Terapia incentrata sulla compassione Cos’è e come Può Aiutare

Si chiama TFC, acronimo di Terapia Focalizzata sulla Compassione, in inglese Compassion Focused
Therapy (CFT), ed è una forma di supporto psicologico sviluppata da uno psicologo inglese che nasce dalla CBT (terapia cognitivo-comportamentale). Non si tratta di qualcosa legato alla “new age”, ma di una vera e propria terapia supportata da tantissimi studi. Per approfondimenti c’è il libro del professor Paul Gilbert che ha sviluppato la disciplina: La terapia focalizzata sulla compassione. Caratteristiche distintive.

E’ infatti stato scoperto che coltivare compassione è associato a cambiamenti nel funzionamento del cervello, miglioramenti nel sistema immunitario, riduzioni delle emozioni negative e incremento di quelle positive, oltre a una maggiore motivazione nell’impegnarsi in ciò che la maggior parte della gente trova difficile.

Lo ricorda anche il Dalai Lama: “se vuoi che gli altri siano felici, fai pratica di compassione, se vuoi essere felice tu stesso, fai pratica di compassione”. Vedi libro

dalai lama terapia della compassione

Che cos’è la Scienza della Compassione

è costruita sull’ampia scienza mentale, ed è quindi influenzata dalla comprensione dei nostri modi di soffrire e guidata dalla psicologia dell’età evolutiva, dalla neuroscienza e neuropsicologia e dalla psicologia sociale, dello sviluppo e dell’evoluzione.

Fondamentale è il modo in cui alcune emozioni sono legate a sensazioni di calore, cura e contentezza, spesso cruciali nel processo di regolazione dello stress e della sofferenza.

Grazie a ricerca e terapia si è scoperto che questi tipi di emozioni associate, stimolate dalla compassione per gli altri e per noi stessi, possono svilupparsi in contesti sicuri, di crescita e di relazioni affettuose. Ciò va bene per coloro che vivono questo tipo di relazioni, ma coloro che non ne hanno possono riscontrare problemi a godersi le cure e il supporto degli altri, oppure a essere gentili e premurosi verso loro stessi nei momenti di bisogno. Queste persone hanno dunque difficoltà a gestire lo stress e i dolori della vita.

La Terapia incentrata sulla compassione aiuta le persone a diventare i migliori amici di sé stessi; seguire la CFT equivale ad avere una terapia di coppia con l’Io più profondo. Incoraggia ad avere relazioni diverse con i propri pensieri e permette di comprendere meglio come funziona il cervello.

A chi può essere utile

può aiutare persone che soffrono di bassa autostima, che sono altamente critiche con se stesse e che non hanno trovato giovamento con la psicoterapia.Ha successo anche con persone che soffrono di patologie varie quali depressione, disordini alimentari, stress post traumatico e ansia.

La CFT va oltre il pensiero e arriva alle emozioni.  Invece di gestire i sentimenti più complessi con la logica, la CFT incoraggia a confrontarsi con le proprie difficoltà con empatia e comprensione, insegnando a tollerare lo stress. Allo stesso tempo, mostra come la gentilezza e la cura sono segni di coraggio e non di debolezza, invogliando ad aiutare sé stesse ma anche gli altri.

Come funziona la terapia

Alcuni psicologi insegnano tecniche di respiro per aiutare i pazienti a rilassarsi a livello mentale e fisico, per essere poi in grado di osservare e riconoscere le proprie emozioni. Un esercizio che viene usato è quello di incoraggiarli a immaginare un maestro compassionevole che può aiutarli a essere più comprensivi verso sé stessi e a navigare tra le sfide delle loro vite.

Ad esempio si può pensare di pensare a tutti quegli insegnanti o istruttori che sono stati gentili e motivanti e quelli che non sono stati né premurosi né di aiuto, affinché decidano a quale vogliono assomigliare per sé stessi. È importante immaginare qualcuno che sia di supporto, positivo e da sprone,
perché quella sarà l’immagine che richiameranno quando avranno bisogno di cura e stimoli.

