamento. Se prende l’aspirina o altri anticoagulanti (fluidificanti del sangue), parlate con il medico prima.
  • Integratore probiotico (contenente Lactobacillus acidophilus ). I probiotici o batteri “amici” possono aiutare a mantenere un equilibrio nel sistema digestivo tra batteri buoni e nocivi, come H. pylori . I probiotici possono aiutare a sopprimere l’ infezione da H. pylori e possono anche aiutare a ridurre gli effetti collaterali dell’assunzione di antibiotici, il trattamento per un’infezione da H. pylori . Alcuni integratori probiotici devono essere refrigerati per ottenere i migliori risultati. Le persone che hanno indebolito il sistema immunitario, o che stanno assumendo farmaci immunosoppressivi, dovrebbero prendere i probiotici solo sotto la direzione del loro medico.
  • La vitamina C . Gli studi dimostrano che le dosi farmacologiche di vitamina C possono migliorare l’efficacia della terapia nell’eradicazione dell’ elicobatterio.

Rimedi naturali

È possibile utilizzare le erbe come estratti secchi (capsule, polveri o tè), gliceriti (estratti di glicerina) o tinture (estratti di alcool). Le erbe possono interagire con farmaci o altri integratori e alcune erbe potrebbero non essere appropriate per le persone con determinate condizioni mediche.

Mirtillo rosso : alcune ricerche preliminari suggeriscono che il mirtillo possa inibire la crescita di Helicobacter pylori nello stomaco. Evita l’estratto di mirtillo se hai un’allergia all’aspirina. Il mirtillo rosso può aumentare il rischio di sanguinamento nelle persone che assumono farmaci che fluidificano il sanguei.

Pistacia lentiscus mastice. Il mastice è un trattamento tradizionale per le ulcere peptiche e inibisce il batterio in provetta. L’ estratto standardizzato di radice di liquirizia ( Glycyrrhiza glabra ), masticata 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti, può aiutare a proteggere dai danni allo stomaco causati dai FANS. La glicirrizina è una sostanza chimica presente nella liquirizia che causa effetti collaterali e interazioni farmacologiche.

Menta piperita. Può aiutare ad alleviare i sintomi dell’ulcera peptica. Ogni compressa contiene 0,2 ml di olio di menta piperita. Assicurarsi di utilizzare la forma con rivestimento enterico per evitare il bruciore di stomaco. La menta piperita può potenzialmente interagire con una varietà di farmaci e può essere tossica a dosi elevate.

Omeopatia

Sebbene pochi studi abbiano esaminato l’efficacia di specifiche terapie omeopatiche, gli omeopati professionisti possono prendere in considerazione i seguenti rimedi per il trattamento dei sintomi della gastrite (come nausea e vomito) in base alla loro conoscenza ed esperienza. Prima di prescrivere un rimedio, gli omeopati tengono conto della tua costituzione, include il tuo aspetto fisico, emotivo e psicologico. Un omeopata esperto valuta tutti questi fattori quando determina il trattamento più appropriato.

Pulsatilla . Per il bruciore di stomaco, nausea, un cattivo gusto in bocca causato mangiando cibi e grassi ricchi (in particolare il gelato); i sintomi possono includere vomitare cibo parzialmente digerito. Questo rimedio è più appropriato per qualcuno la cui lingua è ricoperta da una sostanza bianca o gialla.
Ipecacuanha . Per nausea persistente e grave, con o senza vomito e diarrea, causata da un eccesso di cibi ricchi o grassi.

Carbo vegetabilis . Per gonfiore e indigestione, soprattutto con flatulenza e stanchezza.
Nux vomica . Per bruciore di stomaco, nausea, conati di vomito senza vomito e rutti acidi causati da eccesso di cibo, uso di alcool o bere caffè. Questo rimedio è più appropriato per le persone che si sentono irritabili e sensibili al rumore e alla luce.

Agopuntura:  può aiutare a ridurre lo stress e migliorare la funzione digestiva complessiva.

 

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Vitamine per Viso per il Ringiovanimento

Uno dei più potenti alleati nella lotta all’ invecchiamento cutaneo è rappresentato sicuramente dalle vitamine. Sono indispensabili per la salute e la pelle è la prima a giovarsene, per questo molte case di cosmesi le inseriscono nelle loro creme e sieri.