Durante le sessioni i pazienti sono aiutati a comprendere perché sono arrivati a quel punto guardando al loro passato senza però giudicare. Tra una sessione e l’altra, i pazienti sono incoraggiati a riflettere su ciò di cui hanno parlato, per poi trovare le strategie che permetteranno loro di gestire qualsiasi
difficoltà in futuro

Per approfondimenti:

Sito dell’ Università americana di Stanford che ha un intero dipartimento dedicato allo studio di questa materia: http://ccare.stanford.edu/#2

(Visited 2 times, 1 visits today)

Ginocchio Gonfio cosa Fare Rimedi e Cure

Quando il ginocchio si presenta gonfio significa che, dentro o fuori l’articolazione si è verificato un versamento, ossia un accumulo di liquido in eccesso. Questa condizione si può presentare in diverse modalità: può insorgere rapidamente o progressivamente, può creare problemi di movimento e dolore oppure essere del tutto innocua.

Quali sono le cause che provocano il gonfiore al ginocchio?

L’eziologia di questa condizione è multifattoriale, di seguito vi elencherò le cause più frequenti con le rispettive caratteristiche.

  • Traumatica. Dopo qualsiasi trauma l’articolazione sviluppa un’eccessiva quantità di liquido, che rientra nei meccanismi di riparazione del tessuto leso. A questo evento corrisponde sempre la presenza di dolore e una riduzione della mobilità del ginocchio. A seconda dell’entità del trauma e del tipo di struttura danneggiata, il gonfiore può essere di colore rossastro o trasparente, e può iniziare a formarsi già dalle prime ore dall’accaduto o dopo qualche giorno.

ginocchio gonfio

1) Nel primo caso la tumefazione è generata da un’emartrosi, ovvero da sangue accumulato all’interno dell’articolazione, che provoca un ginocchio dal gonfiore intenso, di colore rossastro e caldo al tatto. È il caso delle fratture (frattura delle spine tibia, frattura della rotula, frattura del piatto tibiale, ecc..), delle lesioni dei legamenti (come la lesione del legamento crociato anteriore ), lesione completa del menisco, o di forti contusioni.

2) Nel secondo caso il versamento si sviluppa dopo qualche giorno, solitamente la funzione dell’articolazione non è eccessivamente limitata e anche il dolore è di intensità lieve. Si tratta di un aumento del liquido sinoviale (lo si capisce anche dal fatto che la parte gonfia non è di colore rossastro), che generalmente è causata da un trauma leggero, come una contusione, una distorsione oppure una microlesione della parte interna del menisco che avendo uno scarso apporto di sangue quando si danneggia non sanguina molto.

  • Patologie reumatiche : come l’artrosi l’artrite reumatoide o la gotta (ne soffrono 300.000 persone in Italia, fonte ministero della  Salute). Sono patologie caratterizzate dalla presenza di una condizione infiammatoria e vi ricordo che il gonfiore è uno dei cinque segni caratteristici dell’infiammazione. Nel caso dell’artrosi, il gonfiore può essere maggiore nel lato più danneggiato (ad esempio nel caso di un ginocchio valgo artrosico avremo una maggiore tumulazione laterale).
  • Interventi chirurgici: come l’impianto di una protesi, la ricostruzione dei legamenti crociati, o l’asportazione di un menisco lesionato.
  • Cisti di Baker: in questo caso il gonfiore riguarda la parte posteriore del ginocchio, e può raggiungere le dimensioni di una palla da tennis!
  • Stile di vita sedentario. Succede soprattutto in tarda età, e in concomitanza con altre patologie. In questi casi il gonfiore ha un’insorgenza lentissima, riguarda entrambi le ginocchia e molto spesso risultano gonfie anche le gambe e le caviglie.
  • Infiammazione del corpo di Hoffa o Hoffite: è un’infiammazione di un cuscinetto adiposo che si trova nella parte anteriore del ginocchio sotto la rotula. In questo caso si ha un gonfiore proprio in prossimità della rotula.
  • Infezioni: sono molte le patologie che possono produrre tumefazione al ginocchio come la sifilide, la tubercolosi, la brucellosi ecc.. tutte condizioni che ormai non sono molto diffuse in Italia.
  • La malattia di Lyme.
  • Artrite settica.artrite ginocchio

Come si cura?

Come diciamo sempre ai nostri pazienti, esistono delle linee guida ma la cura è specifica per ogni paziente, e viene elaborata tenendo conto di numerosi fattori come: il tipo di trauma o di patologia, l’età del paziente, la sua storia clinica ecc…

Nel caso di gonfiore al ginocchio a seguito di un infortunio, il protocollo d’intervento consigliato dalla Medicina dello Sport segue l’acronimo inglese RICE, che significa:

  • REST (Riposo);
  • ICE ( ghiaccio) applicazione di ghiaccio nella sede del dolore, nelle prime ore è consigliabile applicarlo per un tempo massimo di 30 minuti per ogni ora. Ricordatevi di interpretare un panno tra la cute e il ghiaccio, onde evitare ustioni.
  • COMPRESSION (Compressione) bendaggio compressivo dell’articolazione;
  • ELEVATION (elevazione) tenere l’atto elevato per favorire il drenaggio.

Fisioterapia adeguata per il ginocchio gonfio

Esistono degli strumenti di terapia fisica che sono molto efficaci per ridurre edemi ed ematomi, ad esempio in questo Centro di Fisioterapia a Roma ci sono i migliori, ognuno specifico per ogni tipo di problematica. Ve li elenco di seguito:

  • Hilterapia o Laser ad alta potenza
  • Tecarterapia
  • Pompa Diamagnetica CTU.

Questi mezzi fisici sono sempre integrati da trattamenti manuali, esistono infatti delle tecniche drenanti di massaggio ( come il linfodrennaggio ) che stimolano il sistema linfatico nel drenaggio dell’edema.

Se avete un ginocchio gonfio, contattateci al più presto, sarete in ottime mani!

(Visited 86 times, 1 visits today)

Couperose e rossori Cosa FARE i Rimedi naturali

La couperose è un termine francese che indica il rossore che compare su guance, zigomi è naso, e che forma un disegno chiamato ad “ali di farfalla” . La zona in cui compare provoca formicolio, prurito, calore ma soprattutto un inestetismo poco piacevole da mostrare. Un problema che colpisce moltissime persone , la reazione cutanea compare o tende ad accentuarsi in alcune situazioni . Ad esempio dopo i pasti, dopo il consumo di alcolici, a causa di forti sbalzi di temperatura, specie quando si passa dal caldo al freddo o per stress emotivi.

Le cause della Couperose

il rossore è provocato dallo sfiancamento di vasi sanguigni, più precisamente dalle piccole vene capillari delle guance e del naso, e dall’infiammazione dei tessuti circostanti. Con il passare del tempo , infatti, le piccole vene coinvolte nel rossore perdono la loro elasticità e tendono a rimanere dilatate , creando infiammazione è mancanza di nutrizione alla cute.

couperose rimedi

La barriera protettiva si altera, diventando più vulnerabili al sole , specie dei suoi raggi più caldi, gli infrarossi, che dilatano i vasi sanguigni, del vento e del freddo e dei batteri.
Ecco perché chi soffre di questa patologia non deve esporsi al sole nelle ore calde o comunque mettere una crema protettiva solare durante il giorno. Per non impoverire il film Idro lipidico sono sconsigliati i piercing e i detergenti aggressivi per la pulizia del viso.

Le cause comunque non sono ancora del tutto note, si pensa siano coinvolta una tendenza alla fragilità dei vasi venosi e ad uno stato infiammatorio del tessuto legato al sistema immunitario, oppure agli acari della pelle.

Quando compare

Può presentarsi in qualsiasi età, ma si presenta più di frequente intorno ai trent’anni. Riguarda soprattutto coloro che hanno un fototipo della pelle di tipo uno, 2,3 ovvero pelle chiara, capelli biondi o castani o rossi e occhi azzurri. Oppure in generale che ha la pelle molto sensibile. Se le zone restano arrossate modo continuo la pelle si altera allora si parla di rosacea.

I cosmetici adatti per la couperose

Dobbiamo utilizzare prodotti che hanno formulazioni di assoluta sicurezza, analoghe a quelle per pelli sensibili e reattive. Che abbiano principi attivi che agiscono sui capillari con ingredienti che aiutano a ristrutturare la barriera cutanea della sua funzionalità.

Possiamo utilizzare prodotti che nascondano rossore ma non solo nella fase del trucco. I cosmetici di trattamento sono in genere nelle linee complete, di cui fanno parte latte o gel per la detersione delicata, creme viso leggeri o emulsioni da giorno, creme da notte ristrutturanti, sieri speciali.

Cosa fare per combattere la Couperose

L’intervento con laser a luce plusata aiuta sicuramente a rendere meno evidente il rossore.
La pelle di chi soffre di questa paleontologia bisogno di sostanze specifiche.