Le vitamine utilizzate per il viso sono utili per il ricambio cellulare: ad esempio il retinolo (vitamina A), e nella protezione dagli UV, come il betacarotene (precursore della vitamina A), che aiuta a uniformare e intensificare l’abbronzatura. C’è poi l’acido alfalipoico, l’acido retinoico (Tretinoina), vitamina C e del gruppo B.

Altri elementi utili a migliorare l’elasticità cutanea sono l’acido ialuronico ed il collagene.

Le vitamine sono anche tollerate bene dalla cute perchè “riconosciute” dall’ organismo in quanto introdotte regolarmente con gli alimenti. Ma che percentuale di sostanza attiva passa alla pelle tramite i cosmetici? Non è troppo bassa per riuscire ad avere dei risultati tangibili ad esempio per il ringiovanimento del viso?

vitamine per il viso

Secondo alcuni dermatologi le vitamine per il viso presenti in sieri e creme sono sufficienti per giustificarne l’uso. Più è alta la concentrazione di vitamine nel prodotto, più la loro azione è importante: di solito, nelle creme si attesta tra lo 0,5 e l’1%, fino al 3%, una quantità più che sufficiente in una formula ricca di altri ingredienti.

Infatti se andate a controllare nell’ Inci del prodotto (la targhetta che indica la quantità di sostanze presenti) non si troveranno le vitamine ai primissimi posti dell’Inci. Se invece avete bisogno di una dose extra di vitamine, si può ricorrere ai cosiddetti monoattivi, nei quali la percentuale di sostanza attiva può essere molto più alta. Si applicano come base alle creme abituali per potenziarne l’effetto, ed essendo quasi privi di sostanze superflue vengono assorbiti subito, con un’azione-urto sulla pelle.

Dove andare a recuperare le Vitamine

Innanzitutto negli alimenti. La Vitamina C è reperibile negli agrumi, Arance, Mandarini, Limoni, Kiwi, fragole ma anche nelle verdure come la lattuga, i broccoli, e le patate novelle. Questo integratore ha 360 capsule che coprono 1 anno intero.

Come capire se si è carenti di Vitamina C

La fragilità dei piccoli vasi sanguigni (con emorragie gengivali) è il segnale classico. Dipende da alterazioni del collagene (la cui produzione richiede la disponibilità di vitamina C) e si manifesta
soprattutto in anziani e bambini che mangiano poca verdura cruda e frutta, perché questa sostanza è presente solo nei vegetali (ne sono buone fonti peperoni, kiwi, agrumi, fragole, pomodori). Altri
sintomi di carenza sono il pallore e la stanchezza, causati da un deficit di ferro: l’assorbimento del
minerale, indispensabile per trasportare l’ossigeno alle cellule, è infatti favorito dalla vitamina C.

La Vitamina A è presente nell’ olio di fegato di merluzzo, latte intero e uova. La frutta secca possiede parecchia Vitamina E, ad esempio noci, nocciole, ma anche olio di oliva. Possiamo usare anche degli integratori alimentari, questo Multivitaminico ad esempio è ricco anche di Minerali

Le Vitamine migliori per ridurre le Rughe:

VITAMINA A (RETINOLO): regola la cheratizzazione, stimola la produzione delle fibre di sostegno del derma e contrasta la degradazione del collagene da parte degli enzimi, una delle cause dell’invecchiamento della pelle. Aumenta il ricambio delle cellule, uniforma e illumina l’incarnato e attenua le macchie scure. è adatta anche per le pelli secche e invecchiate, è sebo-normalizzante e a effetto “antilucido”.

La percentuale nei cosmetici oscilla tra l’1 ed il 2%. Si usa la sera, perché durante la notte c’è il picco del metabolismo cellulare (e il retinolo è specifico per stimolarlo), e perché è fotosensibilizzante. E’ ottima se si usa insieme alla vitamina E, che ne favorisce l’ assorbimento.

VITAMINA C: chiamata anche acido ascorbico, è tra i più potenti antiage. Illumina, protegge, lenisce gli eritemi e stimola la produzione del collagene. Aumenta le difese immunitarie e migliora la resistenza della pelle verso virus, funghi e batteri. La percentuale nei cosmetici: solitamente 1-2%, ma può arrivare al 5%.

Utile soprattutto dopo i 35-40 anni, quando rallenta maggiormente la produzione di collagene.
Perfetta d’inverno, perché contrasta l’opacità della pelle da smog e stress. 1 grammo al giorno la dose consigliata se presa oralmente.

VITAMINA E: potente antiaging. E’ perfetta se la cute è disidratata, perché oltre a contrastare i radicali liberi trattiene l’acqua a livello epidermico. La percentuale nei cosmetici: a partire dall’1%. Si usa in tutte le situazioni “estreme” che accentuano la disidratazione: d’inverno, quando fa molto freddo, ma anche in primavera e d’estate, prima di esporti al sole.

VITAMINA F: Non è una vera e propria vitamina, ma una miscela di acidi grassi presenti negli oli vegetali (argan,extravergine d’oliva, di borragine…), essenziali per le membrane cellulari e la funzione barriera della pelle.
La percentuale nei cosmetic: passa da meno dell’1% a percentuali più alte per le texture in olio.
E’ “riparatrice”, utile soprattutto dopo stress climatici ed esposizioni solari e d’inverno, per l’azione emolliente e idratante. Adatta soprattutto per le pelli più mature (dopo i 40 anni) e per quelle con macchie e assottigliamento precoci.

Acido alfalipoico (o vitamina N): è un tonico e potente antiossidante attivo contro numerose specie di radicali liberi. L’acido alfalipoico è sintetizzato dall’organismo, ma non sempra in quantità sufficiente ai fabbisogni, soprattutto in condizione di forte stress ossidativo. Presente nella percentualle dell 1-3% nelle creme e sieri , è particolarmente utile per purificare e rivitalizzare la pelle grassa e asfittica o per lenire quella infiammata e arrossata.

VITAMINE GRUPPO B:  svolgono diversi ruoli nell’organismo, ma sono accomunate da una dote che emerge sulle altre: sono tutte “dinamogene”, cioè aumentano le energie e aiutano a combattere stress e fatica. Inoltre sono indispensabili per il ciclo di vita dei capelli. questo complesso di vitamina b ha 180 compresse
In cosmetica se ne ultiizzano quattro:

  • Niacinamide (B3): la trovi in percentuali variabili dall’1% al 2%, nelle creme antietà, ma anche in quelle per la rosacea o l’acne.
  • Acido pantotenico (B5): si trova in percentuali fino al 5% nei prodotti per i capelli (contrasta anche l’incanutimento), mentre nei solari puoi trovare l’alcol corrispondente (pantenolo) in percentuali tra 1% e 2%, perché attenua gli eritemi.
  • Biotina (B8): in percentuali tra 1-2% è spesso inserita nelle formule per pelli impure e grasse e in lozioni contro la caduta dei capelli provocata da eccesso di produzione di sebo.
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Criolipolisi per il Grasso Funziona o No Ecco la verità

Utilizzare il freddo come trattamento per migliorare bellezza e salute è una tradizione antica, che risale ai romani Nelle loro terme, infatti, si alternavano passaggi dal calidarium, ambiente con caldo secco, al frigidarium, dove la temperatura era notevolmente più bassa, per ritemprare il corpo e disintossicare la pelle. Attualmente la tecnica di criolipolisi è stata perfezionata e permette anche di far perdere grasso localizzato su zone come fianchi ed addome, ma anche sotto il mento.

Il freddo è un efficace trattamento di bellezza e benessere perché ha la capacità di stimolare la circolazione, chiudere i pori e sciogliere il grasso. Ma le ultime scoperte nel campo di bellezza e di benessere, come detto, si sono spinte ben oltre i romani. In nord Europa esistono dei centri benessere con stanze attrezzate per un trattamento che prevede di trascorrere tre minuti all’interno di una stanza a temperature polari. L’effetto è immediato ed efficace per la risoluzione di molti problemi sia estetici che fisiologici. Questa tecnica è utile non solo come trattamento benessere, ma anche perché il freddo aiuta a lenire disturbi legati a contrazioni e infiammazioni muscolari. Per questo, è un sistema molto usato dagli sportivi.

CoolSculpting è una tecnologia brevettata dalla californiana Zeltiq basata su un complesso processo di raffreddamento brevettato per l’eliminazione delle cellule adipose. Questa procedura, non invasiva, è altamente efficace nella riduzione selettiva di cuscinetti di grasso localizzati in distretti corporei particolarmente resistenti a dieta ed esercizio fisico. È indolore e si propone come un’autentica liposuzione non chirurgica. Le cellule adipose sono congelate, muoiono e vengono quindi eliminate naturalmente. L’operatore passa sulle zone da trattare un manipolo a ventosa, collegato a un macchinario: si avverte una sensazione di freddo. Dopo circa quattro mesi l’organismo si libera delle cellule morte, e svela la nuova silhouette.

macchinario coolsculpting

Come funziona

Anni fa, gli scienziati della Harvard University hanno osservato che alcuni bambini che mangiavano i ghiaccioli avevano delle fossette sulle guance. I ricercatori si sono resi conto che i ghiaccioli si stavano congelando ed eliminando piccole sacche di cellule adipose. L’idea che il freddo possa colpire e distruggere le cellule di grasso – senza danneggiare la pelle o il tessuto circostante – è stata quella che ha permesso di realizzare la macchina di Coolsculpting.