Idratanti: si utilizzano acido ialuronico, pantenolo o pro vitamina B5, che anche antinfiammatorio ristrutturante, magari associato ad allantoina o glicerina.

Gli antiossidanti: sono le vitamine C e D è la cosiddetta P che realtà è un complesso di flavonoidi con una potente attività antiossidante.

Gli antinfiammatori: sono principi attivi che inibiscono la produzione dei mediatori biochimici che fanno dilatare i capillari in caso di stress come i polisaccaridi delle alghe marine.

Gli estratti naturali: possiamo utilizzare il ginko biloba all’azione antiossidante, l’ echinacea e la centella asiatica.

Rimedi naturali

Il mirtillo nero ricco di Antocianosi di che aiutano a rinforzare le cellule delle pareti delle vene dei capillari.

Il Rusco o Pungitopo ricco di Ruscogenina vasocostrittore di capillari che ne riduce la dilatazione così come la liquirizia è il meliloto. La rutina, un flavonoide presente nella cosiddetta vitamina P.
L’ippocastano e semi di vite rossa ricchissimi di flavonoidi che difendono i capillari e ne contrastano la loro fragilità.

(Visited 93 times, 1 visits today)

I cibi che aiutano a combattere le Rughe

Siamo quello che mangiamo e non c’è parte migliore del proprio viso per dimostrare il nostro passato. Il volte restituisce tutto, se abbiamo avuto una vita faticosa, se siamo stressati, se abbiamo lavorato tanto e soprattutto se abbiamo mangiato male, il volto rivelerà rughe e segni del tempo. E’ importante quindi assumere cibi giusti, sani che aiutano anche a mantenere una pelle sana e che possa portare ad un ringiovanimento del viso in maniera naturale.

La dieta per la Pelle

non è un segreto per nessuno ed ormai è cosa risaputa. I cibi naturali, poco lavorati sono i migliori. Una dieta ricca di vitamine e di altre sostanze antiossidanti sono alleate della pelle perché agevolano la produzione del collagene, la proteina responsabile dell’ elasticità cutanea. Inoltre rallenta gli effetti nocivi dei radicali liberi conseguenza soprattutto di stress, inquinamento e raggi solari.

Già dopo i 25 anni cala la produzione del coenzima Q10, la pelle rallenta il suo ricambio cellulare, avviando il processo di invecchiamento, cui si aggiunge il fotoaging con l’esposizione cronica ai fattori esterni nocivi.

Ogni giorno dobbiamo quindi assumere alimenti ricchi di vitamina C. Oltre a essere un potente antiossidante, in grado di limitare i danni dei radicali liberi, ha un ruolo fondamentale in molte funzioni dell’organismo, compresa la sintesi e la produzione del collagene e dell’elastina.

cibi per la pelle

Ma quanta ne serve quotidianamente? La dose di riferimento è 80 milligrammi al giorno, può essere assunta anche attraverso questo integratore che si trova in offerta altrimenti sono sufficienti 100 grammi di verdure, soprattutto peperoni, spinaci, broccoletti, pomodori che ne contengono in grandi quantità (a patto, però, di consumarle crude, o cotte a bassa temperatura, meglio al vapore, perché la vitamina C è molto sensibile al calore che la disperde in buona parte) o di frutta acidula come kiwi, arance, ananas, fragole e ciliegie. Quindi se vi fate una spremuta di arance, bevetale subito altrimenti la vitamina si disperde nell’ aria. Basta quindi bere una spremuta o mangiare un frutto la mattina e a metà pomeriggio e prevedere un piatto di verdure a completamento dei pasti principali.

Anche la Vitamina A è importante. Migliora la consistenza rendendo la pelle più elastica e contribuisce a mantenere salde le giunzioni dermo-epidermiche, donandole un aspetto più tonico .La quantità giornaliera raccomandata è 800 microgrammi al giorno e si raggiunge mangiando due uova oppure una porzione di pesce o ancora preparando sughi per la pasta e macedonie rispettivamente con verdura e frutta di colore giallo-arancione, ricche di carotenoidi, precursori della vitamina A come il betacarotene, di luteina e di licopene. Di quest’ultimo è ricco il pomodoro, in particolare quando viene cotto a bassa temperatura e per un lungo periodo di tempo.