Un applicatore a volume ridotto viene utilizzato per trattare una singola parte con ciclo di trattamento a -10 ° C per 60 minuti, la stessa temperatura e durata utilizzate negli attuali applicatori di vuoto per criolipolisi disponibili in commercio. A discrezione dello sperimentatore, un secondo trattamento opzionale può essere realizzato 6 settimane dopo quello iniziale.

La procedura di congelamento del grasso CoolSculpting riduce, secondo quanto riportato da Zeltiq Aesthetic, il numero di cellule di grasso nelle aree trattate di circa il 20% al 25%. Queste cellule grasse sono naturalmente espulse, quindi non migreranno verso un’altra area del tuo corpo. E, a differenza di quanto accade con altre procedure, non vi è alcun cambiamento nelle cellule di adipe nelle aree non trattate.

criolipolisi quante sedute

Il medicoti aiuterà a creare un piano di trattamento personalizzato su misura per i tuoi obiettivi specifici. Ci vogliono dalle due alle tre sedute per avere risultati definitivi. Un trattamento  ha una durata variabile, anche in questo caso a seconda della vastità della zona da trattare. Alcune zone necessitano di piú manipoli . Molte persone leggono, controllano la posta o addirittura fanno un pisolino durante i trattamenti.

Potresti iniziare a vedere i primi risultati dopo tre 3 settimane dopo il primo trattamento e sperimentare risultati più definitivi dopo 2 mesi. Il tuo corpo continuerà comunque ad espelle le cellule adipose fino a 4 o 6 mesi dopo il primo trattamento.

Costi

Il prezzo della procedura varia in base alle aree interessate dall’ accumulo di grasso, dal numero dei trattamenti necessari e dagli obiettivi finali che si vogliono raggiungere. La maggior parte dei pazienti sceglie di usare Coolsculpting in più aree del corpo, ad esempio cosce, addome, fianchi, glutei, braccia. Il costo di solito varia tra i 2000 ed i 3000 euro .

Risultati

Negli studi clinici pubblicati è stato dimostrato che la criolipolisi riduce il grasso sottocutaneo nel sito di trattamento fino al 25% dopo un solo trattamento. I miglioramenti sono stati osservati nell’86% dei soggetti trattati. Al 73%, il tasso di soddisfazione del paziente è superiore rispetto ad altre tecnologie utilizzate per la lipolisi non invasiva. La criolipolisi si è dimostrata un metodo molto sicuro per il body contouring e si realizza con il minimo disagio.

foto prima e dopo criolipolisi

foto prima e dopo criolipolisi sotto il mento

Dove si fa

ci sono alcuni centri specializzati in diverse città specializzate ad esempio Catania, Napoi, Roma. Bologna. Torino. C’è ad esempio il poliambulatorio Sanpietro Milano in Corso Vittorio Emanuele II, 22.

Effetti collaterali

Durante la procedura si possono avvertire sensazioni difreddo intenso, formicolio, bruciore e dolore nella parte trattata. Queste sensazioni si attenuano man mano che l’area diventa insensibile. Seguendo la procedura, gli effetti collaterali tipici includono arrossamento temporaneo, gonfiore, scottature, lividi, lieve edema, formicolio, pizzicore, dolori , crampi, prurito o ipersensibilità della pelle.  Questi effetti sono temporanei e generalmente si risolvono entro pochi giorni o settimane. Sebbene in casi rari, possono verificarsi alcuni effetti collaterali aggiuntivi: Iperplasia degli adipociti è stata riportata in una paziente.

Nessun effetto significativo sui livelli di lipidi o test di funzionalità epatica dopo i trattamenti di criolipolisi è stato notato.