Bene anche il lavoro della vitamina E che aiuta a rallentare l’invecchiamento delle cellule, contrastando
i radicali liberi e mantenendo la pelle più elastica. Per la giusta scorta quotidiana sono sufficienti due o tre cucchiai al giorno di olio extravergine di oliva o qualche spuntino con frutta secca a guscio: una piccola manciata di arachidi, quattro o cinque mandorle e due o tre noci.

Ottime alleate della pelle sono poi tutte le vitamine del gruppo B che la mantengono idratata, combattono gli effetti dannosi di radicali liberi sulle cellule, favorendone il ricambio e rallentandone l’invecchiamento.

Abbandonare gli stili di vita sbagliati

via le sigarette, l’alcool, l’esposizione eccessiva al sole. Fare movimento o sport tutti i giorni, possibilmente all’ aria aperta. Poca carne, specialmente rossa, lasciate gli zuccheri che danno vita al fenomento della glicazione.

(Visited 66 times, 1 visits today)

Autoabbronzanti, spray o creme meglio del sole e delle lampade

autoabbronzantiNon c’è dubbio che l’abbronzatura ci fa sentire bene, in salute, con un colorito ambrato o dorato appariamo in forma e con una pelle sana e lucente. Con l’arrivo della bella stagione è tutta una corsa ai primi bagni di sole o alle lampade solari, demonizzate però da tutti i dermatologi. Una valida alternativa è rappresentata dagli autoabbronzanti, prodotti estetici in spray o crema che “colorano” la pelle dando l’idea di un’abbronzatura naturale. Ci sono di tante marche, Collistar, Kiko e si possono acquistare anche online su Amazon

C’ è chi li usa per una serata speciale oppure ci sono coloro, come Renzo Arbore, che non fanno mistero di non poter rinunciare all’ uso quotidiano dell’ autoabbronzante. Il sole fa male, invecchia la pelle in maniera precoce, provoca scottature, nelle ore di punta non si può prendere, le lampade d’altronde fanno ancora peggio ecco quindi che la crema autoabbronzante può risultare essere la soluzione ideale per avere sempre un colorito sano.

Come funzionano le creme autoabbronzanti:
si tratta di prodotti estetici contenenti il Dihydroxyacetone (DHA) , derivato dallo zucchero di canna ed utilizzato da più di 40 anni per colorare la parte superficiale del derma (strato corneo).Questo principio attivo produce un effetto simile o uguale al colore dell’ abbronzatura, solitamente crea danni perchè non agisce in profondità. C’ da ricordare che gli autoabbronzanti non proteggono dai raggi Uv, non devono essere quindi utilizzati per un’esposizione solare.

Le concentrazioni di DHA nelle creme autoabbronzanti possono variare dal 2,5 al 10% (mediamente è del 3-5%). Ovviamente più e alta maggiore sarà l’effetto “bronze”.

Qual’è l’autoabbonzante migliore?
Sul mercato quasi tutte le migliori marche di cosmesi propongono in catalogo la loro crema autoabbronzante: Collistar, Johnson’s, la linea Maybelline di L’Oreal, Sisley, Lierac, Nivea, Garnier, Avon, Bottega Verde ecc. dire quale sia la migliore non è facile.Se siete alla ricerca di un buon abbronzante in questi giorni, vi consigliamo di acquistarne uno della Collistar all’interno di una profumeria Ethos: così facendo parteciperete al concorso “Con i Solari Collistar Voli a Formentera”. In palio non soltanto il volo, naturalmente, ma anche un soggiorno di una settimana, per due persone, in un confortevole hotel di Formentera.

Il risultato finale ottenuto dai preparati autoabbronzanti varia da individuo ad individuo e dalla tecnica di applicazione.
Ci vuole molta pazienza ed un po’ di pratica per capire la quantità giusta di crema da applicare. La lozione va stesa bene ed in maniera uniforme e spesso va fatta asciugare anche 30 minuti prima di ottenere l’effetto desiderato. Solitamente va applicato più prodotto nelle parti secche perchè la pelle ne assorbe di più (ad esempio i gomiti) e meno nelle zone sottili, come il contorno occhi.

Gli effetti dell’autoabbronzante durano solitamente da 8 a 12 ore, se non si effettuano risciacqui, docce o bagni possono mantenersi anche per diversi giorni.

(Visited 2.541 times, 1 visits today)

Tecniche di Rasatura Barba o è Meglio il Rasoio Elettrico

Molti ragazzi hanno imparato a radersi dai loro papà, che a loro volta hanno imparato dai loro padri, come una sorta di rito tribale. Di conseguenza, la maggior parte delle routine di rasatura comportano una discreta quantità di ereditarietà. Una volta non esisteva il rasoio elettrico che è stato introdotto in maniera massiccia negli anni 70. E’ preferibile alla rasatura con la lametta? Quali sono i migliori tagliacapelli per definire la barba? Oggi esamineremo le varie opzioni e parleremo anche delle tecniche di rasatura.

Come eseguire una rasatura perfetta con la lametta o lama da barbiere

La scienza della rasatura in questo caso è semplice e richiede solo due elementi essenziali: il calore e l’umidità. Dovete bagnare con acqua tiepida il viso quattro o cinque volte con piccoli sciacqui.  Aggiungerte un po’ di sapone per fare un leggero scrub, e risciacquate. Questo trattamento serve per ammorbidire la barba e renderla irta per la lama.

Applicate la crema da barba dal basso verso l’alto, contropelo. Non avete bisogno di un sacco di crema: quanto basta per mantenere l’acqua sulla pelle e per lubrificare la lama.
Iniziate a radere gli ampi spazi aperti delle guance, ciò per dare più tempo alla crema per penetrare nei peli piú duri che si trovano intorno alla bocca e mento.

Mantenere la pelle tesa tirandola delicatamente con le dita della mano libera (alcuni lo fanno riempiendo le guance con l’aria). Utilizzare brevi colpi regolari e immergete la lama frequentemente nell’ acqua calda.

radersi barba

Procedete fino ad arrivare sotto al collo, alla clavicola, sotto questo spazio ci sono i peli del petto.  Se hai i peli in crescita tra le sopracciglia, definiteli con una rapida rasatura.

I puristi sostengono che ci si dovrebbe radere solo verso il basso, sostenendo che la rasatura dal basso in alto fa crescere i peli incarniti, ma non è così, il pelo può crescere in qualsiasi direzione. La rasatura è terminata quando la pelle èal tatto delle dita. Risciacquare il viso e asciugare con un asciugamano, facendo in modo che non si lasci la crema da barba sotto le orecchie.

Infine, applicare crema idratante per evitare irritazioni, ma non utilizzate dopobarba a base di alcool che irritano ancor di piú.

Che schiuma da Barba usare

Non consiglio una crema da barba che esce dalla bomboletta e che si trasforma in un grande schiuma sul viso. La schiuma non dovrebbe toccare la pelle, altrimenti non è utilizzabile al massimo. Il miglior tipo di crema da barba è quella che vi fa vedere i peli che si sta cercando di radersi, e che crea una superficie liscia per il rasoio che devei scivolare via. Provate una crema da barba ricca di glicerina. Ma se si desidera che la rasatura perfetta potete usare un olio da barba naturale, che utilizza gli stessi oli che si trovano nella vostra cucina, come l’olio di sesamo o l’ olio d’oliva.

Ho bisogno di usare un pennello da barba?

i pennelli da barba hanno un aspetto antiquato, ma devono ancora essere migliorati come metodo di applicazione per la crema. Le setole devono esfoliare le cellule morte della pelle e fare i peli ritti. Utilizzare quelle naturali realizzate con i peli del tasso, che è abbastanza durevole per un uso prolungato, ma abbastanza morbida per il viso.

Come faccio a fermare il sangue se mi sono tagliato facendo la barba?

Sciacquare il taglio con acqua fredda. Se siete della vecchia scuola, avrete una matita emostatica a portata di mano. Bagnare la punta e sfumare delicatamente contro il taglio. Un blocco di allume umido, strofinato sul taglio o tutta l’intera area da barba lenisce la ferita.
Se non si dispone di uno di questi a portata di mano, strappare un frammento di tessuto del viso o di carta igienica, quanto basta per coprire il taglio, mantenerlo lì fino a quando non è completamente asciutto. Rimuovere con cura in modo da non riaprire il taglio.