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Rinforzare i capelli come fare

I capelli, specie nei periodi del cambio di stagione, tendono a divenire piú deboli, cadono e possono lasciare dei diradamenti preoccupanti sul cuoio capelluto. E’ possibile rinforzare i capelli in modo naturale utilizzando prodotti che aiutano anche a prevenire la caduta. Di seguito troverete una serie di consigli elaborati da Emotion Hair che mette a disposizione dal suo catalogo parecchi ritrovati per professionisti del settore: https://www.emotionhair.net/it/pag/catalogo-2

I cibi che aiutano

che sia per la disperazione di un taglio troppo corto oppure perchè la chioma si è fatta debole ecco i cibi che aiutano a rinforzare i capelli e a farli crescere piú velocemente.

Salmone

Questo tipo di pesce, così come quello azzurro come alici e sardine, è ricco di vitamina D, ha proteine in quantita e contiene anche acidi grassi, i famosi omega-3, tutti elementi che promuovono la crescita dei capelli mantenendo il cuoio capelluto sano.

Peperoni Gialli

questo vegetale ha quasi cinque volte e mezzo più vitamina C delle arance (341 milligrammi, contro 63). Si tratta di un’ottima notizia dato che la vitamina C è un antiossidante che rinforza il fusto del capello e i follicoli piliferi, oltre a prevenirne la rottura.

Yogurt Greco

Oltre ad essere ricco di proteine lo yogurt greco possiede un ingrediente che aiuta a fluidificare il sangue e favorisce la crescita dei capelli. Si chiama vitamina B5 (noto come acido pantotenico) e può anche aiutare contro l’assottigliamento e la perdita dei capelli. L’acido pantotenico lo troviamo spesso sui prodotti per la cura della pelle

Ostriche

È noto che la carenza di zinco provoca perdita di capelli e peggiora le condizioni del cuoio capelluto. Le ostriche ne posseggono in quantità.

capelli forti

Uova

oltre a costare veramente poso , sono un’ottima fonte di omega-3 di cui sopra e contengono anche la biotina che favorisce il processo di cheratinizzazione. Ma attenzione: non è l’albume a rendere i tuoi capelli lunghi e belli, ma il tuorlo . Mangiare troppi albumi può effettivamente bloccare l’assorbimento di biotina nel corpo, causando un impoverimento di questo micronutriente.

Spinaci

come tante verdure a foglia verde scura, gli spinaci sono pieni di nutrienti fantastici. Possiedono una quantità enorme di vitamina A, oltre a ferro, beta carotene, acido folico e vitamina C. Questi componenti lavorano insieme per rendere il un cuoio capelluto ed i capelli sani mantenendoli ben idratati in modo che non si rompano.

Avocado

A causa della loro alta concentrazione di acidi grassi essenziali naturalmente presenti nelle cellule della pelle (responsabili nel mantenere la pelle liscia ed elastica), questo frutto secolare rappresenta uno dei segreti di bellezza. Quando vengono applicati localmente sui capelli e sul cuoio capelluto, hanno la capacità aggiuntiva di stimolare la produzione di collagene ed elastina.

Contro la caduta dei capelli cosa fare

gli uomini geneticamente sono piú portati a perdere i capelli. La causa precisa non è ancora ben chiara, ma sicuramente ha a che fare con il diidrotestosterone, ormone androgeno responsabile tra le altre cose della crescita dei peli facciali. Per “gestire” l’attività di questo ormone e quindi constrastare la caduta dei capelli si usa la Finasteride, un farmaco usato insieme alla Dutasteride per contrastare anche l’ipertrofia prostatica benigna.

Per contrastare quella che può essere un’alopecia androgenetica si usa anche topicamente il Minoxidil. E’ abbastanza efficace per far ricrescere i capelli in zone localizzate, ma nel momento che si interrompe il trattamento ricomincia la caduta. A differenza della Finasteride il Minoxidil ha meno complicanze, ad esempio non influisce sulla libido, ma non è molto efficace in casi di calvizie complicati.

Entrambi i prodotti possono essere usati sia da donne che da uomini, la prescrizione del medico è comunque necessaria.

Il trapianto dei capelli

nei casi piú disperati e solo quando la caduta si è arrestata definitivamente si può ricorrere all’ autotrapianto, chiamato anche FUT o FUE, (Follicolar Unit Transplantation). Vengono prelevati i follicoli da una zona donatrice, solitamente la nuca, e trapiantati lì dove serve. In questo caso risolviamo definitivamente il problema.

 

 

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Macchie scure sul viso cosa sono e come si eliminano

melasma visoSi chiamano discromie cutanee o alterazioni del colore della pelle quelle che comunemente chiamiamo “macchie scure“. Si presentano sul viso ed in particolar modo su zigomi, naso, fronte, labbra, guance e hanno cause variabili, spesso concatenate tra loro.