Meglio Lametta o Rasoio elettrico

Rasoio elettrico: chi ha sofferto di acne, ha nei sporgenti, pelle irregolare deve quasi obbligatoriamente utilizzare quello elettrico. Sul mercato di sono tantissimi modelli molto efficaci e veloci, ad esempio Philips AquaTouch S5420/06 può essere usato sia sulla pelle bagnata che asciutta. Per chi vuole essere rapido e veloce e deve fare la barba tutti i giorni, la rasatura con rasoio elettrico rappresenta un bel risparmio. Per definire i capelli e la barba il miglior modello elettrico di tutti è il Panasonic ER-1611-K

Multilama: fose solo le compagnie telefoniche spendono di piú in pubblicità per reclamizzare i loro prodotti.  Le campagne televisive ci mostrano volti perfetti, ma il vero unico vantaggio è la velocità della rasatura. Gli esperti dicono che qualsiasi cosa abbia più di tre lame non ha un vantaggio misurabile. Molto efficace il Rasoio di sicurezza a doppio filo, cromato con lamette intercambiabili.

Rasoio stile barbiere a mano libera: vostro nonno avrà utilizzato questo attrezzo per parecchio tempo prima dell’ invenzione dei rasoi a lamette intercambiabili. Oggi è tornato di moda. Ci vuole un po’ di manualità e precisione. Consigliato il Rasoio a mano libera, in vero legno, con lama e custodia

(Visited 140 times, 1 visits today)

Test pre natali non invasivi al posto di amniocentesi e la villocentesi

Si chiamano test pre natali non invasivi (Non Invasive Prenatal Testing – NIPT) quelli effettuati sul sangue della futura mamma che non comportano rischi per il feto. Ce ne sono tanti e diversi tra loro e possono essere eseguiti nei centri diagnostici in tutta Italia. Negli ultimi anni sono stati perfezionati tanto che nella grande maggioranza dei casi, possono sostituire i classici esami invasivi, come l’amniocentesi e la villocentesi.

Come funzionano e che malattie possono rilevare

alla base c’è la scoperta fatta circa 20 anni fa. Alcuni ricercatori cinesi avevano rilevato nel sangue della mamma partoriente tracce di Dna fetale. Con un semplice prelievo si può quindi avere conto di malattie cromosoniche che possono colpire il piccolo che è in grembo.

Analizzando proprio il Dna fetale a partire dalla decima settimana di gravidanza, si identificano le “trisomie”. ovvero quelle che rappresentano il 50% di tutte le malattie cromosomiche. C’è la trisomia 21 (che si associa alla sindrome di Down), la 18 (legata alla sindrome di Edwards) la 13 (sindrome di Patau), che sono le più diffuse, ma anche alla 22, alla 16 e alla 9. L’esame inoltre è in grado di trovare anomalie rare, ma non rarissime, dei cromosomi sessuali, come la sindrome di Turner, che riguarda  il sesso femminile, quella di Jacobs, dell’X fragile o di Klinefelter, che colpiscono il sesso maschile.

test prenatale non invasivo

Inoltre, il test prenatale può rilevare le cosidette “microdelezioni”, piccoli errori di trascrizione dei geni, implicati nell’insorgenza di diverse malattie e che sono oggetto di continue scoperte. Si è visto, ad esempio, che il diabete ereditario, una malattia genetica, è associato a un pool di delezioni cromosomiche.

Sono sicuri e danno risultati affidabili i test pre natali?

Il Ministero della salute ha approvato lo screening su 5 test del Dna fetale. La percentuale di falsi negativi è pari allo 0,8%, mentre i falsi positivi rappresentano lo 0,05% di tutti i campioni
analizzati . Se a questo esame viene poi abbinato un altro test non invasivo, come la translucenza nucale (l’ecografia tra la 11a e la 13a settimana di gestazione, mirata a misurare lo spessore della nuca del bambino) la probabilità che la diagnosi di un bimbo sano sia esatta sfiora quasi il 100%.

I test Invasivi

in Italia il SSN offre gratuitamente amniocentesi o villocentesi alle donne che hanno compiuto 35 ani di età . Si tratta di screening più invasivi perchè viene prelevato tramite ago inserito nella pancia della mamma, tessuto placentare da esaminare. Il rischio di aborto della villocentesi è del 2-3% mentre per l’amniocentesi è dello 0,5%.

L’amniocentesi può essere effettuata alla  X-XII settimana di amenorrea, l’amniocentesi alla. XV-XVI settimana di amenorrea

I prezzi

purtroppo bisogna ricorrere privatamente, il SSN non rimborsa questi tipi di test pre natali. Il costo va dai 350 ai 900 euro, in alcuni casi può essere effettuati in casa da soli tramite kit.

 

(Visited 56 times, 1 visits today)
1 2 3 25