Non dobbiamo confonderle con la vitiligine, vera e propria patologia della pelle dovuta a mancanza di produzione di melanina.

Quando esponiamo la pelle alla luce solare questa si “difende” con una produzione maggiore di melanina, quel pigmento scuro responsabile dell’ abbronzatura. La melanina prodotta in eccesso viene eliminata. Quando ciò non accade per motivi legati ad uno squilibrio ormonale la pelle non riesce ad assorbirla nuovamente in modo omogeneo. Ecco che si creano macchie di forma diversa con un colore marrone. Se sono più scure rispetto al colorito normale della nostra pelle parliamo di ipercromia, se si presentano più chiare si tratta di ipocromia, in ogni caso parliamo di melasma o cloasma.

I motivi della comparsa:

  • esposizione solare: l’assunzione di particolari tipi di farmaci fotosensibilizzanti (qui la lista dei principi attivi presenti) e la successiva esposizione al sole porta alla formazione di macchie scure. Anche essenze profumate possono essere responsabili di tali formazioni.
  • Di natura micotica: possono comparire se è in corso un’infiammazione batterica della pelle come nel caso dell’ eritrasma oppure indotte dalla iperproliferazione di miceti.
  • Assunzione della pillola anticoncezionale: gli sbalzi ormonali prodotti da tali farmaci possono portare ad una formazione di melasma o cloasma.
  • Gravidanza: durante questo periodo possono comparire a causa degli ormoni della placenta
  • età: si chiamano in questo caso anche “lentigo senili” e si formano con l’avanzare dell’ età. Anche in questo caso un’esposizione eccessiva al sole, ma anche il fumo contribuisce alla loro comparsa. Sono di colore marrone scuro tendente al nero.
  • Non sono esclusi stati di forte stress emotivi

Come trattare le macchie scure:

i rimedi sono vari, molti di natura topica. La prima cosa da fare è contattare il proprio dermatologo. L’anamnesi è importante per capire la causa della formazione delle macchie.
Si inizia solitamente con creme depigmentanti che agiscono spesso al pari di un leggero peeling. C’è l’acido glicolico, l’acido cogico (con concentrazioni inferiori all’1%), quello azelaico, ascorbico,  glicirretinico ed il rucinolo.

L’efficacia e la sicurezza della crioterapia e dell’acido tricloroacetico sono state ampiamente dimostrate. La crioterapia, terapia del freddo, è risultata più efficace della soluzione al 33% dell’acido tricloroacetico nel trattamento delle lentigo solari sul dorso delle mani, in particolare negli individui dalla pelle chiara. Per le persone con carnagione più scura si preferisce invece il trattamento TCA sebbene l’iperpigmentazione postinfiammatoria rimanga un rischio per entrambi i trattamenti.

Una crema a tripla combinazione con fluocinolone acetonide 0,01%, idrochinone 4% e tretinoina 0,05% come adiuvante alla crioterapia per lentiggini solari sulle mani dorsali è risultata efficace

una nuova crema a base di collagene sta incontrando il favore dei consumatori grazie al suo grande potere ringiovanente, si trova in offerta su questo sito

Il peeling: il trattamento esfoliante che va eseguito presso una struttura ospedaliera anche con ricovero è a base di acido glicoolico, mandelico, piruvico. Questo studio ha preso in esame diversi pazienti trattati una terapia topica (2% di idrochinone, 1% idrocortisone e 0,05% tretinoina) insieme ad acido glicolico, dimostrando che la congiunzione dei composti è molto efficace e risolutiva.

Interessante anche questo studio sugli effetti dell’ acido cogico e dell’idrochinone nel trattamento del melasma.

Alcuni centri estetici propongono trattamenti di questo genere ma devono essere effettuati a basso dosaggio e comunque non risolvono situazioni complesse.

Il laser: si può utilizzare questo tipo di trattamento specie per casi molto difficili. Questo studio effettuato su donne con età compresa tra 20 e 50 sofferenti di melasma ha dimostrato l’efficacia del trattamento utilizzando laser frazionato.

Se le macchie scure compaiono per problemi batterici  la terapia deve essere a base di farmaci antimicrobici specifici. Le ipocromie, richiedono invece interventi differenziati, ma spesso hanno poco successo. La vitiligine, sempre non  prevedibile e di difficile attacco terapeutico, risponde meglio se localizzata al volto; per essa si ricorre a terapia immunosoppressiva locale o generale (ad esempio farmaci a base di cortisone o ciclosporina) .

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